BOYHOOD
(U.S.A. 2014)
di Richard Linklater
Ellar Coltrane
Patricia Arquette
Lorelei Linklater
Ethan Hawke
Marco Perella
Steven Chester Prince
Libby Villari
Mason
Mamma di Mason
Samantha
Papà di Mason
Prof. Bill Welbrock
Ted
Nonna di Mason


Giovani Americani Crescono

Senza dubbio Boyhood costituisce una bella pagina di cinema contemporaneo, intrisa di molti spunti interessanti e idee originali, in primis quella di girare il film a intervalli periodici con gli stessi attori/attrici che crescono/invecchiano naturalmente:

il tutto aumenta il realismo della storia. Bella anche l'idea di rendere lo scorrere del tempo attraverso le notizie di attualità - la guerra in Iraq; l'insofferenza per Bush; le Torri Gemelle; il crack finanziario americano; le elezioni di Barack Obama - filtrate per lo più da genitori attenti ma aperti, anticonformisti in famiglie “allargate” non sempre riuscite – e anche questo fa parte della vita (Ethan Hawke e Patricia Arquette offrono una performance molto naturale, vera, poco "filtrata")

ma anche mediante piccoli escamotage di natura pratica, uno su tutti l'evoluzione tecnologica (personal computer, cellulari, macchine fotografiche, videogames).

La recitazione dell’intero cast è molto sentita e spontanea, al punto da favorire l'immedesimazione in personaggi e situazioni, scandite dallo scorrere del tempo e in continuo divenire, come avviene anche per gli scenari urbani e naturalistici, avvolti in una splendida fotografia.

Le due ore e 45 minuti si fanno sentire solo in alcuni passaggi, ma nel complesso la storia fila liscia come l'olio.

Questo film secondo me si pappa un sacco di statuette: così a occhio e croce mi pare abbia le giuste caratteristiche per piacere molto ai membri dell’Academy (attualità americana filtrata attraverso lo sguardo giovanile di un protagonista che da solo incarna tutte le peculiarità delle nuove generazioni a stelle e strisce – incertezze e idiosincrasie incluse).

Il regista della trilogia Prima dell’Alba – Prima del Tramonto – Prima di Mezzanotte ha detto che il suo film è «specifico e intimo ma anche universale, una storia che potrebbe svolgersi ovunque nel mondo, un film sulla vita e sul tempo, su come si cresce e non si smette mai di crescere». E poi conclude: «Amo il Cinema, è un mezzo fantastico per comunicare e raccontare storie e credo ci siano ancora frontiere sterminate da esplorare. Sono sicuro che il Cinema riserverà ancora tante sorprese».

©® Annalisa Ghigo
Domenica 26 Ottobre 2014
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