LUCY
(Francia, 2014)
di Luc Besson
Scarlett Johansson
Morgan Freeman
Min-sik Choi
Amr Waked
Julian Rhind-Tutt
Pilou Asbæk
Analeigh Tipton
Lucy
Prof. Norman
Mr. Jang
Isp. Pierre Del Rio
Intermediario
Richard
Caroline


Performance Stupefacente

Dopo le storie intriganti e ben costruite alla Nikita (1990) e Léon (1994) entrambe con due splendide protagoniste (rispettivamente Anne Parillaud e Natalie Portman) Luc Besson torna a sorprenderci con un intreccio intriso di suspense, in bilico tra thriller, action e fantasy, come per molte sue pellicole (compreso il bizzarro Quinto Elemento) ancora una volta incentrato su una protagonista assoluta, incarnata da una Scarlett Johansson mai stata così in parte.

Il film si apre a Taipei/Taiwan sul ritratto di una ragazza della porta accanto,

la studentessa riluttante Lucy (Johansson) che accetta suo malgrado l’incarico all’apparenza semplice di consegnare per conto di un amico una misteriosa valigetta ad un altrettanto inquietante staff nordcoreano. Terrorizzata dalla brutta piega assunta dagli eventi (e aggiungo inevitabilmente, altrimenti addio sviluppi narrativi)

Lucy trova già dentro di sé la forza per restare calma e poi per reagire, complice anche il misterioso carico di droga che deve trasportare nello stomaco per il losco coreano di turno: quando l’involucro accidentalmente si apre e libera parte del contenuto, il cervello della ragazza viene investito da un’energia chimica tanto potente da svilupparne le potenzialità intellettive fino al 100%. Per ovvie ragioni non svelo gli sviluppi della trama: aggiungo solamente che la Lucy della seconda parte del film riserva sorprese difficilmente prevedibili e non solo per la performance di Scarlett Johansson.

Il plot si snoda lungo svariate location (Roma compresa) e – con modalità analoghe alla droga sintetica descritta - arriva a sviscerare affascinanti teorie futuristiche sui grandi temi dell’Universo: l’evoluzione umana, le potenzialità inespresse dell’intelletto, la conoscenza e non in ultimo l’esistenza di Dio.

La tecnica registica di Besson si è ulteriormente affinata e regala sequenze ad alto tasso di adrenalina, che implicano una totale immedesimazione nelle evoluzioni meta-psicologiche della protagonista.

In un’intervista tratta dal mensile di cinema Ciak si legge che l’attrice newyorkese sta attraversando un periodo felice, sia nella sfera privata sia sotto il profilo professionale. Coinvolta in più progetti quasi paralleli - vedi la bizzarra saga The Avengers, minestrone di supereroi in salsa fanta-comics, mentre di recente è uscito nelle sale italiane anche Under the Skin, dove la Johansson veste i succinti panni di aliena predatrice - Scarlett sta lavorando da sei anni ad un progetto come regista in un adattamento da Truman Capote ed esprime il desiderio di esplorare «forme artistiche diverse ma ugualmente magiche» come il teatro e l’esperienza dietro la macchina da presa. Le auguro di proseguire lungo la strada del successo che merita, visti gli indubbi progressi: ça va sans dire!

©® Annalisa Ghigo
Martedì 7 Ottobre 2014
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