The Counselor - Il Procuratore
(U.S.A. / UK 2013)
di Ridley Scott
Michael Fassbender
Penélope Cruz
Cameron Diaz
Javier Bardem
Brad Pitt
Bruno Ganz
Rosie Perez
Procuratore
Laura
Malkina
Reiner
Westray
Gioielliere
Ruth


Giungla di Polvere

L’incipit sotto le lenzuola rappresenta l’unica parentesi idilliaca in un intreccio serrato che precipita gradualmente ma inesorabilmente in una voragine di orrori senza ritorno. Questa in sintesi la trama del nuovo lungometraggio copyright Ridley Scott.

Il procuratore corrotto (interpretato con intensità da Michael Fassbender) scende a patti con individui loschi e senza scrupoli, in un’incoscienza da principiante accecato dall’avidità che non sa di infilarsi in un gioco più grande di lui, che poi gioco non è. La situazione gli sfugge ben presto di mano e degenera in una feroce escalation di crimini efferati, fino al tragico epilogo senza ritorno.

Scott rende molto efficacemente il senso di angoscia del procuratore che scivola lentamente ma inesorabilmente verso il baratro, trasmettendolo anche agli spettatori.

Cormac McCarthy firma una sceneggiatura non perfetta ma dall’intreccio lineare che alla fine fa combaciare tutte le tessere del puzzle, costruita su dialoghi sferzanti che annunciano oscuri presagi e permeata della sua poetica destabilizzante. McCarthy delinea in tratti lividi e freddi la ferocia del cartello della droga, lo squallore della città messicana di Juárez che viene contrapposto al glamour e all'opulenza della controparte criminale americana, che per quanto squallida e immorale non può arrivare a toccare neppure lontanamente i livelli di aberrazione del cartello messicano.

Gli splendidi ghepardi di Reiner, strampalato socio in affari del procuratore (uno straordinario Javier Bardem, ancora una volta stravolto in un look alquanto discutibile)

sono il simbolo nefasto della fredda crudeltà della sua amante Malkina, al contempo sexy hot e calcolatrice distaccata, spietata cacciatrice che divora famelica e senza pietà le malcapitate prede che ostacolano i suoi piani.

La pelle ricoperta da tatuaggi da ghepardo e unghie in laminato argento, sotto l’attenta e precisa regia di zio Ridley, Cameron Diaz offre una delle migliori performance della sua carriera, assieme a Brad Pitt che non era mai stato tanto convincente.

La squallida galleria di aberrazioni di "esseri umani" abbandonati ai loro peggiori istinti s’inserisce in una sapiente cornice di dialoghi da antologia (a tratti filosofici) in cui ogni tassello narrativo trova la sua precisa collocazione. Persino il diamante che il procuratore offre alla splendida futura moglie (Penélope Cruz)

viene definito per sua natura "ammonitore": sappiamo fin dall’inizio che cosa accadrà, ogni singolo evento annunciato dai personaggi di contorno puntualmente si verifica.

Pur molto distante dai fasti dei suoi lontani capolavori, Ridley Scott confeziona un noir di tutto rispetto, pervaso da una sensualità perversa e strisciante, il cui vero protagonista è McCarthy con la sua poetica senza speranza di redenzione. I personaggi, anche quelli più caricaturali, sono ben delineati psicologicamente e se si esclude qualche perdonabile incongruenza nella definizione di Reiner e Malkina, la trama fila liscia come l’olio fino al prevedibile finale, annunciato fin dai primissimi fotogrammi in dialoghi costruiti ad arte.

©® Annalisa Ghigo
Sabato 25 Gennaio 2014
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