FROZEN - Il Regno di Ghiaccio
(U.S.A. 2013)
di Chris Buck
e Jennifer Lee
Kristen Bell
Idina Menzel
Jonathan Groff
Josh Gad
Santino Fontana
Alan Tudyk
Ciarán Hinds
Edie McClurg
Anna
Elsa
Kristoff
Olaf
Hans
Duke
Troll Pabbie
Troll Gerda
Scheda Doppiaggio


Lacrime di Ghiaccio

Ispirato alla fiaba La Regina delle Nevi di Hans Christian Andersen, Frozen è stata una produzione molto travagliata e rimandata più volte nel corso dei decenni a causa della mancata cessione dei diritti d'autore. Il film era nei progetti di Walt Disney già dal 1946, ma i discendenti di Andersen non vollero cedere i diritti per una versione cinematografica. Con il benestare del suo capo John Lasseter, diviso tra Disney e Pixar, finalmente Chris Buck ha ripreso in mano il progetto, affidandone la sceneggiatura a Jennifer Lee (autrice del notevole Ralph Spaccatutto) che durante i quattro anni di lavorazione è stata “promossa” a co-regista (prima donna nella storia della Disney). Anche il delizioso corto di apertura, Get a Horse! - rivisitazione in 3D dello storico Topolino anni Venti in cui i personaggi escono dallo schermo in b/n acquistando colori tridimensionali – vanta la regia tutta al femminile di Lauren MacMullan: che alla Disney sia in corso una rivoluzione?

Il progetto di Walt Disney rimase incompiuto anche per la difficoltà di animare neve e ghiaccio, ostacolo brillantemente superato dai due co-registi e dallo staff tecnico, impegnato nella fase di pre-produzione in un viaggio esplorativo nel nevoso Wyoming, dove gli animatori hanno testato dal vivo la materia indossando lunghi vestiti come le due co-protagoniste sorelle Elsa e Anna. Tecnicamente perfetto grazie all’animazione a computer – la stessa di Rapunzel – L’intreccio della Torre, da cui vengono riprese le fisionomie dei personaggi - Frozen è intrisa di pezzi musicali perfettamente integrati con l’azione in un passaggio graduale da cantato a parlato, in modo che i personaggi possano continuare a dialogare cantando.

Ambientato nell’antica Scandinavia, l’intreccio si dipana scorrevole raccontando la storia di due sorelle, Elsa e Anna, molto distanti per indole e carattere, principesse della famiglia reale di Arendelle.

Elsa è la primogenita erede al trono, nata con il particolare potere magico di manipolare ghiaccio e neve e di crearne la vita. Ma durante un gioco infantile, la sorellina Anna viene colpita incidentalmente alla testa da Elsa, che si accorge di non riuscire più a controllare i propri poteri. I genitori, Re e Regina di Arendelle, conducono Anna dagli amici sudditi Troll, che consigliano loro di tenere separate le due sorelline e operano un sortilegio per far sì che Anna dimentichi completamente le arti magiche della sorella. Dopo il naufragio dei genitori, Elsa e Anna vivono separate e auto-segregate nel grande castello di legno, finché Elsa diciottenne viene incoronata regina in una grande festa cui partecipano tutti i sudditi del Regno.

Durante la cerimonia però avviene un altro incidente in cui Elsa non riesce più a controllare i suoi poteri, che prendono il sopravvento su di lei e sul mondo circostante.

Elsa fugge lontano disperata e crea un castello di ghiaccio tutto per sé, dove potrà dar sfogo alle sue arti magiche e sarà libera da vincoli "sociali".

Intanto però Arendelle è stata imprigionata da Elsa in un inverno senza fine

e Anna decide di raggiungerla in un travagliato viaggio sulla neve, accompagnata dal coraggioso montanaro Kristoff, dalla sua renna Sven e dal simpatico omino di neve Olaf, il cui motto è «Riportiamo l’estate ad Arendelle!»

Malgrado la complessità dell’intreccio dal ritmo serrato in una profusione di passaggi spassosi – da attribuirsi anche alla particolare lunghezza della favola originale di Andersen - il profilo psicologico dei personaggi è delineato con scarsa cura, prediligendo l’impianto tecnico degli effetti a computer (comunque straordinari). La storia si rivela abbastanza scontata e un po' deludente, specie in alcune svolte narrative e in molti prevedibili cambi di cliché. Le aspettative troppo alte in genere vengono disattese e l’intera (pur valida) operazione lascia fin dall'inizio uno strano "retrogusto", malgrado la commozione del finale e alcuni passaggi davvero riusciti (come la sequenza della creazione del castello di ghiaccio, certamente la più magica e coinvolgente dell'intero film).

©® Annalisa Ghigo
Giovedì 16 Gennaio 2014
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