TRENO DI NOTTE PER LISBONA
(Germania/Svizzera/Portogallo 2013)
di Bille August
Jeremy Irons
Charlotte Rampling
Martina Gedeck
Tom Courtenay
Bruno Ganz
Christopher Lee
Lena Olin
Mélanie Laurent
Jack Huston
August Diehl
Beatriz Batarda
Helena Afonso
Burghart Klaußner
Prof. Raimund Gregorius
Adriana de Prado
Mariana
João Eça
Jorge O'Kelly
Padre Bartolomeu
Estefânia
Giovane Estefânia
Amadeu de Prado
Giovane Jorge O'Kelly
Giovane Adriana
Maria Prado
Giudice Prado


Last Train Home

Raimund Gregorius è uno stimato professore che insegna filosofia in un liceo di Berna. Una mattina piovosa come tante s'imbatte in una misteriosa ragazza che tenta di gettarsi dal ponte principale della città, il Kirchenfeldbrücke. Il docente salva dal suicidio la ragazza, che si dilegua lasciandosi alle spalle un impermeabile rosso.

Nella tasca del soprabito il professore trova un biglietto ferroviario per Lisbona e un libro di un autore a lui sconosciuto, Amadeu de Prado.

Il racconto si dipana lungo profonde riflessioni sulla vita interiore, con cui Raimund entra talmente in sintonia da decidere di abbandonare la lezione in corso per informarsi sull'identità dell'autore presso un amico libraio, per poi prendere al volo il treno di notte per Lisbona con il biglietto trovato nel soprabito.

Il viaggio nello spazio si trasforma in un cammino a ritroso nel tempo, alla scoperta del doloroso passato di Amadeu, nato e vissuto a Lisbona durante la feroce dittatura di António Salazar. Entrando in contatto con persone del posto che conoscevano Amadeu,

il docente apprende della sua morte prematura: le indagini sul suo passato s'intersecano con gli avvenimenti storici legati alla Rivoluzione dei Garofani, mentre il viaggio spazio-temporale del professore coincide con un percorso interiore alla ricerca di se stesso.

Regista di Pelle alla conquista del mondo e Con le migliori intenzioni, entrambi premiati con svariati riconoscimenti internazionali, ricordato anche per La Casa degli Spiriti con un giovane Jeremy Irons e Il Senso di Smilla per la neve con Julia Ormond, Bille August riconferma il suo talento narrativo e visionario, unito tuttavia alla consueta pedantesca verbosità nella ricostruzione di avvenimenti personali che vanno a confluire nella realtà del difficile passaggio storico.

Il racconto procede per flashback a incastro, che mostrano la vicenda dal punto di vista di ogni singolo personaggio per poi sfociare in un finale tanto esplicativo quanto deludente.

Ottimo il cast internazionale, che evidenzia in ogni sfumatura il dramma umano e sociale tratto dal romanzo di Pascal Mercier. Malgrado l'insistita prolissità di Bille August, l'intreccio scorre veloce e avvincente in una regia in ultima analisi solida e ben calibrata. Quello che manca è il pathos, perché a tratti si percepisce una dinamica un po' troppo rigida e di maniera, come in un bel compitino fatto a mano che difetta tuttavia di un'impronta originale e di un impianto davvero sentito e sofferto, con un regista altrettanto freddo che a più riprese sembra prendere le distanze da vicende e personaggi narrati.

©® Annalisa
Giovedì 16 Maggio 2013
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