RED LIGHTS
(Spagna/Stati Uniti, 2012)
di Rodrigo Cortés
Cillian Murphy
Sigourney Weaver
Robert De Niro
Toby Jones
Joely Richardson
Elizabeth Olsen
Craig Roberts
Leonardo Sbaraglia
Adriane Lenox
Garrick Hagon
Burn Gorman
Mitchell Mullen
Tom Buckley
Margaret Matheson
Simon Silver
Paul Shackleton
Monica Hansen
Sally Owen
Ben
Leonard Palladino
Rina
Howard McColm
Benedict Cohen
Jim Carroll


Note Stonate

La scienziata Margaret Matheson (Sigourney Weaver in splendida forma), affiancata dal fisico Tom Buckley (uno straordinario Cillian Murphy) porta avanti una personale crociata laicista contro presunti fenomeni paranormali, pronta a smascherare qualsiasi ciarlataneria in nome della razionalità della scienza.

Entrambi però nascondono paure e segreti, si portano dentro traumi e frustrazioni. La dottoressa Matheson deve fare i conti con un passato oscuro segnato dalla perdita del figlio, caduto in coma in tenera età, che la donna «non vuol lasciar andare», insistendo a farlo alimentare dai macchinari per via del suo cieco amore e del fiero scetticismo verso l'esistenza di una vita ultraterrena. Dal canto suo, il collega Tom rinuncia (in)consapevolmente a una brillante carriera nel campo della fisica per affiancare strenuamente Margaret nella lotta contro gli impostori.

Quando all'orizzonte si profila un antico e temibile antagonista, il veggente cieco Simon Silver (De Niro),

che aveva già calcato le scene anni addietro scontrandosi con Margaret, verranno messe a dura prova sia la tenace ricerca degli scienziati, sia la loro stessa esistenza, nella percezione improvvisa di fenomeni inspiegabili.

Rodrigo Cortés, regista attento e autore della sceneggiatura, intesse un thriller più che dignitoso, abilmente orchestrato tra fuori fuoco, campi lunghi e improvvise zoomate sul volto di Cillian Murphy

in svolte filmiche calibrate ma inesorabili, in una struttura narrativa ben congegnata che sfocia in un colpo di scena davvero poco prevedibile, che genera un totale ribaltamento prospettico.

Cillian Murphy lo conoscevamo già: era l'inquietante Dott. Spaventapasseri-Crane nella saga nolaniana sull'uomo pipistrello;

il manager rampante in Inception dello stesso Nolan; il giovane irlandese ribelle nel film indipendente di Ken Loach Il Vento che accarezza l'erba, premiato al Festival di Cannes nel 2006 con la palma d'oro al miglior film. Anche in Red Lights affiora in tutta la potenza il talento da attore drammatico nel tratteggiare la figura enigmatica e sfuggente di Tom Buckley.

Sigourney Weaver non ha bisogno di presentazioni così come Bob De Niro, ancora una volta calato magicamente in un ruolo dalle venature mefistofeliche alla Angel Heart di Alan Parker.

A giudicare dall'intervista a Rodrigo Cortés, pubblicata nel numero di Novembre del mensile di cinema Ciak, il regista galiziano s'identifica nella figura di Margaret Matheson, egli stesso scettico nei riguardi del paranormale e ansioso di capire e conoscere i meccanismi ancora ignoti che possano spiegare fenomeni in apparenza incomprensibili. La sua visione agnostica si riflette non solo nella parapsicologia, ma anche nelle discipline paramediche e nell'astrologia: la sequenza sullo studio dei temi natali - bruscamente interrotta da una svolta drammatica - rivela tuttavia inesattezze imperdonabili da parte di chi probabilmente non conosce molto a fondo i ricercati meccanismi di calcolo di una disciplina tanto affascinante, che non pretende di porsi come scienza, bensì quale direttiva e punto di riferimento nelle dinamiche psicologiche individuali. Per giunta il finale ribalta non soltanto il corso di questo interessante thriller, ma anche la Weltanschauung dichiarata da Cortés.

©® Annalisa
Domenica 25 Novembre 2012
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