The Twilight Saga: Breaking Dawn
Secondo Capitolo
(Stati Uniti, 2012)
di Bill Condon
Kristen Stewart
Robert Pattinson
Taylor Lautner
Peter Facinelli
Elizabeth Reaser
Ashley Greene
Jackson Rathbone
Kellan Lutz
Nikki Reed
Billy Burke
Chaske Spencer
Mackenzie Foy
Maggie Grace
Jamie Campbell Bower
Christopher Heyerdahl
Michael Sheen
Lateef Crowder
Daniel Cudmore
Charlie Bewley
Billy Wagenseller
Dakota Fanning
Cameron Bright
Andrea Powell
MyAnna Buring
Casey LaBow
Mía Maestro
Bella Swan
Edward Cullen
Jacob Black
Dott. Carlisle Cullen
Esme Cullen
Alice Cullen
Jasper Hale
Emmett Cullen
Rosalie Hale
Charlie Swan
Sam Uley
Renesmee
Irina
Caius
Marcus
Aro
Santiago
Felix
Demetri
Vasilii
Jane
Alec
Sasha
Tanya
Kate
Carmen


Bella di Giorno

Come anticipato nella recensione del capitolo precedente, ora possiamo trarre degnamente le conclusioni sulla saga fantasy/horror più riuscita degli ultimi decenni.

L'impianto avvincente poggia sia sulle buone performance del cast (su cui svetta la triade protagonista Pattinson/Stewart/Lautner, ma anche Michael Sheen nei panni sontuosi del perfido Aro) sia sulla regia più asciutta e decisa rispetto al precedente capitolo, sia sull'intreccio variegato, che mette a confronto tra loro diverse stirpi vampiresche in un esito accattivante.

Finalmente trasformata in vampira,

Bella si sente più viva e forte che mai, supera in destrezza e potenza psicofisica persino Emmett, il parente più forte

e suscita l'estasiata ammirazione di Edward, che introduce Bella alle arti venatorie per permetterle di placare la propria sete.

Bella dimostra grande autocontrollo e non appena la spinta famelica iniziale viene arginata, la neo-vampira (bellissima e affascinante: la Stewart nei quattro anni di lavorazione è maturata assieme al suo personaggio) può dedicarsi anima (!) e corpo alla pargoletta Renesmee,

nata con grande travaglio nel capitolo precedente. Anche il legame viscerale tra Jacob e la piccola viene rivelato a Bella, che in un primo tempo rifiuta Jacob con rabbia, ma poi ne accetta l'imprinting con la figlia, che in qualche modo giustifica e premia l'amore incondizionato di Jacob verso Bella.

La cugina Irina del Clan dei Denali intravede Bella con la figlia e Jacob levitare nei boschi e crede si tratti di una bimba immortale, nata umana ma trasformata in vampira in tenera età. Agli occhi dei Volturi, prontamente informati da Irina, questo è sacrilegio, in quanto i bambini vampiri non controllano la propria sete e vanno eliminati per impedire loro di commettere crimini efferati. Bella si accorge della fuga di Irina e capisce che il peggio sta per arrivare: non appena Aro

riceverà la notizia, i Volturi si lanceranno contro di loro. Per evitare il massacro e dimostrare a tutti i Vampiri che Renesmee è in parte umana e in parte vampira, perché partorita da Bella quando ancora era umana, i Cullen si stringono ancora una volta in una salda alleanza e chiamano a testimoniare i loro parenti prossimi e lontani, che giungono da svariate parti del globo, ciascuno con i suoi peculiari poteri. Persuasi i parenti della propria sincerità e della natura per metà umana di Renesmee, i Cullen con i vari clan e gli alleati Licantropi si preparano ad affrontare i temibili Volturi. Nel frattempo, Alice sparisce misteriosamente dopo aver avuto una delle sue visioni premonitrici.

Non aggiungo altro per non compromettere la suspense nella fruizione del film, che si snoda avvincente in tutte le sue parti, fino a un finale non del tutto scontato e comunque aperto a ulteriori sviluppi e sequel.

Nota di merito va agli effetti speciali che sfiorano la perfezione, se non fosse per la discutibile e artificiosa riproduzione in CG della neonata prodigio,

vampira per parte di padre e umana per trasmissione materna, che cresce troppo in fretta agli occhi smarriti del povero nonno Charlie, informato da Jacob sulla metamorfosi di Bella e poi fatto allontanare dalla pericolosa mischia con un astuto espediente.

Curiosa la parte in cui due vampiri ceceni esternano il loro odio contro «quei bastardi Italiani» alludendo ai Volturi, originari di Volterra. Gli americani di solito ci adorano, ma Stephenie Meyer pare non condividere questa simpatia: tuttavia per salvarsi l'abbondante didietro mette in bocca la frase incriminata ai due vampiri cosacchi, poi isolati dal gruppo e fatti sparire nel nulla.

Bilancio positivo? Direi di sì, anche se una volta di più il target della saga punta a un pubblico di ragazze adolescenti elettrizzate, accompagnate qua e là da sparuti maschi un tantino perplessi e delusi dal genere virato sulla commedia e abbastanza lontano dal fantasy, malgrado alcune venature horror verso il finale.

©® Annalisa
Sabato 17 Novembre 2012
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