MERLIN TV MOVIE
(USA/UK 1998)
di Steve Barron
Miranda Richardson
Sam Neill
Isabella Rossellini
Helena Bonham Carter
Martin Short
Sir John Gielgud
Rutger Hauer
Peter Woodthorpe
James Earl Jones
Paul Curran
Lena Headey
Jeremy Sheffield
Mark Jax
John McEnery
Thomas Lockyer
Jason Done
Billie Whitelaw
Daniel Brocklebank
Agnieszka Koson
Justin Girdler
Roger Ashton-Griffiths
Nicholas Clay
Sebastian Roché
Rachel de Thame
John Turner
Keith Baxter
Janine Eser
Timothy Bateson
Alice Hamilton
Regina Mab/Dama del Lago
Merlino
Nimue
Fata Morgana
Frik
Re Costantino
Re Vortigern
Vecchio Indovino
Re della Montagna
Artù
Ginevra
Lancillotto
Uther Pendragon
Lord Ardente
Cornwall
Mordred
Zia Ambrosia
Giovane Merlino
Giovane Nimue
Giovane Galahad
Sir Boris
Lord Leo
Gawain
Lady Igraine
Lord Lot
Sir Hector
Lady Elaine
Padre Abbot
Giovane Morgana

Scheda Doppiaggio a cura di Antonio Genna


Dolce Stil Novo

Sulla scia di Excalibur di John Boorman (1981) Steve Barron - autore d'importanti video musicali - confeziona un prodotto Hallmark per la BBC/NBC con una storia avvincente e ancora attuale, rivolta a un pubblico maturo ma anche ai giovanissimi per gli espliciti intenti didattici.

Il cast stellare annovera tra gli altri il grande Sam Neill nella parte di Merlino

e la splendida Miranda Richardson nel doppio ruolo della Regina Mab

e della Dama del Lago, sorella speculare che risana i conflitti generati da Mab.

Recuperato in DVD nella versione originale, se ne apprezza la ricostruzione accurata di luoghi e situazioni tratti dalla saga arturiana in una regia solida e dinamica, con ottime performance delle attrici e degli attori coinvolti, tutti rigorosamente British, come l'impeccabile accento.

Malgrado il target televisivo, gli effetti speciali sono decisamente all'avanguardia rispetto al periodo in cui furono realizzati da Terry Bridle e Richard Conway (mentre il drago copyright Maks Naporowski appare ancora un po' naïf); anche il makeup è degno di nota e la confezione globale del prodotto curatissima, colonna sonora di Trevor Jones inclusa.

La sceneggiatura di Peter Barnes riprende temi e situazioni della saga di Artù, rielaborandoli con l'aggiunta di personaggi-chiave (in primis la temibile Regina Mab) e con la modifica di ruoli e svolte narrative: del resto non si contano le differenti versioni della leggenda (con svariate mitologie) e i relativi adattamenti per grande e piccolo schermo.

Mai come in questo arrangiamento, Merlino/Artù

assurgono a figure cristologiche contrapposte all'influenza demoniaca di Mab/Mordred,

legate al «sofferto passaggio dal mondo pagano - dominato dagli Dei e dalla magia - alla civiltà cristiana che unisce tutti gli uomini sotto l'egida di un unico Dio, metamorfosi dolorosa e necessaria che genera inevitabili lacerazioni». [Mi si perdoni l'autocitazione, n.d.R.]

Rispetto alla versione di Boorman, la figura centrale di Morgana perde preminenza, incentrata invece sul personaggio-cardine della Regina Mab, risvegliata dal sonno eterno per contrastare l'avvento del Cristianesimo e riportare il suo antico popolo al vecchio culto pagano. Morgan Le Fey (una sempre intensa Helena Bonham Carter)

diviene allora una delle tante ignare pedine manovrate da Mab, personaggio-chiave che ingloba tutte le svolte filmiche, artefice consapevole d'insanabili conflitti, infida manipolatrice di persone e situazioni, pomo della discordia in nome di un'antica magia pagana quasi dimenticata che Mab vuole restaurare con tutto il potenziale accentratore e distruttivo volto a ridurre in schiavitù l'intero genere umano. Merlino ne incarna la nemesi, conscio della spinta devastante di Mab che lo ha concepito nel grembo di una giovane sventurata (lasciata morire senza pietà) quale mezzo per raggiungere i suoi insani egoistici obiettivi, privandolo di tutte le persone a lui care per tenerlo tutto per sé.

Consapevole del destino infausto che attende l'umanità asservita alla crudele Regina e conscio del fatto che Mab lo abbia creato per distruggere, Merlino si oppone ai suoi progetti, ostacolandola con tutte le forze. Rifiutando le arti magiche quale arma di supremazia della Regina, Merlino le adopera solamente in casi estremi, per salvare chi sia in pericolo o per deviare gli infidi disegni di Mab. Anche Merlino (come in Excalibur) è artefice d'insanabili conflitti, ma il più delle volte inconsapevolmente, perché a differenza di Mab vuole creare un mondo migliore in cui «la giustizia si stemperi nella misericordia», in uno stile di vita fondato sull'equilibrio tra i popoli in armonia e pace. Camelot è microcosmo utopistico (che tuttavia funziona a meraviglia prima che il Male creato da Mab lo distrugga) a suo modo precursore di una democrazia che si oppone fieramente al regime totalitario imposto dalle macchinazioni machiavelliche di Mab. Entrambi perseguono con forza i propri obiettivi, spesso sacrificando i mezzi allo scopo, con la non trascurabile differenza che Merlino agisce per una nobile causa, mentre Mab è immorale e le sue azioni covano sempre un secondo fine.

La Regina elargisce bellezza e potere mendaci e illusori, con l'unico scopo di asservire le persone ai suoi intenti; Mab fa dell'inganno e della sopraffazione i propri marchi di fabbrica, tramando in segreto per mettere gli uni contro gli altri, indebolendoli per poterli manipolare; malgrado non uccida direttamente molte vittime dei suoi raggiri, ne influenza la volontà spingendole a tradire a loro volta, facendo poi emergere l'inganno e lasciando che muoiano o che si scannino a vicenda. Merlino appare più volte impotente di fronte alle supreme arti magiche della Regina, ma tenta comunque di ricomporne gli scempi; in molti passaggi è costretto ad assecondare la volontà di soggetti ormai irrimediabilmente contaminati da Mab, con ripercussioni spesso devastanti (gli episodi con Uther Pendragon e Lancillotto). La Dama del Lago - anche in questa versione depositaria di segreti e custode di Excalibur, Spada di Verità destinata a un re giusto -

indica a Merlino la retta via da percorrere, conscia della sua natura per metà umana che lo porta spesso a sbagliare o a travisare i consigli, ma che resta comunque la sua parte migliore.

L'indubbio carisma di Mab e Merlino va attribuito non soltanto ai riusciti sviluppi del plot, ma in primis alla straordinaria interpretazione di Sam Neill e Miranda Richardson nel doppio ruolo di Mab/Dama del Lago. Anche in virtù degli splendidi costumi di Ann Hollowood e dell'efficace makeup, senza omettere gli effetti speciali e l'accurato lavoro di Miranda Richardson sulla voce di Mab, si fatica a riconoscere l'attrice in entrambe le figure. Analogo discorso vale per gli altri personaggi della serie, curati nei dettagli sia sotto il profilo estetico sia nell'introspezione psicologica, che motiva le composite svolte narrative cui si perdonano volentieri alcuni passaggi incompleti o ingiustificati così come molti curiosi anacronismi.

Degna di nota la performance di uno strepitoso Martin Short (spesso ingiustamente sottovalutato) nelle sembianze del goffo gnomo Frik (contrazione del termine freak) «umile servitore» della Regina,

che si cala con disinvoltura nei panni dell'atletico seduttore in cui Mab lo trasforma.

Frik genera il subplot più toccante nella struggente love story con Morgana, che trae origine dall'inganno ma si nobilita di vero amore. La complessità dell'intreccio ingloba svariati personaggi decisivi per lo sviluppo della trama, tutti interpretati finemente da attori britannici più o meno conosciuti. Anche alla nostra Isabella Rossellini va la palma di leggiadria nel tratteggiare la figura di Nimue (new entry rispetto alla versione di Boorman), unica donna amata da Merlino,

al contempo fiera, dolce e forte. Da notare la presenza di Nicholas Clay, il Lancillotto di Excalibur, che qui ricompare nelle vesti di Lord Leo, padre di Ginevra.

Intrigante il cameo di Rutger Hauer nel ruolo dello spietato Re Vortigern,

alleato politico di Mab contro Merlino, che - sempre per contrastare Mab - si allea con Uther Pendragon, discepolo della dottrina cristiana. Assente la figura portante di Parsifal, sostituita dal giovane puro di cuore Galahad, figlio di Lancillotto e Lady Elaine, che recupera il mitico Graal.

La serie televisiva di Steve Barron rappresenta un prodotto artigianale ben confezionato e curato in ogni dettaglio, che spesso si fa rimpiangere se confrontato con alcune discutibili produzioni contemporanee.

©® Annalisa
Mercoledì 1 Agosto 2012
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