DARK SHADOWS
(U.S.A. 2012)
di Tim Burton
Johnny Depp
Michelle Pfeiffer
Helena Bonham Carter
Eva Green
Jackie Earle Haley
Jonny Lee Miller
Bella Heathcote
Chloë Grace Moretz
Gulliver McGrath
Christopher Lee
Alice Cooper
Barnabas Collins
Elizabeth Collins Stoddard
Dott.ssa Julia Hoffman
Angelique Bouchard
Willie Loomis
Roger Collins
Victoria Winters/Josette DuPrès
Carolyn Stoddard
David Collins
Clarney
Se stesso


'Depp Purple'

Emigrato con i genitori nel 1752 da Liverpool per cercare fortuna in America, Barnabas Collins diventa proprietario di un impero ittico dando il proprio cognome alla città in cui opera, Collinsport. Felicemente fidanzato con Josette, benché nell'animo resti rubacuori incallito, Barnabas commette l'errore fatale di respingere la sensuale aspirante strega Angelique Bouchard. Pazza di gelosia, Angelique provoca la morte dei genitori di Barnabas e induce Josette al suicidio. Non paga della vendetta, Angelique trasforma Barnabas in vampiro, condannandolo a dolorosa eternità di non-morto sepolto per sempre in una bara. Due secoli dopo tuttavia, una squadra di operai lo riesuma casualmente durante uno scavo, trovandosi di fronte suo malgrado una creatura avida di vita... e ovviamente assetata di sangue.

La presa di coscienza di Barnabas di trovarsi catapultato nel 1972 costituisce senza ombra di dubbio il passaggio più riuscito e umoristico del film. Il vampiro squisitamente old fashioned

fatica ad adattarsi alle 'diavolerie moderne': vede campeggiare la 'M' luminescente di McDonalds e la scambia per l'iniziale di Mefistofele; l'integrazione con i propri discendenti nell'antica dimora di famiglia ormai in decadenza è da antologia del cinema.

Barnabas viene letteralmente spiazzato dagli eredi, che giudica severamente da nobile antiquato tutto d'un pezzo qual è e che in effetti appaiono eccentrici e disadattati, rimandando - più che ai corrispettivi personaggi della serie TV americana cui s'ispirano

- alla bizzarra Famiglia Addams, creando un fastidioso effetto déjà-vu. Non mancano neppure i riferimenti alla saga di Twilight (non si sa fino a che punto voluti dal regista) nello strampalato mix di vampiri, streghe e licantropi, malgrado Burton se ne dissoci con la battuta-chiave di Barnabas, pronunciata mentre punisce l'inganno di una vittima implorante pietà: «Io non sono un galantuomo, non sono gentile e di certo non perdono».

Sul variegato ricco cast svetta a pieno titolo la feroce disperata sensualità di Eva Green

nelle succinte vesti della strega Angelique, detta Angie: ora è lei a gestire il mercato ittico della città con una florida azienda che ha scalzato il predominio dei Collins, trascinandoli in rovina.

La vendetta di Barnabas nei confronti della nemica di vecchia data assume quindi connotati di rivalsa non soltanto personale e umana, ma anche sociale. Ma Barnabas dovrà ancora misurarsi con la tenace passione di Angelique, rimasta intatta nei secoli.

Il finale travolgente della resa dei conti è tecnicamente perfetto e fa risaltare ancora una volta l'innata padronanza con cui solo Tim Burton riesce a creare atmosfere autentiche di magia gotica.

Peccato che la ridondante sceneggiatura penalizzi la definizione dei personaggi, il cui approfondimento psicologico è lasciato all'immaginazione degli spettatori. E peccato anche per l'impianto eccessivo dello script, che appare a tratti forzato, studiato e sopra le righe e che - seppur non annulli il divertimento - inevitabilmente nuoce a una storia che avrebbe potuto essere più genuina, spontanea e vitale.

©® Annalisa
Mercoledì 30 Maggio 2012
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