COSMOPOLIS (2012)
(Francia/Canada/Portogallo/Italia)
di David Cronenberg
Robert Pattinson
Samantha Morton
Jay Baruchel
Paul Giamatti
Kevin Durand
Juliette Binoche
Sarah Gadon
Mathieu Amalric
Emily Hampshire
Patricia McKenzie
Anna Hardwick
George Touliatos
Eric Packer
Vija Kinsky
Shiner
Benno Levin
Torval
Didi Fancher
Elise Shifrin
André Petrescu
Jane Melman
Kendra Hays
Fotografa Jenn
Barbiere Anthony


Meglio il mouse da tastiera!

Spinto dall'ossessiva idea di aggiustarsi il taglio dal barbiere personale che si trova all'altro capo della città di New York, Eric Packer, giovane imprenditore rampante,

malgrado una manifestazione di protesta imperversi nella città, sale sulla sua limousine bianca guidata dal suo autista personale, ricevendo i collaboratori in affari per discutere di un'imminente crisi finanziaria.

Durante il lungo interminabile tragitto, l'auto di Packer viene presa d'assalto da una massa inferocita di manifestanti anarchici anticapitalisti che identificano in lui il simbolo di tutto ciò che odiano e va distrutto. Dopo aver ucciso a bruciapelo una delle guardie del corpo nonché autista,

tra una scopata e l'altra (regolarmente cerebrale con dialoghi forzati: da Cronenberg non è lecito aspettarsi una scopata normale!)

e al termine (!) di lunghissime disquisizioni di alta finanza e dialoghi assurdi e demenziali con la (ex?) moglie a pretese filosofiche,

Eric si confronta banalmente con il suo peggior nemico e detrattore sociale.

Non ho letto il racconto di Don DeLillo da cui il film è tratto e mai lo leggerò, vista la squallida panoramica di personaggi e situazioni 'interrotte' che il regista canadese (tornato alle noiose e truculente origini) ci propone con la sfacciataggine di chi sa di essere cinematograficamente 'intoccabile'. Sarà tale per i soliti cinefili politicizzati che si strappano i capelli di entusiasmo per qualsiasi 'opera' del Maestro e trascorrono ore ad elucubrare sui più reconditi significati per poi far scorrere litri d'inchiostro che altri appassionati divoreranno di approvazione. Ma no lo è per me, che sto già rimpiangendo la felice parentesi (spero non chiusasi qui) di A History of Violence, Eastern Promises e A Dangerous Method e torno a pormi scettica e disillusa nei confronti di un regista complesso e controverso che pare essere ormai a corto di idee. Peccato per l'ottimo cast, sprecato.

Perché infatti trarre un film da un testo così poco cinematografico, tutto improntato a deliranti disquisizioni filosofiche di alta finanza degne del peggior House M.D. e articolato in improbabili sequenze di sesso mordi e fuggi, il tutto condito da claustrofobiche ambientazioni in interni lusso di limousine o in locali da happy hour o in cadenti sgabuzzini da barbiere? Per spacciare l'idea altamente discutibile che il Capitalismo - di cui il protagonista è vuota e pallida incarnazione - sia ormai giunto alla fine, dopo essersi auto-inflitto il colpo di grazia? Per tracciare un parallelo ingannevole tra l'annullamento del tempo di proustiana memoria e l'anelito all'eternità del protagonista, che acquista oggetti anche superflui pur di farli propri? Per ammorbarci con sequenze ripetitive tediose interminabili, che inducono a più riprese a controllare l'ora sperando in una rapida conclusione? Oppure semplicemente perché (appunto) ormai a Cronenberg mancano le idee? Dopo aver trasposto ossessivamente allucinate metamorfosi di corpi martoriati, mutilati e privati della propria identità, forse il regista canadese

necessita di un sano reset. Spero per lui che si ravveda. Nel frattempo, perché invece non medita sulla fine ormai storicamente avvenuta del regime comunista, che troppi invece continuano a riesumare tentando (invano) di dare linfa vitale a un cadavere in putrefazione? Credo che potrebbe essere un ottimo soggetto proprio à la Cronenberg.

©® Annalisa
Domenica 27 Maggio 2012
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