QUASI AMICI
(Francia, 2011)
di Olivier Nakache
e Eric Toledano
François Cluzet
Omar Sy
Anne Le Ny
Audrey Fleurot
Clotilde Mollet
Alba Gaïa Bellugi
Cyril Mendy
Christian Ameri
Grégoire Oestermann
Thomas Solivères
Philippe
Driss
Yvonne
Magalie
Marcelle
Elisa
Adama
Albert
Antoine
Bastien, detto 'cespuglio'


Ebony & Ivory

Bagliori nella Parigi notturna. Una Maserati sfreccia a gran velocità sfidando incroci, sensi unici, semafori. Alla guida un ragazzone di colore che accompagna un signore di mezza età. La polizia li ferma, ma grazie ad un estroso escamotage degno di Amici Miei, la strana coppia sfugge ai controlli e si dilegua nella notte. La sequenza di apertura (ripresa poi sul finale in una struttura filmica circolare) rende già di per sé l'idea della dinamicità di una pellicola irriverente, beffarda, a tratti un po' ruffiana, ma soprattutto divertente. La macchina da presa dei due registi Nakache & Toledano (i cui cognomi rimandano alle origini dei due protagonisti, ispirati ad una storia vera) spazia con disinvoltura in registri tragicomici tra le strade eleganti della Parigi-bene e lo squallore della banlieue, rimarcando ancora una volta l'ottima salute di cui gode il cinema francese.

Philippe è un esponente della ricca aristocrazia parigina, reso tetraplegico da un incidente col parapendio e costretto sulla sedia a rotelle. La sua tristezza affonda le radici in un passato doloroso che gli ha sottratto anzitempo la giovane moglie per via di un tumore e s'incanala pigramente in un quotidiano irto di ostacoli in cui assistenti - che lo seguono giorno e notte e da cui dipende in toto - parenti e amici lo avvolgono in un'aura di commiserazione.

Proprio per sfuggire al grigiore di una pietà forzata, Philippe assume controcorrente un nuovo badante, Driss,

senegalese dal passato poco edificante che si lascia alle spalle la chiassosa famiglia della zia adottiva per rincorrere il sussidio di disoccupazione. Presentatosi nella sontuosa villa per ottenere la firma decisiva, Driss viene avviato a sorpresa alle cure di Philippe, che mette alla prova il ragazzo costringendolo ad assumersi le proprie responsabilità. L'esperimento funziona, specie perché Philippe riacquista il buonumore: quale terapia è più efficace di una buona risata?

L'incontro tra mondi lontani, sensibilità opposte, temperamenti estranei innesca situazioni comiche da annali del cinema e sfocia come da copione in un'intesa che va oltre l'amicizia (Patrice Leconte docet ).

Un misurato François Cluzet (dall'impressionante somiglianza a Dustin Hoffman) nel look elegante di Philippe fa da splendido contraltare alla travolgente comicità di Omar Sy avvolto negli abiti casual di Driss, che strizza l'occhio alla verve irresistibile dei tempi d'oro di Eddy Murphy.

Benché non privo di ruffianerie e forzature, Intouchables dipinge in tinte pastello un mondo migliore di quello cui siamo abituati, un mondo fatto di valori sinceri in cui credere, di complicità, di amicizia, un mondo cui tutti aspirerebbero e che proprio per questo in più passaggi sfiora l'utopia. Senza dimenticare tuttavia che il film racconta una storia realmente accaduta, in cui due anime di estrazione così diversa si fondono in un rapporto di complicità reso appunto 'intoccabile' da false meschinità e rancori del mondo circostante.

©® Annalisa
Lunedì 5 Marzo 2012
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