HYSTERIA
UK/Francia/Germania/Lussemburgo
2011 di Tanya Wexler
Hugh Dancy
Maggie Gyllenhaal
Jonathan Pryce
Felicity Jones
Rupert Everett
Ashley Jensen
Sheridan Smith
Dottor Mortimer Granville
Charlotte Dalrymple
Dottor Robert Dalrymple
Emily Dalrymple
Lord Edmund St. John-Smythe
Fanny
Molly Lecca-Lecca


Non solo sesso: siamo Inglesi!

La fresca commedia di Tanya Wexler si sviluppa su piani paralleli, coniugando albori di rivalsa sessuale al femminile con una delicata storia d'amore, il tutto servito in salsa progressista. La lettura sociopolitica include non soltanto l'emancipazione delle donne, ma anche il contesto storico in cui 'prende corpo', tratteggiando una realistica analisi della situazione d'indigenza (anche igienica) in cui versava gran parte della popolazione inglese all'epoca vittoriana.

Adottato dal mecenate - nonché strampalato inventore - Lord Edmund St. John-Smythe (un esilarante Rupert Everett)

il giovane medico Dott. Mortimer Granville (Hugh Dancy) viene licenziato da un ospedale all'altro per via delle innovative teorie mediche da lui sostenute assieme a metodi di cura impensabili per l'epoca, applicati controcorrente per alleviare le pessime condizioni igieniche in cui i pazienti venivano curati secondo tecniche inefficaci e obsolete. Rifiutato con dignità un ulteriore sussidio elargitogli dall'amico mecenate, Mortimer accetta un bizzarro impiego presso il prestigioso studio del Dottor Robert Dalrymple (Jonathan Pryce) che allevia la presunta isteria di facoltose pazienti procurando loro sani orgasmi con il sapiente uso delle dita (il termine 'orgasmo' venne coniato solo più tardi, come si evince dai bizzarri surrogati linguistici).

Durante il faticoso praticantato, Mortimer conosce le due figlie del Dottor Robert, dai temperamenti diametralmente opposti: sottomessa e devota ai voleri del padre Emily (Felicity Jones), esplosiva e indomabile Charlotte (Maggie Gyllenhaal, non nuova a ruoli eccentrici, sulla falsariga di Secretary ). Superfluo dire chi sceglierà.

Nella strenua difesa dei più deboli e socialmente meno abbienti, Charlotte amministra contro il volere del padre un istituto per i poveri (antesignano dei moderni centri poliambulatoriali) mettendosi nei guai con gli strozzini quando il caro paparino le nega l'indispensabile appoggio finanziario. Il resto dell'intreccio resta custodito nelle aspettative di chi vorrà accostarsi ad un'opera senza dubbio frizzante e originale, malgrado in molti passaggi alquanto scontata e dagli esiti altamente prevedibili. Come l'invenzione (casuale) del vibratore, ideato da Mortimer per rimediare ad una fastidiosa tendinite che lo inabilita al 'lavoro', realizzato guarda caso dallo stravagante inventore tuttofare, che divertito strizza l'occhio a maliziose 'divagazioni'.

Ragguardevole l'intero cast, su cui primeggia in assoluto un inedito Rupert Everett mai così in parte, misurato e autoironico. La spumeggiante Maggie Gyllenhaal eccede tuttavia in tediose forzature, forse anche a causa di un'eccessiva schematizzazione dei personaggi in fase di sceneggiatura.

©® Annalisa
Giovedì 8 Marzo 2012
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