THE IRON LADY
(UK/Francia, 2011)
di Phyllida Lloyd
Meryl Streep
Jim Broadbent
Susan Brown
Alice da Cunha
Phoebe Waller-Bridge
Iain Glen
Alexandra Roach
Harry Lloyd
Olivia Colman
Anthony Head
Margaret Thatcher
Denis Thatcher
June
Domestica
Susie
Papà Alfred Roberts
Margaret da giovane
Denis da giovane
Carol Thatcher
Geoffrey Howe


Nervi d'acciao in pugno di ferro

Con l'ormai nota camaleontica versatilità e l'immenso talento che la contraddistingue, Meryl Streep si cala ancora una volta alla perfezione negli algidi tailleur di Margaret Thatcher, prima donna (leader del partito conservatore inglese) a essere eletta primo ministro nella Gran Bretagna dei già lontani Anni Ottanta.

Phyllida Lloyd dirige per la seconda volta Meryl Streep dopo Mamma Mia! dando vita ad una pellicola tutto sommato godibile e avvincente, che ritrae la Lady di Ferro nei malinconici anni senili, ponendo l'accento sulla sfera privata della donna più che sull'immagine d'inflessibile capo dello stato passata alla cronaca contemporanea. La macchina da presa della regista britannica ne mette a fuoco il lato vulnerabile, si concentra sulle aspettative, gli ideali, gli obiettivi, le ambizioni di una giovane Margaret, soffermandosi poi sulla lotta quotidiana per imporsi in un mondo tutto maschile e spietato come quello della politica.

Emblematica l'inquadratura delle scarpe femminili di Margaret che si sollevano a fatica in una moltitudine di calzature maschili. La cerchia altoborghese britannica in cui la giovane Iron Lady fatica a integrarsi continua a squadrarla dall'alto al basso con malcelato disprezzo, per rimarcarne ad ogni occasione le umili origini di «figlia di droghiere».

Lei però non si arrende e trova nel futuro marito Denis

un decisivo sostegno nella faticosa ma folgorante carriera politica

in un'epoca tra le più oscure della Gran Bretagna, lacerata tra feroci attacchi terroristici dell'IRA e pesanti ripercussioni da Guerra Fredda.

Ma la svolta epocale della carriera della Thatcher è segnata dalla Guerra delle Falkland. Il 19 Marzo 1982 il presidente nonché (spietato) dittatore argentino Leopoldo Galtieri ordina l'occupazione degli arcipelaghi meridionali per mano di una squadriglia di militari. La scelta inflessibile di rispondere all'occupazione delle Isole Falkland con l'invio una task force navale, che schiaccia infine gli occupanti e riprende il controllo sulle isole, consolida il carisma e l'immagine della Thatcher su scala internazionale. Iron Lady rafforza la convinzione di agire nel giusto, malgrado le violente rivolte degli operai e il disprezzo delle classi proletarie per le impopolari misure restrittive adottate nella politica interna. E commette l'errore fatale, quello che le stronca la carriera: umilia pubblicamente il ministro degli Esteri nonché vice-primo ministro Geoffrey Howe, che si dimette e si candida contro di lei. Questa volta Iron Lady viene sconfitta e costretta a rassegnare le dimissioni.

Ne emerge il quadro a tutto tondo di una donna decisa e volitiva, spesso dura e impietosa verso colleghi e sottoposti, egoista e distratta verso i propri cari, che alla carriera sacrifica volentieri la famiglia: tra luci livide e ombre sinistre, Lady Thatcher fu suo malgrado una femminista a tutti gli effetti, che (nel bene e nel male) cambiò la Storia della Gran Bretagna e aprì la strada all'ingresso delle donne in politica.

In più passaggi si prova empatia verso una pallida e smagrita donna anziana in preda ai ricordi e ai propri fantasmi, perseguitata da sensi di colpa e allucinazioni visive (il defunto marito la opprime tra rimproveri e flashback, interpretato con finezza dal grande Jim Broadbent) donna che purtuttavia resta coerente al suo carattere d'acciaio e riesce a reagire con forza alla malinconica apatia dei suoi ultimi giorni.

©® Annalisa
Mercoledì 15 Febbraio 2012
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