Sherlock Holmes: Gioco di Ombre
(U.S.A. 2011)
di Guy Ritchie
Robert Downey Jr.
Jude Law
Noomi Rapace
Rachel McAdams
Jared Harris
Stephen Fry
Paul Anderson
Kelly Reilly
Geraldine James
Eddie Marsan
William Houston
Wolf Kahler
Sherlock Holmes
Dott. John Watson
Madam Simza Heron
Irene Adler
Prof. James Moriarty
Mycroft Holmes
Colonnello Sebastian Moran
Mary Watson
Signora Hudson
Ispettore Lestrade
Constable Clark
Dottor Hoffmanstahl


La Coppia Perfetta

Nella vostra libreria fa bella mostra di sé una prestigiosa raccolta dei romanzi di Sir Arthur Conan Doyle? Li leggevate da adolescenti? Oppure non ne avete mai letto uno, ma avete un'idea precisa di che cosa si tratti? Ne ricordate quell'investigatore meticoloso dichiaratamente misogino, che si diletta a risolvere casi complicatissimi sorseggiando tè o suonando il suo prezioso violino? Oppure nella vostra mente vive ancora l'immagine cinematografica della versione del 1939 (Le Avventure di Sherlock Holmes) in cui il puntiglioso investigatore - incarnato da Basil Rathbone - umiliava a più riprese il goffo e ottuso Watson con il celeberrimo intercalare: «Elementare, Watson»?

Ebbene: scordatevelo. Già dal primo episodio, uscito nelle sale di tutto il mondo nel 2009, la formidabile coppia Robert Downey Jr. + Jude Law, nei rispettivi panni vittoriani di Holmes & Watson - già diretti da Guy Ritchie in un cast super affiatato - aveva stravolto l'impianto metodico e prevedibile dell'aristocratico investigatore, gettando le basi per un action movie dalle venature poliziesche e dalla struttura innovativa, sia nei contenuti sia sotto il profilo prettamente tecnico. Watson riconquista finalmente dignità di comprimario abile e scaltro che spesso ruba la scena al collega, compensandone la volubile eccentricità con un solido raziocinio. L'unica a farne ancora le spese, come da tradizione, è la bistrattata Scotland Yard nelle vesti del maldestro ispettore Lestrade (Eddie Marsan).

Mentre il primo capitolo era ambientato nei bassifondi della Londra vittoriana, vera palestra per caratteri, stili e performance, in questo secondo segmento prendono corpo volti, personaggi, svolte narrative in un turbinio di azione dalla comicità travolgente, merito soprattutto dei due affiatati co-protagonisti, amici anche nella vita. L'ambientazione è più elegante e raffinata rispetto al primo episodio e vede coinvolti personaggi antitetici sbalzati in varie location: l'azione si dipana frenetica tra Londra e la campagna inglese, Strasburgo, Parigi e Lucerna, avvincente fino all'ultima, sibillina sequenza.

Questa volta Sherlock deve fermare le gesta criminali del suo 'storico' nemico, il perfido Professor James Moriarty, interpretato magistralmente da Jared Harris, figlio dell'indimenticato Richard. Il malcapitato Watson viene distolto bruscamente dalla festa di addio al celibato e persino dalla Luna di Miele per seguire le perigliose evoluzioni di Holmes attraverso mezza Europa: il plot ruota attorno a svariati personaggi incisivi e contrapposti, su cui emerge l'enigmatica Madam Simza Heron, gitana esperta nella lettura del futuro, impersonata con grande carisma da Noomi Rapace; senza omettere il fratello ancor più eccentrico e distratto di Holmes stesso: Mycroft (chissà a cosa si saranno ispirati gli sceneggiatori?) nei cui 'discinti' panni si cala con disinvoltura e aplomb tutto british il travolgente Stephen Fry.

La coppia d'investigatori più famosa della Letteratura inglese si trasforma e si aggiorna per ritrovare se stessa in un format attento e moderno, che ricalca le ormai mitiche gesta di un'altra celebre coppia investigativa: Robert Downey Jr. & Jude Law incarnano a buon diritto gli antesignani di Starsky & Hutch con i loro improbabili travestimenti, le loro reciproche ripicche e perenni sfide che cementificano un'amicizia a prova di bomba (nel vero senso del termine).

Robert Downey Jr. travolge tutto e tutti nelle maschere imprevedibili, nei repentini cambi di registro, nelle anticipazioni mentali in ralenti di sequenze imminenti, nella scrupolosa e geniale ricostruzione di fatti avvenuti, di sviluppi solo in apparenza interrotti o di svolte incombenti, il tutto giocato abilmente in tempi comici perfetti. Il punto interrogativo posto da Holmes (mimetizzato nella poltrona) sul The End posto in calce al racconto delle loro gesta - scritto da Watson a inizio film - fa ben sperare in un terzo capitolo, che attendiamo già da ora con impazienza. Alla prossima, Holmes!

©® Annalisa
Giovedì 22 Dicembre 2011
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