PARTIR/L'AMANTE INGLESE
(Francia, 2009)
di Catherine Corsini
Kristin Scott Thomas
Sergi López
Yvan Attal
Bernard Blancan
Aladin Reibel
Alexandre Vidal
Daisy Broom
Suzanne
Ivan
Samuel
Rémi
Dubreuil
David
Marion


Fuochi Fatui

Suzanne (una sorprendente Kristin Scott Thomas) è una donna benestante, sposata con Samuel (Yvan Attal) medico facoltoso e influente che sta ristrutturando un'ala del sontuoso appartamento per adibirla a studio, affinché Suzanne possa riprendere l'attività di fisioterapista dopo una vita dedicata a marito e figli. Ma l'imprevisto è dietro l'angolo: pienamente ricambiata, Suzanne s'innamora di Ivan, l'operaio spagnolo incaricato di ristrutturare lo studio e, in preda alla più violenta delle passioni, decide di abbandonare la famiglia. Il marito però combatte fino alla fine per riavere la moglie e imbastisce una lotta senza esclusione di colpi (bassi), che sfocia in guerra aperta fino al tragico finale.

Kristin Scott Thomas possiede molte affinità con il suo personaggio, primo fra tutti il sentirsi pur sempre straniera in una Nazione che non le appartiene fino in fondo (Suzanne racconta al suo focoso amante di essere sbarcata in Francia dall'Inghilterra a soli 19 anni per lavorare come ragazza alla pari, finché non ha incontrato il futuro marito: esattamente come è accaduto all'attrice, inglese d'origine ma francese d'adozione).

Senza mettere in dubbio il talento dell'intero cast, su cui a pieno titolo svetta Kristin Scott Thomas - che per giunta alla soglia dei cinquanta si rimette in discussione esattamente come la protagonista, accettando un ruolo spinto e senza veli - pur ammettendo la credibilità di una deriva emozionale che molto spesso si affaccia nelle apparenti tranquille esistenze di donne agiate di mezz'età, insoddisfatte da una routine familiare che non le appaga più, la storia ha un che di surreale, forzato, sopra le righe, tanto da apparire poco verosimile. Il film infatti funziona bene nella prima parte tutta fuoco di passione, ma crolla inesorabilmente nel secondo tempo assieme alla facciata di rispettabilità tutta borghese, sulle cui rovine Suzanne precipita in un baratro di umiliazioni che neppure una santa riuscirebbe a sopportare.

L'idilliaco quadretto agreste dei due amanti felici - con figlia di lui a carico - ha un che d'improbabile: per quanto abietto possa essere il marito - sempre pronto al sacrificio non solo economico per accontentare Suzanne e disposto a sua volta all'umiliazione nei confronti di figli e amici pur di riaverla sotto lo stesso tetto malgrado il tradimento - un matrimonio durato vent'anni (e con prole a carico) non merita di essere liquidato in maniera tanto sbrigativa per il primo rozzo ex galeotto di turno, capace solamente di accendere i sensi per un piacere estemporaneo quanto illusorio. Suzanne perde completamente la testa per Ivan, smarrisce la ragione, punta i piedi, esige da Samuel un immediato divorzio, si rifiuta di ammettere le proprie responsabilità e i propri doveri di moglie e madre. La regista ha una visione irrealistica e opera un'analisi parziale e poco obiettiva della situazione, senza conferire il giusto peso alle dinamiche psicologiche in gioco né tantomeno ai contrasti che sopraggiungono quando i soldi finiscono, problematica non certo da poco che Catherine Corsini minimizza in poche irrilevanti sequenze. Alle prime difficoltà economiche la passione non solo si spegne, ma si tramuta in odio e risentimento reciproco (lei sulla scia del “Chi me l'ha fatto fare” e lui sull'onda del “Devo essermi proprio rincoglionito per venir dietro ad una come te”). Forse saremo noi i cinici disincantati a non credere più nell'amore a tutto tondo, quello per cui si sacrificano agiatezza e solidità economica e si mandano all'aria senza tanti complimenti tutte le convenzioni e le esteriorità che (a volte) ci stritolano.

Non mi pare sia il caso in questione: un fuoco fatuo di passione dell'ultima ora per un uomo che non brilla certo per simpatia, per giunta grassoccio e poco attraente, senza arte né parte e senza alcun futuro non vale la candela di un matrimonio in cui il marito è pur sempre disposto a lottare e quindi può essere riconquistato con quel poco di attenzione e di pazienza, quel sano gesto d'amore di cui una vera donna dovrebbe sempre essere capace, specie alla soglia dei cinquanta e dopo un lungo rapporto che fino al giorno prima sembrava solido e destinato a durare nel tempo.

©® Annalisa
Venerdì 12 Marzo 2010
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