CODICE: GENESI
(U.S.A. 2010)
di Albert
e Allen Hughes
Denzel Washington
Gary Oldman
Mila Kunis
Ray Stevenson
Jennifer Beals
Tom Waits
Chris Browning
Frances de la Tour
Michael Gambon
Malcolm McDowell
Eli
Carnegie
Solara
Redridge
Claudia
Ingegnere
Teppista Leader
Martha
George
Lombardi


Un Solitario Cavaliere dell’Apocalisse

In un brullo e squallido scenario apocalittico post-bellico, in cui anche i gatti sembrano impazziti, si muove la figura cristologica di Eli (uno straordinario Denzel Washington), investito da una sacra missione: custodire l’ultima copia rimasta della Bibbia e portarla in salvo verso Occidente, onde conservare la Parola di Dio e diffondere la Fede smarrita tra le genti.

Le imponenti e immense scenografie si dipanano a perdita d’occhio in una fotografia livida virata sui toni del grigio cupo, accogliendo rapidi e decisi movimenti di macchina in ardite soggettive e ralenti, sapientemente dosati per conferire massima suspense. E la tensione davvero non manca nell’intenso lavoro dei fratelli Hughes, che mescola vari generi cinematografici (survivors, bikers, arti marziali, spy story), sconfinando a più riprese in territori western (emblematica la sequenza dell’attacco alla cadente casa colonica, in cui sopravvivono rintanati due esemplari cannibali di un’anziana coppia, magistralmente connotati da Frances De La Tour e Michael Gambon, sbarcati magicamente da Harry Potter e il Calice Di Fuoco)

Magica anche l’interpretazione di Denzel Washington, graziato da un ruolo proprio ‘divino’ nel senso che il suo personaggio, pur essendo un ‘buono a tutto tondo’, possiede mille sfaccettature ed è complesso tanto quanto un ‘cattivo’. Eli incarna magistralmente la figura letteraria del Wanderer, l’eroe errante lungo strade desertiche e praterie, che sacrifica se stesso e la propria vita in nome della Missione. Inizialmente Eli è racchiuso nel suo bozzolo monastico di ascetismo e castità, ma gradatamente si apre a Solara, ragazza volitiva e coraggiosa che trova la forza di ribellarsi allo spietato Carnegie (un Gary Oldman da antologia) per seguire Eli nel difficile cammino, irto di ostacoli e di pericoli. Eli invece attinge la sua Forza direttamente dalla Fede in quel Dio che pare abbia dimenticato gli uomini e di cui gli uomini sembrano fare volentieri a meno. Scorribande, stupri, rapine, violenze e omicidi sono la naturale e immediata risultante dello stesso Odio che ha distrutto la Terra, condannandola all’oblio della Fede. Eli incarna il simbolo della Spiritualità che si annida sotto le ceneri della Rovina, da cui come la Fenice è sempre pronta a rinascere.

Eli è la reincarnazione postuma di Gesù Cristo, sceso sulla Terra per salvare il genere umano e redimerlo dai propri peccati, trasmettendo e insegnando loro Amore, Compassione, Amicizia, Carità, Giustizia. Non a caso, una delle sequenze più dense di significato è quella che rappresenta l’incontro di due anime gemelle, di due spiriti eletti che si siedono a tavola a condividere cibo e sentimenti (Eli significa appunto ‘Eletto’ e Solara prende linfa direttamente dal sole bruciante, solo in parte alleviato dalle sorgenti segrete che solo il Male conosce e custodisce). Solara trasmette subito il gesto di convivialità alla madre Claudia, cieca dalla nascita e quindi simbolo vivente della Fede (una rediviva e sempre giovane Jennifer Beals) caduta schiava del temibile Despota che legge l’ultima biografia rimasta di Benito Mussolini: Carnegie, che proprio da questo segnale benefico percepisce la presenza della Bibbia. Anche questo ennesimo vilain a 360° - che Oldman aggiunge alla sua lunga lista d’interpretazioni ‘a registro perverso’ - sta cercando avidamente il Sacro Testo, sguinzagliando biechi scagnozzi oltre il suo cupo dominio, ma ovviamente le sue intenzioni sono malvagie: usare la Bibbia quale mezzo per dominare il mondo o ciò che ne resta, distorcendone il contenuto e avvelenando le masse con l’Oppio Dei Popoli, come «è già accaduto in passato.» Come la Spiritualità, così anche il Male cambia pelle ma non muore mai.

Emblematiche le parole recitate fuori campo da Eli mentre Solara si accinge a compiere l’estrema missione, allontanandosi dalla biblioteca-museo (custodita da Lombardi, un sempre brillante anche se invecchiato Malcolm McDowell) in cui la Bibbia viene ristampata in una sequenza tra le più commoventi mai viste al cinema: «Ho combattuto il mio Combattimento; ho finito la Corsa; ho conservato la Fede.»

Infine, una nota sul doppiaggio, al solito impeccabile, con Pannofino in registri flautati alla George Clooney, mentre Massimo Lodolo conferisce tonalità ambigue e spietate al ‘suo’ Carnegie: resto in attesa di gustarmi in DVD le voci originali.

©® Annalisa
Sabato 27 Febbraio 2010
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