IL FIGLIO PIÙ PICCOLO
(Italia, 2009)
di Pupi Avati
Christian De Sica
Laura Morante
Luca Zingaretti
Nicola Nocella
Nico Toffoli
Luciano Baietti
Fiamma
Notaio Dr. Bollino
Baldo
Paolo

In una regia asciutta e dinamica, con panoramiche e zoomate fulminee sugli occhi stravolti dei protagonisti, Pupi Avati dipinge lo spaccato sociale di un’Italia minore fatta di loschi trafficoni braccati infine dalla giustizia, che coinvolgono in arditi maneggi anche il figlio più piccolo del presidente delle dubbie società strutturate a scatole cinesi.

Il primo tempo si snoda in una lentezza accademica, dovuta con tutta probabilità ad uno script abbastanza povero d’idee che impone di suturare tutti buchi allungando il brodo della narrazione, ma il cui unico effetto tangibile è una noia dimessa e rassegnata, lasciando tuttavia ben sperare nel secondo tempo, che in effetti si riscatta nella figura del figlio minore cinefilo, vittima sacrificale delle malefatte del padre (un esordiente ma già smaliziato Nicola Nocella).

In un certo senso vi si riscatta anche un Christian De Sica in una parte che è solo lontana parente dei ruoli alla Vanzina, tratteggiata con dovizia di sfumature nell’immagine di uomo corrotto e superficiale; mentre Luca Zingaretti e Laura Morante - già diretta da Avati nel recente Il Nascondiglio - pur avendo due ruoli marginali, tengono straordinariamente le redini di un plot abbastanza sciatto dall’umorismo amaro, dove però si ha quantomeno il coraggio di denunciare situazioni che troppo spesso affliggono le classi dirigenti e gli alti papaveri del Potere.

Ancora una volta Avati accenna al problema della malattia mentale, ricomposta tuttavia in chiave più leggera ed umoristica nel personaggio della stessa Morante, mentre la figura del figlio minore condensa in sé la tragedia della solitudine e dell’incomunicabilità del mondo contemporaneo.

©® Annalisa
Venerdì 19 febbraio 2010
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