UP
(U.S.A. 2009)
di Pete Docter
e Bob Peterson
Carl Fredricksen
Charles Muntz
Boyscout Russell
Dug
Alpha
Beta
Gamma
Edward Asner
Christopher Plummer
Jordan Nagai
Bob Peterson
Bob Peterson
Delroy Lindo
Jerome Ranft
Giancarlo Giannini
Arnoldo Foà
Arturo Valli
Neri Marcorè
Andrea Ward
Fabrizio Pucci
Gerolamo Alchieri

Scheda del Film a cura di Antonio Genna

Mi risulta difficile valutare il nuovo lavoro prodotto dalla Disney-Pixar, la cui visione attenta ha suscitato in me reazioni contrastanti anche perché appare scisso in due parti, come se fosse stato scritto da due persone distinte. Se è indubbio che il prologo muto che racconta la struggente storia d’amore nata da due anime in erba (la vulcanica Ellie e il timido Carl) tocchi vette altissime di un cinema allo stato puro in un efficace montaggio serrato in dissolvenze incrociate, è altrettanto vero che la svolta impressa alla pellicola dalla fuga di Carl, ormai vedovo solitario e triste, a bordo della sua vecchia casa appesa ad un nugolo di palloncini colorati, in barba a chi vorrebbe portargliela via, inneschi situazioni troppo assurde e paradossali anche per un lungometraggio animato e presenti forti limiti, sia sotto il profilo della sceneggiatura sia per quanto riguarda la definizione dei caratteri. L’indubbia verve comica scaturita dall’incontro con il giovane boyscout in sovrappeso, con cui Carl realizza il tanto agognato viaggio in Sudamerica alle Cascate Paradiso, meta da sempre ambita e mai raggiunta dalla coppia di sposi, viene drasticamente ridimensionata dalle figure del volatile e dei cani parlanti, che suscitano scarsa empatia al pari del prevedibile vilain di turno accecato dall’ambizione.

Anche il carattere di Carl vira di colpo nel suo opposto: da timido gentleman impacciato diviene ardito esploratore che riesce a sgominare con risolutezza tutti gli improbabili nemici che gli ostacolano ripetutamente il cammino. Né la suggestiva visione in 3D (che impreziosisce anche il delizioso corto d’apertura) né le trovate comiche delle voci canine, in particolare quella deformata del Dobermann leader Alpha, riescono purtroppo a sopperire ad un’evidente mancanza di idee nell’incedere zoppicante di una storia sfuggita di mano ai suoi ideatori, che offre ben pochi slanci e scarse emozioni se paragonata all’intreccio avvincente, verosimile e ben strutturato del precedente capolavoro Wall•E. Malgrado con la parabola del tenero robot tritarifiuti abbia in comune la capacità di coniugare umorismo e tristezza, divertimento e commozione nella migliore scuola di Charlie Chaplin, UP non riesce ahimè a convincere fino in fondo e manca di un vero Leitmotiv che leghi tra loro personaggi, situazioni e svolte filmiche.

La bizzarra amicizia tra un vecchietto e un bambino, che riesce a sconfiggere l’arida avidità del cattivo di turno, ha un che di forzato e sopra le righe, specie nella sequenza in cui il ragazzo ricorda a Carl la sua Ellie ripetendone un gesto peculiare. La riscossa della vecchiaia sul mondo e sui dolori dell’esistenza viene rappresentata secondo stilemi troppo atipici per risultare davvero efficace e coinvolgente.

Peccato per la prima parte, curatissima e ricca di finezze: l’incontro-scontro tra Ellie e Carl ancora bambini, destinato ad una storia d’amore intensa e durevole che assume i contorni di quella stessa avventura da loro sempre sognata; la lunga sequenza in dissolvenze incrociate che ne sintetizza in modo magistrale e inimitabile genesi, evoluzione e termine; il cambio di colore della casa, che da tinte vivaci vira sui toni del grigio cupo per sottolineare la desolata freddezza sopraggiunta con la scomparsa di Ellie.

©® Annalisa
Lunedì 2 novembre 2009
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