L'ONDA
(Germania 2008)
di Dennis Gansel
Jürgen Vogel
Frederick Lau
Max Riemelt
Jennifer Ulrich
Christiane Paul
Jacob Matschenz
Cristina do Rego
Elyas M'Barek
Maximilian Vollmar
Max Mauff
Ferdinand Schmidt-Modrow
Tim Oliver Schultz
Amelie Kiefer
Fabian Preger
Odine Johne
Tino Mewes
Dennis Gansel
Ron Jones
Prof. Rainer Wenger
Tim Stoltefuss
Marco
Karo
Anke Wenger
Dennis
Lisa
Sinan
Bomber
Kevin
Ferdi
Jens
Mona
Kaschi
Maja
Schädel
Martin
Cliente al bar


La Nuova Onda Tedesca

Il lavoro dal forte impatto psicologico, emotivo e sociale copyright Dennis Gansel è la trasposizione in epoca contemporanea del racconto omonimo scritto negli anni '80 dall'autore americano Todd Strasser, ispirato ad un esperimento didattico realizzato da Ron Jones nell'anno accademico 1966-67 presso la Cubberly High School a Paolo Alto in California.

La questione della responsabilità del popolo tedesco nell'ascesa del Terzo Reich - posta a Ron Jones da uno studente di sociologia - suggerì al docente l'idea di dimostrare la genesi del nazionalsocialismo attuandone la simulazione diretta sugli studenti. Conscio di tutti i possibili rischi e del forte impatto emotivo che tale esperimento avrebbe comportato sugli adolescenti, Jones trasferì la portata del messaggio storico su un piano apparentemente ludico senza mai perderne di vista gli intenti didattici e mantenendone il controllo sugli sviluppi fino all'esito spiazzante e illuminante. L'esperimento di Jones si tradusse nella realtà dei fatti in una grande lezione di vita che ogni partecipante apprese sulla propria pelle, toccando con mano le conseguenze di un regime dittatoriale a cui la maggioranza degli studenti aveva aderito spontaneamente, determinandone in tal modo l'ascesa e la diffusione a macchia d'olio. Una lezione di cui il docente raccoglie ancora oggi i benefici professionali anche presso gli studenti di allora, fieri di aver avuto l'occasione di parteciparvi e che auspicherebbero un esempio analogo anche per i loro figli. Alcuni alunni reduci dalla terribile ma efficace lezione dissero di provare empatia per il popolo tedesco: se per un manipolo di studenti agiati senza nulla da perdere era stato così immediato aderire ad un sistema sviluppatosi quasi per gioco, a maggior ragione dovettero sentirsi ancor più motivati quei cittadini cui era stato tolto tutto e che in quel momento vedevano nel regime una concreta speranza di riscatto e di salvezza.

Obiettivo comune all'ideatore dell'esperimento, all'autore del racconto e al regista del film è dimostrare il rischio latente ma concreto dell'insorgenza di regimi dittatoriali, che non sono affatto quei fantasmi ideologici relegati da molti tra le pagine sbiadite di vecchi testi scolastici, ma potrebbero invece trovare terreno fertile nella moderna Repubblica di Weimar di adolescenti per lo più allo sbando, senza riferimenti culturali di spessore, privi di valori e orfani di educatori validi che mostrino loro le vere vie da percorrere.

L'esperimento di Ron Jones (ribattezzato Rainer Wenger nella versione di Gansel) si concretizza nella progressiva definizione di ferree regole insindacabili a cui tutti devono uniformarsi, generando «forza attraverso disciplina, comunità e azione». Facendo leva sull'apparente disimpegno di 'gioco sperimentale', il docente raccoglie l'entusiastica adesione di larga parte degli studenti, cementandoli in una sorta di rituale squadrista che sviluppa un senso di appartenenza a cui è impossibile rinunciare. Nel gruppo i partecipanti si sentono finalmente motivati, sviluppano nuove identità e si ritagliano ruoli loro preclusi in precedenza, rafforzano le proprie convinzioni e accrescono l'autostima, giungendo in breve tempo a fondare nel sistema collettivo la propria ragione di esistere. Il successo dell'esperimento contagia rapidamente anche molti studenti esterni, che s'iscrivono al corso sperimentale - occupandone gli ultimi posti disponibili fino al 'tutto esaurito' - per provare un'esperienza finalmente nuova e gratificante che li faccia sentire parte di un tutto.

Ma le differenze strutturali e contenutistiche tra l'esperimento reale e la versione cinematografica (in cui Dennis Gansel è anche autore della sceneggiatura accanto a Peter Thorwarth) sono di fatto sostanziali e impossibili da omettere.

Il lungometraggio di Gansel mostra un antefatto in cui il professor Rainer - di aspetto e moda giovanile e molto amato dagli studenti, con cui ha instaurato un rapporto di fiducia diretto e confidenziale - nella settimana dei cosiddetti 'corsi a tema' viene assegnato suo malgrado alla lezione di autocrazia, mentre avrebbe preferito tenere il corso di anarchia avendone esperienza diretta negli anni giovanili. L'iniziale scetticismo si tramuta in entusiasmo all'inaspettata adesione in massa da parte degli studenti (anche di quelli di anarchia, che trasmigrano dalla noia di un professore convenzionale alla ventata di freschezza portata da Rainer). Con il beneplacito dello stesso Ron Jones (che appare nelle vesti di comparsa all'interno di un cast su cui risaltano le ottime performance di tutti i ragazzi, oltre ovviamente al già noto Jürgen Vogel nel ruolo di Rainer) Gansel traccia tuttavia l'immagine di un docente troppo incline a farsi coinvolgere sul piano personale dalle entusiastiche aspettative del gruppo, le cui soluzioni discutibili e pericolose gli sfuggono ben presto di mano, creandogli problemi nella sfera privata e sfociando infine in una tragedia annunciata, per nulla aderente ai fatti reali.

In un primo tempo Ron Jones applicò la simulazione facendola apparire estranea al concetto di nazionalsocialismo, gettando spunti alla classe per far sorgere spontaneamente l'idea di 'gioco sperimentale' improvvisato e programmato per un solo giorno. Contro ogni aspettativa, la procedura stabilita in classe si protrasse per un'intera settimana in virtù dell'adesione entusiastica degli studenti, che riuscirono ad applicarne le regole con immediata naturalezza. Jones stesso ammise la sua sorpresa nel riscontrare tangibili progressi nel rendimento degli allievi: da qui l'idea di proseguire, «soprattutto per curiosità, ma anche perché quasi per incanto gli studenti erano diventati docili e obbedienti in una costante applicazione agli studi e tutto era divenuto straordinariamente facile». Il nome scelto in origine per il gruppo fu La terza onda, la cui apparente attinenza al Terzo Reich si stempera nel voluto riferimento «al folklore da spiaggia, secondo cui l'ultima onda per ogni gruppo di tre consecutive è spesso la più ampia».

Al contrario, nel film di Gansel il professor Rainer palesa fin dall'inizio l'aderenza della simulazione al concetto di autocrazia e progetta con grande minuzia ogni minimo dettaglio dell'esperimento, che assume anche nel suo caso connotati di riscatto dai propri complessi d'inferiorità, approdando ad una rivalsa personale nei confronti degli altri docenti. Per via di questa sostanziale differenza, l'esperimento sociologico prende il sopravvento sul professor Rainer offuscandone gli obiettivi didattici e facendogli perdere il controllo della situazione.

Con la scelta delle camicie bianche quale divisa identificativa dell'Onda (camicie che la commessa del negozio di abbigliamento, stupefatta dall'incremento delle vendite, identifica con la moda del momento) e del corrispettivo saluto eseguito simulando con la mano destra il movimento di un'onda (che di fatto fu adottato anche nell'esperimento di Ron Jones) Gansel cementa l'immagine del gruppo in una visione troppo solare e compatta, che genera empatia verso i componenti dell'Onda. Per giunta il regista omette di evidenziare le direttive con cui Jones instillava ad arte la spinta al tradimento reciproco in obbedienza alla causa, indebolendo di fatto il gruppo per poterlo manipolare in un clima di terrore (simulato ma efficace allo scopo educativo). Nella visione ipotizzata da Gansel l'esperimento tracima in modo rapido e inevitabile dalle mura scolastiche al mondo esterno: dopo la scelta di un nome e di un saluto, persino di una divisa identificativa del gruppo, gli studenti creano il logo da tatuare sulla pelle e lungo i muri delle strade, realizzano un sito internet per reclutare online sempre nuovi 'adepti'. Scenario delle scorribande notturne sono anonimi isolati di una periferia qualunque, che l'improvvisa apparizione di una statua raffigurante un angelo potrebbe tuttavia ricondurre alle suggestioni simboliche di un Cielo sopra Berlino, teatro immaginario popolato da silenziose creature celesti che vegliano sulle umane vicissitudini.

Nelle migliori intenzioni, Dennis Gansel cade nella trappola del "bello, pulito e sano", contrapposto alla non certo edificante immagine evocata da bande di teppisti punk-anarchici che creano tumulti anche al di fuori delle mura scolastiche, riportati di fatto all'ordine dalle efficienti camicie bianche dell'Onda. Il mancato approfondimento psicologico dei personaggi determina scarsa empatia verso i ribelli al sistema, il quale perde l'accezione originaria di esperimento didattico per trasformarsi in minaccia concreta da abbattere prima che degeneri. La regia veloce e dinamica di Gansel, sottolineata nei passaggi-chiave da una colonna sonora punk-rock, ricalca l'impeto giovanile dei protagonisti, accompagnandone le evoluzioni acrobatiche in un crescendo da videoclip e culminando in un finale spiazzante tutto ralenti e stop frame che ipotizza le tragiche conseguenze del mancato controllo da parte del docente. In tal modo però, il regista tedesco toglie efficacia alla lezione oggettiva di Ron Jones, rivolta in ultima analisi anche contro abusati schemi didattici che incentivano i deboli a riconoscersi in un sistema gratificante di lodi e votazioni, perdendo di vista l'obiettivo primario di ogni docente che si rispetti: mettere in guardia i giovanissimi sui pericoli dell'omologazione e dell'obbedienza incondizionata, insegnando loro a pensare con la propria testa e a non sacrificare mai la libertà in cambio di un non ben identificato senso di appartenenza che faccia sentire speciali.

Fonti
Remembering the 3rd Wave
by Leslie Weinfield - Peninsula, September 1991

©® Annalisa
Venerdì 6 Marzo 2009
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