INKHEART
La Leggenda di Cuore d’Inchiostro
(Germania/GB/U.S.A. 2008)
di Iain Softley
Brendan Fraser
Eliza Bennett
Sienna Guillory
Paul Bettany
Helen Mirren
Andy Serkis
Jamie Foreman
Rafi Gavron
Jim Broadbent
Jennifer Connelly
Mortimer Folchart
Meggie Folchart
Resa Folchart
Dita di Polvere
Zia Elinor
Capricorno
Basta
Farid
Fenoglio
Roxanne

Rilegatore di libri antichi, Mortimer ‘Mo’ Folchart legge favole ad alta voce alla sua piccola Meggie ancora in fasce, ignaro della rara ma preziosa dote di Lingua di Fata con cui riesce a materializzare situazioni e personaggi descritti nei racconti, capacità di cui Mo prende coscienza troppo tardi, constatandone le disastrose conseguenze: il vuoto lasciato nel romanzo da ogni carattere richiamato alla realtà va colmato da una persona in carne ed ossa che viene risucchiata nella storia del libro, come la moglie Resa che resta intrappolata nelle pagine della favola di Inkheart (omonima proiezione filmica del racconto di Cornelia Funke assieme al suo autore immaginario Fenoglio, reso a sua volta personaggio del plot). Da quel terribile incidente che priva Meggie di sua madre, Mo decide di rinunciare per sempre alla lettura ad alta voce, ignaro tuttavia ancora una volta che i personaggi evocati permangano nel mondo reale: alcuni errano inquieti come il mangiafuoco Dita di Polvere (un Paul Bettany in splendida forma) altri riescono a ritagliarsi una nicchia più ampia rispetto alla condizione originaria delle pagine scritte, come il perfido bandito Capricorno (Andy Serkis), avido di ricchezze e di uno status non concepito dall’immaginario autore del romanzo, lo scrittore ligure Fenoglio. Alla disperata ricerca di una copia di Inkheart che gli permetta di riportare indietro l’amata moglie, Mo perlustra ogni angolo nascosto di una libreria antiquaria in un suggestivo villaggio immerso nelle Alpi svizzere, portando con sé la figlia Meggie ormai dodicenne. Proprio durante l’affannosa rincorsa, Mo s’imbatte in Dita di Polvere che gli intima di riconsegnarlo alla sua vita di carta accanto all’amatissima consorte Roxanne (una radiosa Jennifer Connelly, compagna di Bettany anche nella vita). Il secco rifiuto di Mo innesca la vendetta del giovane mangiafuoco - egoista dalle mille debolezze per sua stessa natura letteraria - che scaglia su di lui l’ira funesta di Capricorno trascinando tutti i protagonisti in una rocambolesca avventura alla ricerca di Fenoglio, in cui viene coinvolta suo malgrado anche la burbera zia Elinor (Helen Mirren, qui forse non del tutto a suo agio in un registro comico un po’ sopra le righe). Sotto la ruvida scorza d’introversa romantica d’altri tempi, zia Elinor nasconde un cuore d’oro da raffinata collezionista di rari volumi antichi cui si dedica con devozione quasi amorosa, perché «i libri amano chiunque li apra e permettono di esplorare mondi lontani senza mai viaggiare».

Il movimentato intreccio - a lieto fine come in ogni favola che si rispetti - si dipana tra le Alpi svizzere e l’Italia, lambendo la regione dell’alto Lario sul Lago di Como (incantevole cornice della villa di zia Elinor) e approdando nello splendido borgo arroccato sulle montagne liguri di Balestrino (che si trasforma con magico incanto invero fiabesco nel sinistro maniero di Capricorno) per concludersi tra Alassio, Laigueglia ed Albenga, residenza di Fenoglio (omonimo dello scrittore nato ad Alba nel 1922 ma a lui completamente estraneo, perché concepito a sua volta quale proiezione letteraria della vera autrice di Inkheart, la tedesca Cornelia Funke).

In una sorta di pirandelliana sarabanda di personaggi alla deriva – benché non tutti in cerca d’autore - che rivendicano la propria autonomia nel contesto reale in cui vengono catapultati, si dipana un racconto ben strutturato sotto il profilo tecnico. Sorretto da una regia diligente ma a tratti lacunosa, intriso di effetti sonori e visivi curati nel dettaglio, intelaiato in una solida sceneggiatura, l’intreccio risulta tuttavia frammentato e carente sotto il profilo del coinvolgimento emotivo, suscitando scarsa empatia con i personaggi narrati (in particolare con una petulante teen-ager di cui si farebbe volentieri a meno). La storia di per sé avrebbe tutte le carte in regola per essere ascritta al magico filone delle favole più riuscite che concatenano alla perfezione ogni tessera del puzzle, eppure qualcosa non torna e non convince. Personaggi e svolte narrative sono risolti in una cornice forse troppo naïf per poter incantare e sorprendere le aspettative di un pubblico viziato di fantasy e smaliziato da soluzioni registiche riproposte all’infinito che non riescono più a stupire. Dotati di piglio originale ma risolti in una scarsa introspezione psicologica, i personaggi letteralmente usciti dalla penna di Fenoglio/Funke e animati in una nuova consapevolezza di sé offrono uno spunto più che allettante, che viene tuttavia stemperato in un’occasione mancata e priva di slanci. E questo avviene a dispetto delle ottime interpretazioni di larga parte del cast, su cui svetta Paul Bettany in forma smagliante accanto alla sua vera compagna Jennifer Connelly (che squarcia lo schermo in un’unica apparizione) mentre persino Helen Mirren s’ingolfa in una performance artificiosa e teatrale e Andy Serkis non convince del tutto nel ruolo enfatizzato di vilain a tutto tondo.

©® Annalisa
Mercoledì 25 Febbraio 2009
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