Il CURIOSO CASO di BENJAMIN BUTTON
(U.S.A. 2008)
di David Fincher
Brad Pitt
Cate Blanchett
Julia Ormond
Taraji P. Henson
Jason Flemyng
Jared Harris
Tilda Swinton
Mahershalalhashbaz Ali
Benjamin Button
Daisy
Caroline, figlia di Daisy
Queenie
Thomas Button
Capitano Mike
Elizabeth Abbott
Tizzy

Il racconto si apre ai giorni nostri in una camera d'ospedale in cui Daisy, anziana donna in punto di morte, intima alla propria figlia la lettura di un diario tenuto segreto per lunghi anni. Le memorie riportano con minuzia certosina le alterne vicende immaginarie di Benjamin Button, nato alla fine della Grande Guerra con il fisico di un vecchio e destinato a ringiovanire progressivamente nell'aspetto esteriore pur deteriorandosi nello spirito, fino a spegnersi nel corpo di un neonato con tutte le turbe psichiche legate alla sua effettiva anzianità. Come l'orologio di una vecchia stazione ferroviaria scandisce a ritroso lo scorrere del tempo per volontà del suo progettista, nella speranza illusoria che la Storia possa ripercorrere i propri eventi in senso contrario e riportare in vita figli morti in guerra e mai più ritrovati, così l'organismo di Benjamin si sviluppa al contrario, rinchiudendone la maturità psicologica in un involucro fittizio che la rispecchia solamente a metà percorso, quando la struggente passione tra Daisy (la stessa della sequenza di apertura) ed il coetaneo Benjamin si accende e si consuma nel battito d'ali di una farfalla. La maturità sessuale e psicologica coglie entrambi all'unisono a distanza di molti anni dal loro primo incontro presso la casa di riposo per anziani ove Benjamin era stato abbandonato dal padre, sconvolto alla vista di un neonato dalle orride sembianze che aveva causato la morte dell'adorata moglie. Un'amicizia complice e ribelle nasce come per incanto tra l'allora bambina Daisy e Benjamin, imprigionato in un involucro che non gli appartiene e che non riflette la sua età interiore. La passione amorosa travalica i confini di realtà immanente per trasfigurarsi nella dimensione di umana caducità che assume connotati universali.

Le ambiziose premesse del racconto creano presupposti allettanti che tuttavia si stemperano in una soluzione troppo semplicistica e molto poco verosimile in cui molte, troppe svolte narrative vengono risolte sbrigativamente in un'approssimazione buonista lontana anni luce dalla realtà in cui sono inserite. Ogni incontro che Benjamin compie nell'arco di un secolo di Storia americana si concretizza in una spinta incondizionata a superare i limiti intrinseci della sua crudele condizione di alieno condannato alla diversità, partendo dal presupposto che il genere umano sia portato per sua natura a compiere il bene, quando invece nella maggioranza dei casi lo stesso tende alla sopraffazione e al proprio miope tornaconto. Chi infatti, imbattendosi in Benjamin e scoprendo il suo segreto, non lo avrebbe svenduto dietro lauto compenso al miglior offerente interessato a trasformarlo in fenomeno da baraccone o peggio in cavia umana da laboratorio? Come avrebbe potuto Benjamin sfuggire all'interesse della ricerca scientifica? Il parallelo con l'altrettanto sfortunata creatura (realmente esistita) descritta da David Lynch nel mai dimenticato capolavoro del 1980 The Elephant Man mette in risalto i limiti della favola trasognata e visionaria imbastita da Fincher, inclinando l'ago della bilancia a favore della lettura lynchiana sobria e verosimile in tutto il suo tragico afflato.

Un plauso va comunque in primis all'effettistica articolata del mago del make-up Rick Baker, alle ottime performance di tutto il cast e alla regia cronometrica di David Fincher, il cui merito risiede nella capacità di commuovere con una storia struggente e delicata che fa riflettere sulla precarietà dell'amore e della vita stessa.

©® Annalisa
Giovedì 19 febbraio 2009
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