OPERAZIONE VALCHIRIA
(U.S.A./Germania 2008)
di Bryan Singer
Tom Cruise
Kenneth Branagh
Bill Nighy
Tom Wilkinson
Carice Van Houten
Thomas Kretschmann
Terence Stamp
Eddie Izzard
Kevin McNally
Christian Berkel
David Bamber
Tom Hollander
Halina Reijn
Harvey Friedman
Waldemar Kobus
Colonnello Claus von Stauffenberg
Maggiore Henning von Tresckow
Generale Friedrich Olbricht
Generale Friedrich Fromm
Nina von Stauffenberg
Maggiore Otto Ernst Remer
Ludwig Beck
Generale Erich Fellgiebel
Dr. Carl Gördeler
Colonnello Mertz von Quirnheim
Adolf Hitler
Colonnello Heinz Brandt
Segretaria Margarethe von Oven
Dr. Joseph Goebbels
Dirigente Gestapo

Il racconto asciutto, compatto e serrato di una delle pagine più buie e al contempo più ardite della Storia trova il suo incipit ideale nel bombardamento di un convoglio militare tedesco in Marocco, in cui il colonnello Claus Schenk Conte di Stauffenberg viene gravemente ferito all’occhio e alla mano destra. Nonostante la menomazione, il colonnello porta avanti con coraggio e ferrea convinzione un piano delicatissimo e irto di pericoli per rovesciare il regime nazista, traendo ispirazione proprio dal brano wagneriano che ne costituisce il fondamento ideologico: l’Operazione Valchiria prende corpo velocemente con la collaborazione fattiva di un manipolo di cospiratori militari e aristocratici il cui obiettivo principale è l’assassinio di Hitler ed il conseguente rovesciamento delle SS con immediata presa di potere a Berlino. La motivazione di base che spinge questo gruppo di ardimentosi è la presa di coscienza dell’aberrazione ideologica che sta spingendo la nazione sull’orlo del baratro, unita alla ferma volontà di scardinarne il sistema dalle fondamenta onde poter trattare con gli Alleati per definire un compromesso di pace e salvare dalla rovina «la Santa Germania».

Malgrado sia noto ai più dalla lezione storica l’esito fallimentare dell’attentato con le tragiche conseguenze su tutti cospiratori, il racconto viene strutturato come un thriller avvincente che si dipana in un rapido crescendo rossiniano attraverso un perfetto meccanismo pronto ad deflagrare al pari degli esplosivi al plastico piazzati nella sala conferenze della ‘Tana del Lupo’, quartier generale di riunione degli alti ufficiali nazisti situato nei dintorni di Rastenburg, nel cuore della foresta di Görlitz nella Prussia orientale.

Il lungometraggio essenziale, compatto ed elegante di Bryan Singer è la risultante finale di un accurato lavoro di documentazione e di ricerca delle fonti storiche, a dispetto delle infinite controversie che ne hanno improntato la produzione: l’iniziale ostruzionismo del governo tedesco motivato dall’adesione di Tom Cruise al culto di Scientology, illegale in Germania; l’incidente intercorso durante le riprese ad alcune comparse che hanno intentato causa alla produzione; infine l’improvviso e immotivato abbandono della United Artists (casa produttrice del film) da parte di Paula Wagner, partner ‘storica’ di Cruise.

Per sua stessa ammissione, una «strana fascinazione» lega Bryan Singer al periodo storico descritto nel suo film. A prescindere dalle origini ebraiche del regista, l’elemento di maggiore interesse è il mistero legato al culto della personalità, che condizionò un intero popolo nelle proprie scelte politiche «trasformando una società colta ed evoluta in un regime dittatoriale aberrante».

Ulteriore componente di spessore è il solido cast che attornia un granitico ma poco espressivo Tom Cruise, composto quasi esclusivamente da attori inglesi (un Kenneth Branagh dilatato in un incalzante imbolsimento; il sempre più convincente Tom Wilkinson; il mitico Terence Stamp; il versatile Tom Hollander) ma che non disdegna l’apporto di artisti tedeschi (l’inossidabile Thomas Kretschmann; l’espressivo Christian Berkel) e olandesi (vi si ritrova parte del cast dell’altrettanto avvincente Black Book di Paul Verhoeven: Halina Reijn nel ruolo di Margarethe von Oven, segretaria personale di Claus Von Stauffenberg; il polacco Waldemar Kobus che veste i panni del dirigente della Gestapo; lo stesso Christian Berkel nella parte del colonnello Mertz von Quirnheim che affianca Stauffenberg nel complotto; e ovviamente Carice Van Houten, qui relegata alla fugace e struggente apparizione della moglie di Stauffenberg).

A prescindere dallo stile asciutto e composto, poco incline agli slanci, in cui l’intero meccanismo filmico viene calcolato in minuziosi dettagli regalando comunque avvincenti sequenze ad alto pathos, il vero merito di Singer consiste nell’aver focalizzato l’attenzione su temi universali e valori di scottante attualità nel rievocare l’incommensurabile atto di forza di un manipolo di uomini e donne che – pur spinti da motivazioni differenti e in taluni casi contrastanti tra loro – decisero di agire infrangendo il giuramento al regime e rivendicando l’autonomia di pensiero, affermando il coraggio civile nella resistenza alla tirannia in nome degli ideali democratici in cui continuavano a credere, entrando a buon diritto nella sfera eroica degli intramontabili.

©® Annalisa
Mercoledì 11 febbraio 2009
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