SFIDA SENZA REGOLE
(U.S.A. 2008)
di Jon Avnet
Robert De Niro
Al Pacino
Curtis Jackson
Carla Gugino
John Leguizamo
Donnie Wahlberg
Brian Dennehy
Trilby Glover
Turk
Rooster
Spider
Karen Corelli
Detective Simon Perez
Detective Ted Riley
Luogotenente Hingis
Jessica

Dopo essersi appena sfiorati in una sequenza-chiave di Heat - La Sfida di Michael Mann, i due 'mostri sacri' del cinema americano contemporaneo, Bob De Niro e Al Pacino, s'incontrano finalmente spalla a spalla in una nuova Sfida Senza Regole (titolo italiano davvero lontano dal significato originale di Righteous Kill, ovvero 'Sterminio Legittimo'). La potenziale 'sfida' tra attori viene smorzata nei toni di una vicendevole stima maturata con l'età (65 De Niro, 68 Pacino) e cresciuta nel lunghissimo intervallo in cui entrambi hanno superato la diffidenza reciproca stemperandola nell'abitudine di studiarsi a vicenda, attingendo dalle rispettive performance e imparando ogni volta uno dall'altro.

Il palcoscenico su cui si svolge il prestigioso e agognato incontro di star appare tuttavia un tantino logoro di scontati cliché, stucchevoli déjà-vu e prevedibili svolte filmiche, costruite in un intreccio avvincente ma sospeso sul baratro dell'inganno.

Abbacinato dalle inimitabili prove dei due protagonisti, lo spettatore viene infatti sbalestrato in un carosello di falsi indizi, depistaggi, voci-off ingannevoli che lo conducono giocoforza lungo binari morti.

Fin troppo semplice e lineare, il plot si dipana sullo sfondo di una New York dalle avvolgenti atmosfere notturne stile Michael Mann, lungo un'inspiegabile carneficina di malviventi su cui i due veterani della Polizia Rooster (Pacino) e Turk (De Niro) sono chiamati a indagare. Ogni efferato delitto viene completato da un sonetto in rima, composto appositamente per celebrare in toni denigratori e vagamente canzonatori le 'gesta' criminali della vittima di turno. Tra rivalità e soprusi, sospetti malcelati e 'relazioni pericolose', i giovani colleghi Perez e Riley affiancano Rooster e Turk nella caccia serrata al colpevole, fino all'epilogo spiazzante, sviluppato tuttavia fin dall'inizio su basi - per così dire - disoneste.

Più che i deboli risvolti polizieschi, piatto forte del lungometraggio di Avnet è l'indagine psicologica che contrappone faccia a faccia i due protagonisti in un serrato confronto indiretto, mettendone a nudo la divergenza d'indole, tanto profonda da renderli quasi complementari (riflessivo e metodico Rooster/Pacino, impulsivo e viscerale Turk/De Niro).

Su tali avvincenti presupposti, Avnet costruisce una disamina attenta, questa volta obiettiva e onesta, sul confine sottile e invalicabile tra giustizia e vendetta, limite che, una volta oltrepassato, genera pericolose zone morte di esaltazione e compiacimento che si auto-alimentano e spingono verso una discesa agli inferi senza ritorno né vie d'uscita.

©® Annalisa
Giovedì 9 ottobre 2008
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