COLPO D'OCCHIO
(Italia, 2008)
di Sergio Rubini
Sergio Rubini
Riccardo Scamarcio
Vittoria Puccini
Flavio Parenti
Paola Barale
Alexandra Prusa
Sara D'Amario
Giorgio Colangeli
Lulli
Adrian Scala
Gloria
Claudio, amico di Adrian
Assistente di Lulli
Emma Bauer
Amica di Gloria
Commissario di Polizia


Colpi di Teatro

Nella doppia veste di attore e regista, Sergio Rubini confeziona un thriller psicologico infarcito di citazioni colte e ambientato nel mondo spietato delle mostre d'arte, avvolto in una fotografia improntata ad una luminosità tanto più insistita quanto più stridente con le cupe tonalità della storia.

Alla sua prima mostra nella Capitale, il giovane scultore emergente Adrian Scala (Riccardo Scamarcio) viene attratto dalla giovane e bella Gloria (Vittoria Puccini) compagna del celebre critico d'arte Lulli (Sergio Rubini) conosciuto a sedici anni, con cui ha instaurato un rapporto iperprotettivo ormai sbiadito e logoro. La scintilla di passione scocca immediata tra i due giovani e - nel preciso momento in cui Gloria decide di lasciare Lulli - questi subisce un grave incidente d'auto che pare inghiottirlo in un destino anonimo. Ma a distanza di un anno Lulli ricompare a sorpresa alla mostra inaugurale di Adrian, trovandosi faccia a faccia con la sua vecchia fiamma e instaurando con il giovane scultore un rapporto di paternalistica complicità che non tarda a manifestarsi nella sua vera essenza persecutoria. Da questo incontro apparentemente casuale si dipana un'ennesima rivisitazione del mito del Faust in chiave più melodrammatica che poliziesca: Adrian c(r)ede alle lusinghe di Lulli vendendogli l'anima per raggiungere il successo e restando invischiato in una ragnatela che finisce per minare il suo rapporto sentimentale con Gloria.

L'incipit promette bene, ma finisce per impantanarsi in una regia di matrice televisiva, smarrendosi in un labirinto senza uscita tra colpi di teatro insistiti, forzati e annunciati. Al limite dell'inverosimile l'escalation in cui Adrian perde il contatto con la realtà finendo imprigionato nelle spire di Lulli, che sfoga nella professione di critico e gallerista tutta la mediocrità di artista mancato, ma appare tuttavia dotato di sottili arti manipolatorie indispensabili a plasmare giovani talenti un po' (troppo) ingenui e avidi di successo.

Sergio Rubini delinea in ogni più intima sfumatura un ruolo complesso e sfaccettato, mentre il resto del cast appare anonimo e di scarso spessore se si escludono Sara D'Amario e Giorgio Colangeli, relegati purtroppo in camei poco incisivi.

©® Annalisa
Venerdì 18 aprile 2008
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