PERSEPOLIS
(Francia/U.S.A. 2007)
di Marjane Satrapi
e di Vincent Paronnaud
Marjane Satrapi Paola Cortellesi
Mamma Tadji Satrapi Licia Maglietta
Papà Ebi Satrapi Sergio Castellitto
Marjane da piccola Angelica Bolognesi
Nonna Miranda Bonansea
Anouche Angelo Maggi

Per questi dati si ringrazia Antonio Genna nel suo aggiornatissimo spazio web dedicato alla gloriosa tradizione del doppiaggio italiano.

Tratto dal romanzo grafico di Marjane Satrapi, il biopic animato diretto dalla stessa autrice dei disegni in collaborazione col fumettista francese Vincent Paronnaud narra in uno stile asciutto ed essenziale la travagliata odissea della piccola Marjane, discendente di Nasser ad-Din Shah, imperatore della dinastia Qajar antecedente a Reza Pahlavi e al fondamentalismo islamico imposto col sangue in Iran negli anni ’80 per mano dell’ayatollah Khomeyni.

Bambina vivace e determinata cresciuta in un ambiente progressista, Marjane vive le proprie esperienze formative dividendosi tra due ideali antitetici: il comunismo e i modelli di vita occidentali improntati alla libertà di azione e di pensiero. Assiste impotente al travagliato processo di metamorfosi della monarchia persiana in repubblica islamica integralista. Per sottrarla ai soprusi e alle minacce sempre più incalzanti del regime fondamentalista, i genitori (poco credibili in quanto idealmente proiettati da un contesto familiare liberale di matrice occidentale) decidono di mandarla a studiare a Vienna, dove Marjane si trova catapultata in un universo spesso ostile e incomprensibile, sentendosi estranea in Occidente senza riuscire al contempo ad accettare le bieche restrizioni imposte in patria dal regime.

La narrazione procede in un ritmo veloce e incalzante, scandita da momenti di profondo scoramento alternati a prospettive di lettura intrise di ironia pungente e di struggenti passaggi poetici, legati alla figura della nonna nella fiera e coraggiosa affermazione della propria femminilità, passaggi oltremodo riusciti che tuttavia alleviano solo in parte la drammaticità del contesto.

I disegni bidimensionali dell'autrice risplendono di colori vivaci solo quando proiettano le vicende fuori dall’Iran, la cui anacronistica immobilità viene espressa nei toni del bianco e nero quale metafora di un mondo improntato agli estremi e privo di sfumature. I tratti decisi e schematici di Marjane Satrapi delineano la storia lineare ed emblematica di una nazione e di un popolo in una semplicità cristallina eppure eloquente, efficace nell'esprimere il disagio profondo e insanabile di non sentirsi parte di una società, di non potersi riconoscere in un sistema retrivo che soffoca la libera espressione della propria individualità di essere umano prima ancora che di donna, in una dittatura che si fonda sulla violenza, sulla prevaricazione, sul pregiudizio, sul razzismo, sulla chiusura e l'esclusione a priori della linfa vitale instillata da culture diverse, regime ottuso e vessatorio lontano anni luce dalla sensibilità della protagonista.

Il lavoro di Marjane Satrapi – che attualmente vive a Parigi dividendosi tra fumetti e illustrazioni per bambini – ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali per l’indubbio valore artistico che si concretizza in una coraggiosa denuncia sociale, tuttavia ingenuamente contraddittoria nel momento in cui l’autrice inneggia alla fede assoluta negli ideali marxisti mentre poi imposta le proprie aspirazioni esistenziali su modelli di vita dichiaratamente occidentali (capitalismo incluso).

©® Annalisa
Venerdì 28 marzo 2008
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