ANGEL
(UK/Belgio/Francia, 2007)
di François Ozon
Romola Garai
Sam Neill
Lucy Russell
Michael Fassbender
Charlotte Rampling
Jacqueline Tong
Janine Duvitski
Angel Deverell
Editore Théo
Nora Howe-Nevinson
Pittore bohémien Esmé
Hermione, moglie di Théo
Mamma di Angel
Zia Lottie


Gone with the Angel

Il giovane regista François Ozon (Parigi, classe 1967) firma un capolavoro visivo ed emozionale, dalle sequenze volutamente kitsch, avvalorato dalla limpida fotografia di Denis Lenoir che trasforma ogni inquadratura in un dipinto impressionista.
Ozon cura con dedizione quasi maniacale ogni singolo dettaglio, dai sontuosi costumi alla scenografia alla sceneggiatura: il risultato è da annali del cinema.

Protagonista la straordinaria attrice inglese che il regista ama definire la propria “musa ispiratrice”: Romola Garai, che diviene docile creta nelle sue sapienti mani da artigiano del cinema, dando vita ad una figura a tutto tondo, forte e volitiva, senza mezze misure, poco incline a scendere a compromessi.

Il mélo entra così dalla porta principale ma lo fa con stile, improntando una storia tanto inventata, immaginata, sussurrata e al contempo urlata da apparire più vera di una cronaca di guerra. Ispirato alla figura di una scrittrice vittoriana realmente esistita - Maria Corelli - e basato sul romanzo omonimo di Elisabeth Taylor (non la Liz di Hollywood), il racconto viene rielaborato dal genio visionario e ironico del grande François Ozon.

Il lungometraggio narra della disperata odissea di una modesta (ma ben lungi dall’essere umile) aspirante scrittrice figlia di una droghiera nella provincia inglese fine Ottocento, alla disperata ricerca di felicità e successo: Angel, appunto. Romola Garai delinea in pochi sapienti tratti la personalità indomita e ambiziosa, egoista, spregiudicata e volitiva della giovane autrice di romanzi rosa, che colora giornate grigie tutte uguali inventandosi sognante grafomane intenta a completare i suoi quaderni con scrupolosa ostinazione. Fino al giorno tanto agognato in cui un editore londinese (il grande Sam Neill) risponde alla sua lettera e decide di pubblicarne i romanzi, che raccontano di eroine volitive e appassionate come lei: immagine attualissima di una donna anticonformista che divora tuttavia le sue esperienze nel sogno di un surreale e incantato universo parallelo, senza riuscire a realizzarle pienamente.

Una sorta di 'Scarlett O'Hara' più idealista e sognatrice e anche più sfortunata (e disturbata), condannata ad amare il suo Ashley (un pittore bohémien spiantato dissoluto seduttore: il tedesco Michael Fassbender, già apprezzato in 300 di Zack Snyder) senza mai conoscere un Rhett Butler che la ami davvero, se si esclude la devozione incondizionata della cognata (una grandissima Lucy Russel) l'unica persona ad amarla veramente, che la protegge con tenerezza fino all’ultimo, melodrammatico respiro.

Per finire con la classe di Charlotte Rampling, come sempre a suo agio in qualsiasi ruolo.

Per rispondere al bellissimo pezzo di Emanuele Di Nicola, riconoscendomi tra «chi scopre oggi Ozon, svegliandosi con dieci anni di ritardo» cito una celebre frase: «Meglio tardi che mai».

©® Annalisa
Mercoledì 24 Ottobre 2007
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