LUPIN III e il Castello di Cagliostro
(Giappone, 1979)
Uscito nelle sale italiane
nel mese di luglio 2007
di Hayao Miyazaki
Lupin III
Daisuke Jigen
Goemon Ishikawa
Fujiko Mine
Ispettore Zenigata
Conte di Cagliostro
Gustav
Clarissa
Jodor
Roberto Del Giudice
Sandro Pellegrini
Antonio Palumbo
Alessandra Korompay
Rodolfo Bianchi
Ivo De Palma
Dario Oppido
Benedetta Ponticelli
Marco Balbi

Per questi dati si ringrazia Antonio Genna nel suo aggiornatissimo spazio web dedicato alla gloriosa tradizione del doppiaggio italiano.


Lupin III Licenza Di Uccidere

Nel processo di riscoperta tutta italiana della filmografia di Hayao Miyazaki, ecco rispolverato il primissimo lungometraggio del Maestro.
Seppur inevitabilmente un tantino datato sia nelle ancor primitive tecniche di animazione sia nell'ingenuità di alcune situazioni e nell'eccessiva schematizzazione delle svolte narrative, il lungometraggio presenta già in embrione alcune caratteristiche di genialità innovativa che raggiungeranno il culmine artistico ed espressivo nelle opere successive (la serie animata televisiva Heidi e al cinema i recentissimi La Città Incantata e lo splendido Castello Errante di Howl).

Lupin III nasce nel già lontano 1967 dalla matita di Kazuhiko Kato (in arte Monkey Punch) ispiratosi al personaggio di Arsène Lupin protagonista di molti romanzi di Maurice Leblanc, adattati negli anni '70 in una serie televisiva di culto con Georges Descrières.

Anche il manga diretto discendente del personaggio di Leblanc fu trasmesso negli stessi anni in una serie televisiva che ebbe enorme successo, soprattutto in una fascia di pubblico adolescente. Se è vero infatti che il personaggio originale nato dalla penna di Leblanc aveva connotazioni molto più disinibite e amorali rispetto al suo omologo a fumetti, è altrettanto vero che in molti episodi della serie televisiva a disegni animati non manchino ammiccamenti alla sfera sessuale, del tutto assenti invece nella puritana serie di Descrières. Tuttavia - nel corso degli anni e degli episodi - il carattere ambiguo e le abitudini dissolute di Lupin III vengono stemperate in un adattamento pensato per un pubblico più giovane.

Agile e dinoccolato, stretto in abiti e giacche striminziti, Lupin III è in origine spregiudicato e arrivista, sensibile al fascino femminile ma molto meno ‘gentiluomo' del suo corrispettivo in carne ed ossa. Attorniato da due inseparabili amici e compagni di avventure, Daisuke Jigen e Goemon Ishikawa, ognuno con le sue caratteristiche peculiari in onore alla più antica e collaudata tradizione delle comic strips, Lupin III si lancia ad ogni episodio in avventure spericolate alla James Bond, dove non mancano colpi di scena, raffinati gadgets tecnologici, inseguimenti su svariate auto, travestimenti e alternanza di location.

Figura femminile cardine, presente in quasi tutti gli episodi della serie, è Fujiko Mine (che assumerà il nome più orecchiabile di Margot nella versione italiana della seconda serie TV) spregiudicata e arrivista tanto quanto Lupin, che - soggiogato dal suo fascino conturbante e pericoloso - viene spesso raggirato e scaricato senza troppi ripensamenti dalla bella e disinibita avventuriera non appena raggiunti i suoi egoistici obiettivi, in molti casi disgiunti e paralleli a quelli del trio di amici.

Per non tralasciare lo storico acerrimo antagonista di Lupin III, l'integerrimo ispettore Zenigata, soprannominato da Lupin con affettuoso sarcasmo ‘Zazà'. Il confronto tra i due rivali (che spesso si alleano per combattere nemici più pericolosi) genera passaggi di squisita comicità e costituisce spunto narrativo per lo sviluppo di alcune situazioni-chiave.

Proprio questo è il caso del lungometraggio in questione, in cui Lupin III & C. sono in trasferta in Europa sulla mitica 500 gialla taroccata a caccia di matrici di denaro falso. L'episodio pensato per grande schermo annovera tra le new-entries il Conte di Cagliostro, che tiene segregata nel suo tetro e impenetrabile castello la dolce Clarissa (archetipo della figura femminile fragile, ingenua e sottomessa quale contraltare occasionale di Fujiko, destinata al rapido oblio dopo essere stata salvata da Lupin).

Inutile dire che i passaggi più riusciti della pellicola poggino sulle situazioni comiche scaturite dall'incontro/scontro tra Lupin e 'Zazà' più che sui risvolti di denuncia sociale contro la corruzione delle Nazioni Unite e contro le vacue ideologie della democrazia contemporanea, fasulle quanto il denaro prodotto dai falsari, motore infido che agita il mondo.

©® Annalisa
Mercoledì 25 Luglio 2007
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