PERFECT STRANGER
(U.S.A. 2007)
di James Foley
Halle Berry
Bruce Willis
Giovanni Ribisi
Richard Portnow
Gary Dourdan
Florencia Lozano
Nicki Aycox
Rowena
Harrison Hill
Miles
Narron
Cameron
Luogotenente Tejada
Grace


Spiderweb

Giornalista rampante a caccia di scoop, Rowena resta coinvolta nell’omicidio di Grace, sua amica d’infanzia. Indagando nella rete insidiosa delle chat, in cui Grace aveva assunto un’identità parallela per cercare nuovi incontri, Rowena s’imbatte nella figura ambigua dell’imprenditore Harrison Hill, perennemente a caccia non di scoop ma di avventure extraconiugali anche via Internet. Il tentativo di incastrare Hill avvalendosi della fattiva collaborazione dell’amico Miles, esperto informatico, trascina Rowena in una lotta disperata contro il tempo che culmina nella scoperta della sua vera identità.

Il nome del regista richiama il personaggio di Axel Foley direttamente dalla trilogia di Beverly Hills Cop, con cui il thriller ambientato nel mondo parallelo e insidioso di Internet condivide curiosamente alcune situazioni, cominciando dalle svolte filmiche in puro stile action per finire al sense of humour un po’ logoro con cui molte sequenze sono condite.

Foley imbastisce un cast di sicuro richiamo: la splendida Halle Berry dà prova ancora una volta di grande versatilità in un ruolo molto più complesso e sfaccettato di quanto sembri; Bruce Willis dà sfogo al consueto e ormai collaudato campionario espressivo tutto ammiccamenti e sorrisetti accennati a labbra strette; Giovanni Ribisi convince nell’ennesimo ruolo ambiguo e tormentato (vedi The Gift di Sam Raimi, in cui impersona un ragazzo psicopatico segnato da traumi infantili).

L’effetto-thriller riesce alla perfezione nel plot ben strutturato in una solida sceneggiatura che rispetta e valorizza le svolte filmiche, facendole confluire in un finale verosimile saturo di colpi di scena concatenati in cui ogni tessera del puzzle combacia con le altre, avvincendo e tenendo col fiato sospeso fino all’ultima sequenza.

Lacuna dominante è tuttavia la stessa che accomuna molti film di genere: l’insistenza ad oltranza sulle tematiche della psicanalisi, dei traumi infantili e post-adolescenziali, della costante ricerca di se stessi e del proprio passato, in cui chiunque pare debba necessariamente nascondere terribili e compromettenti segreti.

L’universo insidioso e tentacolare del web scorre parallelo a quello reale divenendo suo malgrado microcosmo degli accadimenti della vita vera, sebbene resti più intricato e sfuggente perché filtrato attraverso l’identità posticcia di un nickname.

©® Annalisa
Venerdì 1 Giugno 2007
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