NUMBER 23
(U.S.A. 2007)
di Joel Schumacher
Jim Carrey
Virginia Madsen
Logan Lerman
Danny Huston
Lynn Collins
Rhona Mitra
Walter Sparrow/Fingerling
Agatha Sparrow/Fabrizia
Robin Sparrow
Isaac French/Dott. Miles Phoenix
Bionda suicida/Sig.ra Dobkins
Laura Tollins

L’accalappiacani Walter Sparrow (evidente citazione degli esordi comici di Jim Carrey) conduce una tranquilla esistenza (prossima alla calma piatta) circondato dalla sua famiglia, la moglie e il figlio adolescente. Nel giorno del suo compleanno, Walter riceve in dono dalla moglie un anonimo libricino rosso imperniato sulla mitologia del numero 23. La lettura del libro svela immediatamente a Sparrow la propria familiarità con gli eventi narrati, sfociando in un’autentica ossessione che lo condurrà a confrontarsi con la sua vera identità, ripercorrendo dolorosi scenari di un passato rimosso.

Il film si sviluppa su due piani narrativi paralleli: la storia raccontata nel libro e la realtà vissuta dal protagonista. Gli eventi narrati vengono filtrati attraverso la mente turbata di Sparrow e tradotti in martellanti e ossessivi flashback girati in digitale. Il piano reale assume man mano i contorni di allucinante viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio.

Le premesse accattivanti non mancherebbero, unite alla splendida performance a tutto tondo di un Jim Carrey ormai confermatosi attore completo.

Ma il thriller fanta-matematico firmato Joel Schumacher si arena subito in un pantano di svolte filmiche improbabili quanto illogiche, in salti spazio-temporali abusati e stucchevoli, in una struttura da romanzo giallo in cui – malgrado i calcoli matematici tornino sempre - le tessere del puzzle sono invece mancanti o incompatibili tra loro e alla fine non combaciano.

L’impianto moralistico e didascalico del plot non contribuisce a salvare il film dallo sfacelo: i complessi di colpa di Fingerling, protagonista del racconto nel racconto, paiono sublimati in fantasie erotiche filtrate attraverso l’immaginazione di Sparrow, che scavano una voragine dicotomica tra realtà e desiderio, facendo apparire la quotidianità grigia e deprimente di Sparrow assai più spaventosa della sequenza di eventi che lo travolgono.

Joel Schumacher vorrebbe trasmettere angoscia e inquietudine, ma purtroppo per lui (e anche per noi) evoca solamente squallidi e desolati scenari di noia disperata.

©® Annalisa
Giovedì 3 Maggio 2007
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