300
(U.S.A. 2006)
di Zack Snyder
Gerard Butler
Lena Headey
Dominic West
David Wenham
Vincent Regan
Michael Fassbender
Tom Wisdom
Andrew Pleavin
Andrew Tiernan
Rodrigo Santoro
Re Leonida
Regina Gorgo
Terone
Delio
Capitano
Stelio
Astino
Dasso
Efialte
Serse

Basato sulla graphic novel di Frank Miller, il peplum firmato Zack Snyder ( L’Alba Dei Morti Viventi ) racconta in una prospettiva visionaria la battaglia delle Termopili, in cui un manipolo di valorosi guerrieri spartani guidati da Re Leonida rallentarono l’avanzata dello sconfinato esercito persiano di Serse, scongiurando la conquista delle terre d’Occidente.

Il plot si apre su un prologo che mostra la nascita del futuro Re Leonida, sottoposto come tutti i neonati ad una feroce selezione che scartava e sopprimeva le creature deboli o deformi. Come tutti i suoi coetanei, Leonida viene duramente addestrato alla guerra, alla resistenza fisica e psicologica, allo sprezzo del dolore e della morte: la cupa sequenza in cui - abbandonato a se stesso “affinché sviluppi le sue potenzialità di scaltrezza e coraggio” - affronta un ferocissimo lupo, Leonida non ha più paura, ma una “cresciuta percezione delle cose” – come recita la voce fuori campo, appartenente all’unico soldato sopravvissuto alla battaglia, pronunciando parole molto poetiche per accompagnare le svolte filmiche essenziali.

Nel film di Snyder la Storia si fa oscura leggenda, narrando degli Spartani selezionati fin dalla nascita e poi addestrati a divenire macchine da combattimento in un esercito compatto e unito, che non ammette anelli deboli. I guerrieri violenti e sanguinari sono pronti al sacrificio estremo in nome del loro Re e per nulla inclini a scendere a compromessi col nemico, in qualunque forma esso si manifesti.

La deformità fisica è spesso indice di perversione: così come gli Efori - antica magistratura spartana dedita alla politica estera e alla difesa nazionale - vengono dipinti in veste di messaggeri degli antichi dèi, deformi e dissoluti, superstiti di un’epoca lontana “da cui Sparta emerse come dalle ombre del passato”, Serse è tratteggiato in una luce ambigua e lasciva, alla stregua di Satana tentatore che promette fatua gloria in cambio di sottomissione: «Inginocchiati e sarai Generale di tutta la Grecia» – intima all’impavido Re Leonida mentre sta per soccombere. Parallelamente i guerrieri persiani riprendono fattezze e movenze dei soldati dell’esercito di Saruman ne Il Signore Degli Anelli.

Azioni violente e impetuose si snodano tra suggestivi ralenti e carrelli vorticosi accelerati, animate da ottimi attori che recitano costantemente in interni dinanzi al cosiddetto blue screen, fondale vuoto poi riempito con paesaggi realizzati tramite la computer graphic in uno straordinario effetto tridimensionale. Le scene topiche assumono valenza di virtual frames costruiti e montati come le tavole sequenziali dei fumetti a cui s’ispirano, capolavori di elaborazione cromatica e complessità grafica. Degni di nota gli stacchi di montaggio: uno per tutti la tenda rossa della stanza della Regina Gorgo che sfuma nel rosso del panneggio di Leonida, unendo e insieme contrapponendo i due milieu d’azione paralleli - la battaglia alle Termopili e gli intrighi politici a Sparta - che riconducono vagamente all’Odissea omerica.

La figura della tenace e volitiva Regina Gorgo, moglie di Leonida, è tratteggiata in stilemi decisamente moderni di partner per nulla succube, ma al contrario complice attiva ed essenziale di ogni iniziativa del marito.

Al di là delle ormai puntuali e inevitabili polemiche di matrice politica suscitate dal film e inasprite dagli inattesi successi al botteghino, 300 si pone essenzialmente quale apologia senza tempo della disperata e incondizionata difesa della democrazia ad opera di un manipolo di uomini liberi, contro una moltitudine di schiavi sottomessi ai crudeli capricci di un tiranno.

©® Annalisa
Martedì 3 Aprile 2007
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