BLOOD DIAMOND
(U.S.A. 2006)
di Edward Zwick
Leonardo DiCaprio
Djimon Hounsou
Jennifer Connelly
Kagiso Kuypers
Arnold Vosloo
Antony Coleman
Benu Mabhena
Anointing Lukola
David Harewood
Danny Archer
Solomon Vandy
Maddy Bowen
Dia Vandy
Colonnello Coetzee
Cordell Brown
Jassie Vandy
N’Yanda Vandy
Capitan ‘Veleno’


Un diamante potrà ancora essere “per sempre”?

Nello scenario insanguinato dalla guerra civile che scosse le inquiete terre della Sierra Leone alla fine degli Anni ’90 s’intrecciano i destini paralleli di un contrabbandiere, di un padre alla disperata ricerca del figlio rapito dai guerriglieri e di una giornalista assetata di verità.
Scopo della pellicola è sensibilizzare alla tragedia di una terra devastata dalla miseria, dove gli abitanti vengono resi schiavi dai loro stessi connazionali in nome di un’eterna assurda guerriglia in cui vengono ingaggiati e plagiati bambini-soldato strappati alle famiglie. Guerriglia dell’odio e della fame, finanziata dal contrabbando di quegli stessi diamanti pagati con la vita che verranno poi esposti nelle vetrine di negozi occidentali glamour per essere indossati con impudica noncuranza alle feste più esclusive.

Sulle tracce di The Departed , Leonardo DiCaprio intesse un’ennesima interpretazione da antologia, intrisa di chiaroscuri e venature drammatiche: Leo da solo sostiene il peso di un kolossal dalle enormi pretese, troppo pressanti perché il risultato sia alla fine credibile. Al di là delle migliori intenzioni, l’intreccio si appiattisce in un grigiore didascalico e pedantesco solo in minima parte riscattato dalla sequenza del ricongiungimento col figlio - già perduto nell’orrore del reclutamento forzato – ricondotto dolcemente agli affetti e ai valori della famiglia dal padre Solomon.

Intriso di retorica e ridicolizzato da dialoghi spesso imbarazzanti nonché da situazioni decisamente sopra le righe che culminano in un fittizio happy-end, il pur tuttavia onesto lavoro di Edward Zwick – valorizzato da una pregevole colonna sonora in cui compare il grande Youssou N’Dour - affonda nelle sabbie (im)mobili dei luoghi comuni visti al contrario e – nonostante la precisione con cui punta il dito sugli orrori di una guerra non voluta - manca paradossalmente il bersaglio.

©® Annalisa
Giovedì 8 Febbraio 2007
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