MIAMI VICE
(Germania/U.S.A. 2006)
di Michael Mann
Colin Farrell
Jamie Foxx
Gong Li
Naomie Harris
Ciarán Hinds
Justin Theroux
Luis Tosar
Barry Shabaka Henley
John Ortiz
Elizabeth Rodriguez
Detective James 'Sonny' Crocket
Detective Ricardo 'Rico' Tubbs
Isabella
Detective Trudy Joplin
Agente FBI Fujima
Detective Larry Zito
Arcángel de Jesús Montoya
Lt. Martin Castillo
José Yero
Detective Gina Calabrese


Notti Perdute

L’attacco quasi spiazzante della sequenza introduttiva in discoteca fa apparire senza preavviso Sonny e Rico, risvegliando nella mente solo per un attimo il ricordo del serial cui s’ispirano. Ma solo per un attimo, dal momento che i personaggi della storia prendono corpo e si muovono in una struttura filmica pregna di tensione e di pathos, che di televisivo ha veramente poco.

Come nel precedente indimenticabile Collateral, protagonista assoluta è ancora la notte con le sue atmosfere luccicanti e rarefatte, elemento che Michael Mann predilige per potersi concentrare visivamente su di un’atmosfera particolare tramite un linguaggio più immediato.
La notte è insieme spazio e tempo visivo ideale per definire le sfumature di una liaison amoureuse, ma anche per far emergere la tensione di volti ed espressioni dai contorni sfumati dello sfondo. La sequenza d’apertura nel locale notturno - in cui i detective Sonny Crockett e Rico Tubbs sono sulle tracce di un pericoloso narcotrafficante - si sposta rapidamente sulla disperata fuga in auto di un informatore braccato in cerca di salvezza, per poi focalizzarsi sulla morte di tre agenti infiltrati in un’operazione ad alto rischio. L’agente FBI Fujima incarica allora Sonny e Rico di infiltrarsi a loro volta nel traffico di armi e droga che fa capo a un pezzo grosso della mala ispanica, per scoprire chi abbia tradito i suoi agenti.

I trasferimenti della merce costituiscono lo spunto narrativo per rapidi spostamenti su svariati mezzi e soprattutto per focalizzare un perenne contrasto tra cielo e terra, simboleggiando la chimera di una vita-altra lontana e irraggiungibile, rincorsa da Sonny nella sua pericolosa infatuazione per la malavitosa Isabella (un’intensa Gong Li), moglie e insieme “proprietà” del boss Montoya - soprannominato per sardonico contrasto Arcángel de Jesús. Michael Mann mostra come in tale contesto l’amore possa essere più straniante e pericoloso dell’odio, in virtù della forza invincibile e incrollabile di questo eterno sentimento folle e cieco, incurante dei mille ostacoli che può generare. E infatti l’amore spesso provoca l’astio rabbioso di chi non può averlo, fino alla paralisi d’odio di Montoya che scopre sul video le immagini del tradimento, ripreso di spalle in una fissità resa magistralmente più terrificante ed emblematica di un’espressione del volto.

La perfezione tecnica del girato si concretizza in soggettive fobiche, panoramiche veloci e nervose, carrelli sospesi, rincorse affannose in steady-cam.
Molte sequenze (tra cui quelle introduttive) sono state girate rigorosamente con macchina a mano, conferendo alle riprese un’impostazione quasi giornalistica, come se gli eventi venissero filmati in istantanea da un reporter.
La sequenza conclusiva è da antologia: il montaggio alternato in campo e controcampo mostra lo struggente epilogo delle storie d’amore parallele di Rico e Sonny: mentre la compagna di Rico si riavvicina lentamente dal coma, la fragile femme fatale si allontana per sempre da Sonny nelle nebbie del suo vissuto.

Se il recente Starsky & Hutch fosse stato girato da Michael Mann invece che da Todd Phillips - che ha preferito giocare sul contrasto di temperamenti nella coppia di detective piuttosto che sviluppare un plot poliziesco, trasformandoli in patetici stereotipi anni ’70 in un intreccio debole e irrisolto – probabilmente lo spunto dei due detective spiantati avrebbe potuto assumere a sua volta lo spessore di un thriller avvincente, sviluppato sulla traccia di caratteri appena accennati: ancora una volta, Michael Mann ha dimostrato di essere egregiamente all’altezza del proprio compito e di saperlo oltrepassare, fissando in ogni fotogramma l’intimo tormento e l’incrollabile amicizia che lega i due protagonisti attraverso lo scambio di sguardi e la tensione dei volti.

©® Annalisa
20 Ottobre 2006
Riproduzione Riservata