THE BLACK DAHLIA
(Germania, U.S.A. 2006)
di Brian De Palma
Josh Hartnett
Scarlett Johansson
Aaron Eckhart
Hilary Swank
Mia Kirshner
Fiona Shaw
Bucky/Ice/Bleichert
Kay Lake
Lee/Fire Blanchard
Madeleine Linscott
Elizabeth Short
Ramona Linscott


Broken Mirrors

Basata sul romanzo omonimo di James Ellroy, l'intricatissima e a tratti nebulosa pellicola del redivivo Brian De Palma è improntata ad un registro di chiara matrice hitchcockiana. Al regista preme mettere a fuoco con livido e spietato realismo - più che i risvolti polizieschi - le torbide implicazioni psicologiche dei personaggi, imprigionati nello stereotipo e spinti agli eccessi di una connotazione caricaturale (e non si capisce fino a che punto ciò sia voluto). Il cast è oltremodo interessante: in primis colpiscono le icone femminili, che entrano in scena con incedere da autentiche dive, mentre su tutti domina la figura al contempo inquieta e rassicurante di Bucky - Ice - Bleichert / Josh Hartnett, nonché la classe da vera primadonna di Hilary Swank nei panni di Madeleine Linscott. Non si possono omettere le attrici-rivelazione Fiona Shaw e Mia Kirshner nei rispettivi ruoli di Ramona Linscott e di Elizabeth Short alias The Black Dahlia, mentre la recitazione dell'ormai onnipresente Scarlett Johansson appare decisamente sopra le righe. De Palma traspone sullo schermo, cogliendone appieno l'essenza, l'atmosfera di un'epoca di chiaroscuri come furono gli anni '40, complice una fotografia luminosa. Le analogie (anche queste non si sa se involontarie) con il forse ancor più intricato noir L.A. Confidential (1997) di Curtis Hanson, anch'esso tratto dal romanzo omonimo di James Ellroy, sono evidenti ad ogni svolta filmica, sebbene quest'ultimo lavoro risulti a conti fatti molto più confuso e irrisolto.
L'intreccio si dipana secondo gli stilemi noir per eccellenza, scindendo le figure umane e mettendone in discussione le rispettive identità, per cui uomini e donne - in un sadico e auto-compiaciuto gioco di specchi rotti - subiscono una metamorfosi graduale ma irreversibile che ne trasforma l'essenza senza comprometterne l'apparenza. De Palma tuttavia non riesce ad identificarsi nella figura del protagonista Bucky Bleichert con lo stesso sofferto trasporto dell'autore del romanzo - ispirato ad un efferato delitto realmente accaduto a Los Angeles nel 1947. Il giovane Ellroy apprende la notizia dell'omicidio all'età di 11 anni e ne rimane segnato in modo indelebile, così come parallelamente il protagonista sviluppa un'ossessione necrofila per la vittima Elizabeth Short - la cui candida innocenza e vulnerabile fragilità traspaiono dai provini inseriti nei frequenti flashbacks - ossessione che s'insinua minacciosamente nei drammatici accadimenti da lui subiti più che vissuti.

Tra accenni a necrofilia, rapporti incestuosi e lesbismo, De Palma sviluppa un torbido intreccio, complesso e a tratti difficile da seguire, in cui il regista con consumata maestria mette a dura prova l'acume, lo spirito di osservazione e le capacità mnemoniche dello spettatore, giocando con la teoria del doppio, disseminando qua e là rapidi indizi e citazioni cinematografiche (come la sequenza di cinema nel cinema in cui i protagonisti assistono alla proiezione de L'Uomo Che Ride di Paul Leni) tutte tessere che alla fine si ricompongono ordinatamente in un puzzle visionario.

Come da sempre ci ha abituati uno dei maestri indiscussi del thriller, la regia è solida e impeccabile, tecnicamente perfetta e interpuntata di sequenze da antologia (la soggettiva lungo le stanze di casa Linscott, che s'innesta nello sguardo di Bleichert; i piani sequenza, le eleganti panoramiche orizzontali; l'acrobatico carrello dall'alto che introduce il ritrovamento del cadavere della Dalia Nera; la morte di Lee - Fire - Blanchard; il finale a tinte fosche e non del tutto risolto emotivamente da parte del protagonista).
Eppure la scritta The End lascia un senso di vuoto, di smarrimento, una vaga percezione d'incompiutezza, un retrogusto amaro nel rimpianto di non aver visto il film che ti aspettavi.

©® Annalisa/Ottobre 2006
Riproduzione Riservata