PROFUMO: Storia Di Un Assassino
(Francia/Spagna/Germania 2006)
di Tom Tykwer
Ben Whishaw
Dustin Hoffman
Alan Rickman
Rachel Hurd-Wood
Corinna Harfouch
Paul Berrondo
Jean-Baptiste Grenouille
Giuseppe Baldini
Mercante Richis
Sua figlia Laure
Madame Arnulfi
Dominique Druot


Il Profumo Del Successo

Una pescheria nel cuore pulsante di una Parigi del XVIII secolo densa di odori, una madre che concepisce il quinto figlio dietro il bancone e lo abbandona ancora attaccato al cordone ombelicale insanguinato, come aveva fatto per gli altri quattro, "rimossi ogni volta assieme agli scarti della pescheria". Ma il neonato inaspettatamente urla il proprio disperato attaccamento alla vita fin dal primo vagito, che a furor di popolo "consegna la madre direttamente alla forca" per averlo abbandonato.

Così il 17 luglio 1738 nasce Jean Baptiste Grenouille, sotto una cattiva stella che lo priva della madre e lo costringe a trascorrere i primi anni della sua travagliata esistenza in un orrido orfanotrofio. Ma in cambio il destino gli conferisce una forma olfattiva sensibilissima che gli permette di percepire con esattezza anche gli odori più lontani e più nascosti, in virtù dei quali Jean Baptiste individua persino la presenza umana alle più remote distanze.

Come un musicista dotato di altissima sensibilità percepisce le note nelle più intime sfumature e le traspone in un pentagramma musicale che genera una sinfonia perfetta, Jean Baptiste riesce ad assimilare la più recondita natura degli odori e a comporre essenze raffinatissime e innovative da una sapiente e attenta miscela di ingredienti. Qualità rarissima che lo mette immediatamente in luce agli occhi del profumiere italiano Giuseppe Baldini, ormai decaduto dagli antichi splendori, il quale - grazie al talento ed ai preziosi suggerimenti del giovane apprendista - riesce a riconquistare la clientela in un crescendo di creazioni di successo.

Ma un'ossessione malata consuma Jean Baptiste fin dentro le viscere e prende corpo nell'intima convinzione che l'individualità di ciascuno si esprima attraverso una determinata fragranza. L'ansiosa inquietudine di esplorare le sfumature di ogni odore esistente lo spinge alla disperata ricerca del profumo supremo in ogni giovane donna incontrata per caso lungo il cammino.

Per Jean Baptiste la prova dell'esistenza umana è data dall'esalazione di un odore intimo e personale e allorché scopre di esserne privo precipita in una crisi d'identità senza ritorno, prendendo drammaticamente coscienza del proprio non-essere e della sua innata incapacità di amare e di suscitare amore negli altri. L'immagine dei frutti odorosi venduti da una ragazza profumata si traduce nella percezione Proustiana di un passato che diviene presente nella dolorosa consapevolezza di non aver potuto donare il proprio amore, mentre la lacrima che solca il volto ormai sfigurato di Jean Baptiste è l'essenza priva di odore della sua disperazione.

Tratta dal romanzo omonimo di Patrick Süskind, ambientata nella Francia del diciottesimo secolo, l'accuratissima trasposizione cinematografica di Tom Tykwer [classe 1965, nato a Wuppertal nella Nordrhein-Westfalen, n. d. R.] anche autore della meravigliosa colonna sonora diretta dalla Berliner Philarmoniker, incanta noi spettatori allo stesso modo in cui Jean Baptiste riesce a suggestionare persino il boia sul patibolo della propria esecuzione.

La regia di Tom Tykwer, curatissima sotto il profilo tecnico, con soggettive, flashbacks e flash-forwards, ralentis impiegati con parsimonia e al momento giusto, regala momenti di altissimo pathos, risolvendo coraggiosamente la trasposizione del plot in chiave verosimile e realistica piuttosto che attraverso gli ormai scontati effetti speciali.

La scelta del pressoché sconosciuto Ben Whishaw nei (logori) panni del protagonista, figura solitaria, nevrotica e tormentata che non a caso entra in scena sempre dall'oscurità, si rivela vincente proprio perché l'attore inglese classe 1980 non è riconducibile a precedenti apparizioni sugli schermi e tuttavia rivela tutto il suo talento naturale muovendosi sulla scena a guisa di attore consumato, completamente a proprio agio in un ruolo difficile e tormentato.
Splendido il cameo di Dustin Hoffman, che con la sua dirompente personalità conferisce una preziosa vena umoristica al personaggio del profumiere Giuseppe Baldini, come pure rilevante è la presenza scenica di Alan Rickman [il Severus Snape della saga di Harry Potter, n. d. R.] nel ruolo del padre di Laura.

Per citare le parole dello stesso regista, la cui intervista con la giornalista Anna Zippel è stata riportata su Kataweb,

"Grenouille rappresenta qualcuno che è andato al di là dei confini della sua stessa identità, di quello che è o, meglio, crede di essere. Si mette addosso qualcosa per cercare di sembrare migliore, per questo è interessante identificarsi in lui e nella sua tragedia. Tutti quanti noi, in un modo o nell'altro, ci sentiamo inadeguati, non abbastanza bravi o belli. Cerchiamo di metterci una giacca, scegliamo una nuova pettinatura oppure un nuovo profumo proprio con la speranza che gli altri ci trovino un po' migliori rispetto a come noi stessi ci vediamo."

E ancora sulla colonna sonora, anima del film, da lui stesso composta, il regista Tom Tykwer dichiara: "La composizione della colonna sonora è andata di pari passo con la scrittura della sceneggiatura. In una strana maniera, scrivendo il film ho capito la filosofia che era dietro a questa storia, mentre componendo la musica mi sono appropriato delle emozioni e dell'atmosfera. Qualche volta abbiamo anche girato sul set con la musica soprattutto per Ben, che interpreta Grenouille...Il suo è un ruolo veramente solitario, per cui gli mancava un elemento interattivo. Non essendoci altri personaggi con cui rapportarsi, la musica per lui è stata molto utile per capire l'atmosfera."

Un'atmosfera davvero irripetibile, che senza ombra di dubbio resterà impressa nella memoria di ogni cinefilo degno di questo nome.

Un aneddoto interessante riportato su The Internet Movie Database alla sezione Trivia relativa alla scheda del film fa riferimento ai vari registi interessati alla trasposizione cinematografica del romanzo di Süskind, tra cui il grande Ridley Scott e il mitico Tim Burton. Persino Stanley Kubrick prese in considerazione l'idea di un adattamento del romanzo, ma infine rinunciò ritenendolo impossibile da trasporre sugli schermi.

©® Annalisa/Settembre 2006
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