SYRIANA
(U.S.A. 2005)
di Stephen Gaghan
George Clooney
Matt Damon
Christopher Plummer
Jeffrey Wright
Alexander Siddig
Tim Blake Nelson
Mazhar Munir
Sonnell Dadral
Amanda Peet
William Hurt
Bob Barnes
Bryan Woodman
Dean Whiting
Bennett Holiday
Principe Nasir
Danny Dalton
Wasim
Farooq
Julie Woodman
Stan

Nel gergo CIA, il significato del titolo attiene al progetto di creare uno stato democratico in Medio Oriente ed è proprio in questo tormentato scenario che si dibattono le alterne vicende di svariati personaggi, solo apparentemente slegati tra loro.
In un collage di situazioni parallele che si dipanano in un contesto internazionale, lo sceneggiatore di Traffic costruisce su base analoga un thriller politico articolato, spesso confuso e di difficile comprensione, tuttavia onesto nell’intento di denunciare lo sfruttamento dei Paesi Arabi da parte degli Stati Uniti ma anche per mano degli stessi emiri corrotti dalla sete di potere. Con una fusione sospetta e pertanto sottoposta a controllo governativo, gli Stati Uniti tentano di sottrarre alla Cina il controllo sullo sfruttamento petrolifero. I colossi industriali dai nomi emblematici Killen e Connex non hanno alcuna intenzione di compromettere la realizzazione del vantaggioso accordo e incaricano un potente studio legale di Washington di “trovare un capro espiatorio per consegnarlo al Dipartimento di Giustizia” onde poter avere via libera all’azione.

Parallelamente, l’agente della CIA Bob Barnes (George Clooney) ormai prossimo alla pensione viene incaricato con la promessa di una promozione di eliminare il meno corruttibile dei figli dell’emiro, il carismatico e riformatore Principe Nasir, lo stesso principe che ha appena ceduto i diritti di sfruttamento del gas ai Cinesi a seguito di un’offerta di appalto più vantaggiosa rispetto a quella proposta dalla Connex. Il Principe Nasir è dunque un personaggio scomodo per i vertici americani, anche perché tenta di sviluppare una strategia politica ed economica volta a rivoluzionare il proprio paese dalle fondamenta, trasformandolo in una struttura moderna, civile e democratica attenta alle esigenze di tutti i cittadini, comprese le donne. George Clooney si cala completamente nei panni dell’agente CIA esperto del mondo arabo, ingrassando oltre dieci chili appositamente per quel ruolo e ispirandosi in parte al vero ex agente CIA Robert Baer, autore del romanzo La Disfatta Della CIA, a cui si è ispirata la sceneggiatura originale dello stesso Gaghan.

Per risarcire Bryan Woodman (Matt Damon) - esperto di risorse energetiche e astro in ascesa alla Energy Trading Company - della tragica scomparsa del figlio, avvenuta in circostanze drammatiche nella villa del Principe, Nasir lo assume in qualità di consulente finanziario personale onde poter portare a termine con le giuste indicazioni il proprio progetto in Medio Oriente. Dove la Connex, in seguito all’ingresso della compagnia cinese, licenzia senza preavviso gli operai immigrati che lavorano duramente nei campi petroliferi, tra cui due ragazzi pakistani, Wasim e Farooq, che tentano disperatamente di trovare un nuovo lavoro prima che scada loro il visto e che divengono invece gli ultimi ingranaggi di un perverso meccanismo volto a fagocitarli attraverso la scuola islamica e a trasformarli in spietati kamikaze. William Hurt intesse un ennesimo cameo nei panni dell’ex collega di Bob Barnes, che gli impartisce preziosi consigli su come agire.
Ma l’ultima missione sotto copertura di Bob Barnes prende una piega inaspettata: uno dei suoi contatti lo tradisce, facendo saltare il piano per l’omicidio del Principe Nasir e imprigionando e torturando crudelmente lo stesso agente della CIA. Il quale, sopravvissuto per miracolo, si accorge di essere stato subdolamente estromesso dalla stessa organizzazione cui ha dedicato la vita, divenendo a sua volta pedina inconsapevole e al contempo capro espiatorio del perverso meccanismo internazionale.

La figura di Bob Barnes (tratteggiata con sensibilità e partecipazione da George Clooney al punto da suscitare davvero compassione per il personaggio nella sua disperata lotta per rientrare in gioco) subisce allora una lenta ma progressiva metamorfosi kafkiana all’inverso e Barnes diviene a sua volta una sorta di martire/kamikaze mettendo a repentaglio la propria incolumità per salvare in extremis il Principe Nasir.

Un puzzle composito di storylines intimamente intrecciate tra loro, che si articola in un plot decisamente molto complesso, pregno di riferimenti economici difficili da comprendere per i non addetti ai lavori, ma che tuttavia riesce a far luce meglio di tante parole, avvalendosi di un taglio quasi giornalistico e di immagini spesso prodotte con la macchina a mano e in soggettiva, sui complessi rapporti di potere attraverso cui “la corruzione ci tiene al caldo e in salute” come recita Tim Blake Nelson nel ruolo di Danny Dalton durante il monologo-chiave del film, citando il premio Nobel Milton Friedman per giustificare l’imperialismo americano.

©® Annalisa/Marzo 2006
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