LE CRONACHE DI NARNIA
IL LEONE, LA STREGA E IL GUARDAROBA
(U.S.A. 2005)
di Andrew Adamson
Georgie Henley
Skandar Keynes
William Moseley
Anna Popplewell
Tilda Swinton
James McAvoy
Jim Broadbent
Lucy Pevensie
Edmund Pevensie
Peter Pevensie
Susan Pevensie
Strega Bianca
Sig. Tumnus il Fauno
Professor Kirke

Sotto l'egida della megaproduzione disneyana, il regista neozelandese Andrew Adamson - autore di Shrek I e II, in cui ha prestato la voce a due differenti personaggi, nonché supervisore degli effetti speciali di due episodi di Batman versione anni '90 - si cimenta nella difficile trasposizione cinematografica del primo dei sette episodi delle Cronache di C.S. Lewis impegnandosi anche in qualità di sceneggiatore. Il pensiero filosofico e la profonda fede cristiana dell'autore irlandese conferiscono un'impronta indelebile alle tematiche trattate e alle relative svolte filmiche. Oltre ai numerosi temi cristiani, la serie prende in prestito anche svariati spunti dalla mitologia greca e romana, dai racconti tradizionali britannici e dalle fiabe irlandesi.

Il risultato è un'opera monolitica nei significati soprattutto religiosi, i cui personaggi, creature e animali di fantasia si fanno portatori di allegorie e messaggi mirati. Il cast annovera giovanissimi componenti che pure hanno la padronanza dello spazio e della scena come divi già consumati. In particolare la piccola Georgie Henley, che veste i panni di Lucy Pevensie, è dotata di enorme espressività e di una naturale carica di simpatia con la quale riesce subito ad accattivarsi un altrettanto giovane pubblico.

Da antologia anche la presenza scenica di Tilda Swinton - già apprezzata in Costantine, nel ruolo dell'Angelo Nero Gabriel accanto a Kanu Reeves come nel recentissimo Broken Flowers di Jim Jarmush - nelle vesti sfolgoranti della perfida Strega Bianca, un ruolo che ancora una volta la Swinton riesce a far suo interamente, fino a impreziosirlo e a renderlo affascinante, padroneggiando con grazia, levità e classe ogni sequenza del film.

La trama è assai chiara e lineare ed è rivolta ad un pubblico di giovanissimi più che di adulti. Alle soglie del secondo conflitto mondiale, i quattro fratelli Pevensie (la piccola Lucy, il ribelle Edmund, la dolce Susan e il saggio Peter) vengono mandati dalla madre presso il castello di un misterioso attempato Professore per essere allontanati e messi al riparo dalla guerra incalzante. Vengono sgarbatamente accolti da una zelante quanto inflessibile Mrs. MacReady, che si atteggia a perpetua della situazione, intimando ai quattro ragazzi un rigidissimo decalogo da rispettare alla lettera, onde non arrecare disturbo al misterioso Professor Kirke. Come da copione, vinti dalla noia e dalla malinconia, i ragazzi infrangono le regole e si trovano misteriosamente catapultati in un mondo di fantasia chiamato Narnia, popolato di bizzarri fauni, streghe crudeli, talpe parlanti e leoni gentili. Ben presto i ragazzi scopriranno dolorosamente di avere proprio in quel mondo un destino tracciato da una profezia che li ha prescelti per liberare Narnia dal freddo e crudele inverno imposto dalla Strega Bianca, al fine di riportare il calore attraverso l'alito vitale del legittimo Re Aslan… Un volo pindarico nella fantasia più pura, suggellato dallo stesso Professor Kirke, simbolo di un anelito alla libertà di immaginazione che rende davvero vivi.

Gli effetti speciali sono stati realizzati con estrema cura, tuttavia a tratti l'animazione digitale degli animali di contorno risulta un tantino forzata e artificiale.
Nel complesso dunque, Narnia è opera interessante, avvincente e per certi aspetti anche originale, impressa del marchio Disney che, se spesso è garanzia di qualità, meno spesso lo è dell'assenza di aspetti retorici e di svolte narrative scontate, che ripropongono all'infinito l'eterna (ma pur sempre affascinante) lotta tra Bene e Male.
Attendiamo i prossimi episodi della nuova saga.

Dedicato a mio cugino Luca, con cui ho visto il film al cinema.

©® Annalisa/Dicembre 2005
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