LORD OF WAR
(U.S.A. 2005)
di Andrew Niccol
Nicolas Cage
Bridget Moynahan
Jared Leto
Ian Holm
Ethan Hawke
Eamonn Walker
Sammi Rotibi
Yevgeni Lazarev
Yuri Orlov
Ava
Vitaly Orlov
Simeon Weisz
Jack Valentine
André Baptiste Sr.
André Baptiste Jr.
Zio Dimitri

Il film è stato patrocinato da Amnesty International nel quadro della campagna denominata Control Arms, volta a denunciare la cronica assenza di leggi codificate per regolamentare l'uso e la diffusione delle armi da fuoco.

La regia e la sceneggiatura di Andrew Niccol ( Gattaca, SimØne ) sono al solito impeccabili, come pure la recitazione dell'intero cast, su cui spicca l'interpretazione del grande Nicolas Cage.

A discapito delle nobili intenzioni, la struttura narrativa - unita ad una clamorosa alterazione psicologica dei personaggi - finisce per deviare l'assunto su binari diametralmente opposti.

La figura del protagonista, il cinico e disincantato Signore Della Guerra Yuri Orlov, che contrabbanda armi con la stessa pacata naturalezza di un venditore di folletti, emerge in stilemi decisamente più gradevoli rispetto al suo alter ego, l'integerrimo agente FBI Jack Valentine (un Ethan Hawke mai tanto odioso). Analogo discorso vale per i due sanguinari dittatori dell'Africa Nera, André Baptiste Sr. (uno straordinario Eamonn Walker) e il suo viziatissimo figlio André Jr. (Sammi Rotibi) tratteggiati alla stregua di simpatici e allegri buontemponi che trascorrono le giornate a scherzare tra uno sparo intimidatorio e l'altro. Ottima la caratterizzazione di Ian Holm nel ruolo del trafficante d'armi vecchio stampo Weisz, stereotipate le altre figure di contorno, a cominciare dal padre ebreo di Yuri, passando per il fratello minore fragile e cocainomane Vitaly (Jared Leto) per finire con l'immagine patinata e distante anni luce della moglie-ex-modella Ava (la comunque splendida Bridget Moynahan) che Yuri conquista e seduce con l'inganno.

La frase chiave del film, sintetizzata in una delle tante battute lapidarie di Yuri/Cage, suona tutto un programma: “Dicono che il male trionfi perché non si fa nulla per fermarlo. La verità è che il Male vince comunque”.

La voce narrante del pur bravissimo doppiatore di Nicolas Cage Pasquale Anselmo (fonte: Il Mondo Dei Doppiatori di Antonio Genna) annoia e appesantisce la narrazione, specie nella prima parte del film, che riprende quota solo nel secondo tempo, quando gli eventi si susseguono e precipitano con ritmo fin troppo frenetico. La filosofia spicciola di Yuri per giustificare oppure per mascherare la sua vera identità agli occhi dei familiari viene articolata in schemi tanto accattivanti da risultare pericolosamente convincenti anche agli occhi degli spettatori. Che pure tramite Amnesty International potranno contribuire via Internet affinché possa essere finalmente stabilito un controllo più severo sul contrabbando delle armi da fuoco, che ormai tutti sanno essere perpetrato con un giro d'affari plurimiliardario proprio dalle stesse Nazioni che apparentemente lo condannano.

©® Annalisa/Novembre 2005
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