GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK
(U.S.A. 2005)
di George Clooney
David Strathairn
Robert Downey Jr.
Patricia Clarkson
Ray Wise
Frank Langella
Jeff Daniels
George Clooney
Edward R. Murrow
Joe Wershba
Shirley Wershba
Don Hollenbeck
William Paley
Sig. Mickelson
Fred Friendly

George Clooney passa ancora una volta dietro la macchina da presa per raccontarci con taglio documentaristico le alterne vicende della redazione giornalistica della CBS dove Edward Murrow mette a rischio la carriera in prima linea per amore della verità.

Nell’America del Maccartismo - passato alla storia con il triste appellativo di Caccia Alle Streghe – dove chiunque avesse avuto rapporti anche lontani con associazioni o persone legate ad ambienti in odore di Comunismo veniva tacciato come tale ed emarginato dal contesto sociale senza subire neppure un processo equo, la voce limpida di Ed Murrow si leva con coraggio e fermezza dagli studi della CBS per denunciare i metodi investigativi del senatore McCarthy, mettendone in luce le demagogiche e faziose indagini che seminarono il panico nell’America della Guerra Fredda.

Un film elegante, che sa decisamente di antico per ambientazione e interni curatissimi, stile recitativo di un cast in stato di grazia – in cui Clooney si ritaglia un ruolo marginale - colonna sonora da brivido, con in più all’attivo la scelta coraggiosa (e difficile da gestire) della fotografia in bianco e nero che genera suggestive atmosfere Old America.

Nonostante il suo rigore storiografico e documentaristico, il lungometraggio soffre di una lentezza a tratti pedantesca, dovuta all'impianto prevalentemente teatrale articolato su dialoghi troppo serrati e su veloci botta/risposta nella rappresentazione dei servizi televisivi.
Con tutto il rispetto per il rigore della denuncia articolata con raro stile, il contesto cinematografico in cui comunque l’opera si ascrive reclama un maggior senso del ritmo e della suspense, che invece viene a mancare quasi completamente. Il taglio documentaristico impresso da Clooney alla pellicola ne penalizza il pathos emozionale prima ancora del côté dell’azione in senso classico.

Curioso notare come un attore brillante della caratura di George Clooney (simpatico e gradevole anche in veste non ufficiale) nel ruolo di regista confezioni quasi sempre pellicole dalle sequenze lente e talvolta noiose, spesso prive di humour (cito ad esempio Solaris e Confessioni Di Una Mente Pericolosa )

Chi scrive resta in fervente attesa di ulteriori sviluppi, nella certezza che l’indubbio talento di George Clooney - in veste di regista prima ancora che di attore - non tarderà ad incanalarsi nella giusta direzione.

©® Annalisa/Ottobre 2005
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