IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL
(U.S.A. 2006)
di Hayao Miyazaki
Emily Mortimer
Jean Simmons
Christian Bale
Lauren Bacall
Billy Crystal
Crispin Freeman
Blythe Danner
Josh Hutcherson
Giovane Sophie
Vecchia Sophie
Howl
Strega Delle Lande
Calcifer
Principe Turnip
Signora Suliman
Markl

Il lungometraggio animato di Miyazaki che - nella versione originale - si avvale delle voci di molti grandi attori e attrici, tra cui spiccano Jean Simmons, Lauren Bacall e Christian Bale, condensa spessore nel plot e nella definizione dei caratteri e rivela rara grazia e accuratezza formale anche in virtù di una maggiore densità di fotogrammi che rende l'animazione decisamente più fluida e scorrevole rispetto ai vari cartoons made in Japan trasmessi in TV.

Ma Il Castello Errante non è solo questo.
E' una fiaba antimilitarista, dove fantasia e sogno poetico prendono il sopravvento sul realismo.
Il giovane mago Howl da bambino ha ceduto alle lusinghe della magia fine a se stessa e ha rapito una stella, trasformandola suo malgrado nel cuore pulsante della sua anima, rapitagli per sempre dal demone dell'egoismo. Da quel momento vaga da una Landa all'altra trovando ogni volta rifugio nel suo bizzarro castello errante - la cui struttura rimanda per certi versi al Barone Di Münchhausen - rubando il cuore a giovani donzelle in una sorta di pena del contrappasso. La cornice è quella fiabesca delle lande nordiche, in cui sono incastonati paesini con atmosfere d'altri tempi degne della migliore tradizione dei Fratelli Grimm. Ma in sottofondo incalza una guerra incessante e inutile e il mago è costretto a fuggire perennemente dai fantasmi della sua cattiva coscienza e infine da se stesso. Durante una di queste fughe s'imbatte nella giovane Sophie, già adulta e responsabile nel puntuale esercizio quotidiano del lavoro di modista nella sartoria della madre. L'incontro tra le due anime, quella triste e tormentata di Howl e quella serena e volitiva di Sophie, imprime al racconto una svolta narrativa al contempo drammatica e romantica. La prepotente Strega delle Lande, invaghitasi a sua volta di Howl, getta sulla malcapitata Sophie un terribile sortilegio, trasformandola in una vecchietta. Questa svolta filmica è spunto narrativo per evidenziare le difficoltà legate alla vecchiaia e al contempo per sviluppare ulteriormente le già innate doti di intelligenza, saggezza, affidabilità e astuzia di Sophie. L'essenza demoniaca della stella rubata da Howl gli aveva sottratto il cuore, materializzandolo in un simpatico e allegro focolare – chiamato Calcifer in contrapposizione a Lucifer - che obbedisce solo a Howl ma che si piega immediatamente alla ferma volontà della sua innamorata Sophie.

Il plot a disegni animati si dipana attraverso scenari a tratti apocalittici (le sequenze degli inseguimenti aerei) a tratti mistici (la visione del lago che trasmette a Sophie una sensazione di serenità e calma) a tratti introspettivi (l'indagine psicologica sui singoli personaggi) a tratti comici (l'inserimento di figure di contorno comunque importanti per lo svolgimento della trama).

La storia si apre a più chiavi interpretative, permettendo la coesistenza di piani di lettura paralleli.
E' dunque possibile un'analisi di matrice storica con rimandi al Nazismo che divora l'anima oppure riferita agli attuali scenari di politica internazionale. Si focalizza anche l'aspetto psicologico e introspettivo della fiaba tramite la sovrapposizione di piani evolutivi differenti: l'infanzia scanzonata rappresentata dal bambino del castello; l'adolescenza che si affaccia al sogno, incarnata da Sophie e Howl in modalità tanto contrapposte da essere complementari; la mezza età frustrata e annoiata trasposta nella figura della Signora Suliman, madre di Howl; la vecchiaia indesiderata eppure vissuta con consapevole fierezza da Sophie; quella contrapposta della Strega delle Lande, volubile, egoista e superficiale (eppure risolte entrambe nella sofferenza).

Con la forza dell'Amore, Sophie riuscirà a liberare Howl dai suoi incubi e a spezzare gli incantesimi della Strega Delle Lande, divenuta a sua volta - per opera di una violenza ancora più crudele della sua - vittima dello stesso maleficio da lei perpetrato.

Basandosi sul racconto di Diana Wynne Jones, intitolato per l'appunto Howl's Moving Castle, Hayao Miyazaki riesce a raccontarci con fantasia barocca una storia innovativa eppure fedele agli schemi precostituiti della fiaba in quanto tale, intessendo una trama di spessore umano e artistico che aiuta a riflettere sulle fobie contemporanee.

©® Annalisa/Settembre 2005
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