LE CROCIATE
(U.S.A. 2005)
di Ridley Scott
Orlando Bloom
Liam Neeson
Jeremy Irons
David Thewlis
Eva Green
Edward Norton
Marton Csokas
Alexander Siddig
Michael Sheen
Ghassan Massoud
Iain Glen
Balian di Ibelin
Goffredo di Ibelin
Tiberias
Cavaliere Ospitaliero
Sibylla
Re Baldovino di Botilogne
Guy de Lusignan
Nasir
Prete
Feroce Saladino
Riccardo ‘Cuor Di Leone’

Nel quadro eterogeneo di popoli e civiltà che caratterizza l’epoca delle Crociate - il cui spirito più che nel fervore religioso s’incarna nell’ideale cavalleresco unito alla forte spinta di rivalsa economica da parte di svariati ceti sociali dell’Occidente - Ridley Scott delinea la nobile figura di Balian di Ibelin (Orlando Bloom), umile e disincantato maniscalco che ha perso moglie e figlia in circostanze drammatiche. Balian s’imbatte nel suo padre naturale (Liam Neeson) e lo segue alla volta di Gerusalemme, apprendendo le arti del cavalierato: “Devi essere coraggioso e combattere senza paura di fronte al tuo nemico. Sii onesto, leale, agisci con equità e giustizia, proteggi gli indifesi, scegli la via della verità, anche se questa dovesse condurti alla morte, nel totale rispetto di te stesso e di coloro che ami”. Proprio in conformità al più puro ideale cavalleresco Balian riesce a prendere le redini dei destini di Gerusalemme, avvalendosi di una modestia rara e preziosa al cospetto di uomini arroganti e assetati di conquiste.

Le epiche gesta di Balian si dipanano con ritmo incalzante e avvincente nella cornice di personaggi eterogenei intenti alla conquista di nuove terre o alla difesa dei presidi dagli attacchi del popolo musulmano.
Per proteggere i Luoghi Santi si provvede alla creazione di ordini monastico-cavallereschi - una speciale milizia di monaci guerrieri - che si suddividono in tre ordini: Cavalieri Templari, Cavalieri Ospitalieri o di San Giovanni e Cavalieri Teutonici. David Thewlis interpreta il ruolo secondario ma incisivo di un Cavaliere Ospitaliero che tenta di far prevalere la saggezza e la tolleranza sulla spietata e cieca avidità di conquista di Guy de Lusignan: questi incarna la figura malvagia a tutto tondo di Cavaliere Templare nonché marito geloso e insensibile, imposto alla splendida Sibilla e non ricambiato. Prototipo della figura femminile tenace e volitiva copyright Scott, Eva Green indossa le preziose vesti di sorella del primo re franco di Gerusalemme, Baldovino di Botilogne (Edward Norton) che organizza le terre conquistate secondo criteri feudali tipici dell'Occidente. Jeremy Irons veste i panni del saggio Tiberias, Cavaliere Templare che però si schiera al fianco del Cavaliere Ospitaliero/David Thewlis di cui sopra e osteggia fieramente le ambizioni belliche di Guy de Lusignan.

Con pochi ma decisi tratti cinematografici, Ridley Scott dipinge con perizia calligrafica il quadro storico e psicologico che connota l’ambiente delle Terre Conquistate. Mediante accurata ricostruzione storiografica che lascia spazio ad emozioni di matrice visiva e introspettiva, Scott richiama alla memoria un’epoca tanto lontana nel tempo e spesso poco conosciuta, creando opportunamente un parallelismo storico con la civiltà contemporanea della guerra preventiva, del conflitto come risoluzione pacifica e degli eserciti come ambasciatori di pace.

Un Kolossal a tutti gli effetti, in un gigantismo per immagini che rimanda ad alcune grandi pellicole del Maestro, come Il Gladiatore ma soprattutto 1492 – Alla Conquista Del Paradiso. Le riprese si sono svolte tra la Spagna e il Marocco, dove il responsabile degli effetti speciali Wesley Sewel - già nella troupe de Il Signore degli Anelli - ha saputo ricreare nei dettagli lo scenario in cui avvengono gli spietati scontri tra Crociati e Saraceni attraverso un lavoro di animazione digitale che passa davvero inosservato, vista la sua perfezione al momento della visione del film.

Indimenticabile la sequenza dell’assedio di Gerusalemme da parte di Salah edDin, passato alla leggenda con l’appellativo di Feroce Saladino, interpretato con grande professionalità e intensità dall’attore e regista siriano Ghassan Massoud.

La scelta di affrontare un tema così delicato in un momento storico tanto controverso ha suscitato le solite prevedibili polemiche, ma Ridley Scott ancora una volta ne esce a testa alta, non solo per la consueta maestria con cui ha saputo trasporre sullo schermo una materia per nulla facile, ma soprattutto per l’imparzialità con cui tratta una questione delicatissima e irrisolta all’alba del terzo millennio.

Fonti
Antonio Desideri – Storia e Storiografia – Casa editrice G. D’Anna

©® Annalisa
Luglio 2005
Riproduzione Riservata