BATMAN BEGINS
(U.S.A. 2005)
di Christopher Nolan
Christian Bale
Michael Caine
Liam Neeson
Katie Holmes
Gary Oldman
Cillian Murphy
Tom Wilkinson
Rutger Hauer
Morgan Freeman
Ken Watanabe
Bruce Wayne/Batman
Alfred
Ducard
Rachel Dawes
Tenente Gordon
Dott. Jonathan Crane
Carmine Falcone
Earle
Lucius Fox
Ra's Al Ghul

Questo ennesimo episodio incentrato sull'uomo pipistrello è davvero qualcosa di più del solito film fantasy. Lo sceneggiatore David S. Goyer e il regista Christopher Nolan scavano nelle nevrosi del personaggio principale, fino a svuotare parzialmente il racconto della sua abituale connotazione fumettistica, per trasformarlo in un'attenta analisi psicanalitica incentrata sulle fobie del futuro giustiziere notturno.

Il film ricostruisce un antefatto assai credibile in cui prende corpo la dimensione più fragile e umana del protagonista, costretto a prendere coscienza della propria deriva da un misterioso personaggio che lo recluta in un'altrettanto misteriosa Setta delle Ombre, offrendogli un'occasione per ritrovare se stesso.

Bruce Wayne viene addestrato a gestire la rabbia che lo tiene in scacco dalla remota sera in cui i suoi genitori vennero assassinati da uno dei tanti disperati in lotta per la sopravvivenza in una decadente Gotham City. Bruce riesce a vincere le sue paure e a dominare le nevrosi infantili fino a divenire egli stesso paura agli occhi dei propri nemici, apprendendo velocemente durissime lezioni di lotta e di vita impartitegli dal misterioso Ducard [Liam Neeson clone di se stesso da Le Crociate di Ridley Scott, n.d.R.]

Bruce riesce con enorme sofferenza ad estraniarsi dalle proprie fobie, dominandole. Nella lotta contro il male, in qualsiasi forma si manifesti o dietro qualunque maschera si nasconda, il giovane orfano assume proprio il simbolo delle sue paure ancestrali: il pipistrello, sinistro animale notturno, figura avvolta nel mistero che riesce a instillare inquietudine in chiunque venga a contatto con la sua presenza.

Intessendo una rete di veloci passaggi notturni da un tetto all'altro e sfrecciando sulla sua incredibile BatMobile con un ampio corredo di "teatralità e inganno, armi potenti per raggiungere l'obiettivo", Bruce riesce a destreggiarsi nei meandri cupi e sinistri di una Gotham City che rievoca le atmosfere di Blade Runner con le sue nere notti perennemente piovose, popolate da esseri umani ai margini o da spietati criminali.
Le citazioni dal capolavoro di Ridley Scott - la cui visione è stata imposta all'intero cast da parte del regista Nolan onde facilitare l'immedesimazione nelle atmosfere del film - si susseguono in rapida sequenza costellando quasi ogni fotogramma: l'immagine di Bruce che salva il suo maestro dal precipizio sollevandolo con la sola forza del braccio rimanda alla sequenza conclusiva dello scontro/incontro tra Roy Batty e Rick Deckard; la protagonista femminile si chiama Rachel come la replicante di cui Deckard s'innamora; il tenente Gordon si ferisce una mano per tenersi sveglio attraverso il dolore, allo stesso modo in cui Roy Batty nella sequenza finale di Blade Runner sfida la morte incombente; nella versione in lingua originale Rachel rimprovera Bruce di "lasciar ardere la sua candela da due parti" ovvero di sciupare la sua esistenza in futili divertimenti...

Complice il fedele maggiordomo Alfred (un sempre grande Michael Caine) e gli efficacissimi travestimenti recuperati da Lucius Fox (Morgan Freeman) nei magazzini dimenticati della sezione ricerche scientifiche della Wayne Enterprise fondata dal padre di Bruce, nonché con la segreta complicità del tenente Gordon (Gary Oldman), lo stesso poliziotto che confortò quel bambino spaventato all'epoca della scomparsa dei genitori, Bruce indossa la maschera di uomo pipistrello per salvare Gotham City da un diabolico piano criminale volto a distruggerne le fondamenta e a eliminare tutti i suoi abitanti, mentre di giorno si cala nell'insospettabile ruolo di playboy miliardario sempre con teatralità ed inganno, fino al colpo di scena conclusivo, che spiazza senza scivolare nella banalità.

Riuscendo nel suo principale intento, quello di ricreare le atmosfere del film culto di Ridley Scott, Christopher Nolan getta le basi per una nuova trilogia in un esordio alla grande per regia, sceneggiatura, ambientazione e cast.

Ormai avvezzo ai ruoli di borderline costretto a fronteggiare le sue paure in una discesa agli inferi di Parkeriana memoria [come nel recente ruolo in The Machinist/L'Uomo Senza Sonno di Brad Anderson, n.d.R.] Christian Bale domina l'intero cast in un crescendo di talento e duttilità espressiva nel delineare ogni intima sfumatura di uomo tormentato. Nel cast compare un sempre incisivo Rutger Hauer nelle vesti di Earle, il manager senza scrupoli che alla scomparsa dei genitori di Bruce prende in mano il destino della Wayne Enterprise.

Più che gli effetti speciali e le venature horror, che davvero non mancano, la fantasia creativa è il vero motore di un plot che si sofferma sul lato più fragile e umano del protagonista, servendosi di flashbacks nervosi in rapida sequenza che ne mettono a nudo l'infanzia segnata dal dolore, un dolore che si trasforma gradualmente ma inesorabilmente in rabbia e pulsioni ribelli difficili da gestire. Nolan si accosta alla storia da una prospettiva nuova, trovando «il punto di vista migliore per raccontarla, infrangendo una barriera, oltrepassando quello che sembra diventato un confine invalicabile» per citare le parole dello stesso regista, ammiratore di Tim Burton e del suo Batman «brillante, visionario, stilizzato e straordinariamente denso di idiosincrasie» eppure consapevole che «dopo quattro film è naturale toccare un punto morto, che va pertanto aggirato».

Attendiamo i sequel, per i quali pare che Christian Bale abbia già firmato il contratto, ormai rassegnato ad indossare le sudate vesti dell'eroe pipistrello che evidentemente non gli hanno procurato solamente malesseri fisici... Intanto un plauso va a questo film il cui intreccio oltrepassa i confini del fantasy tout-court, che riesce a destare interesse fin dalle sequenze iniziali, inchioda letteralmente allo schermo e lascia sospesi sul filo del rasoio, proprio come il capolavoro di Ridley Scott cui Nolan si è ispirato per sua stessa ammissione.
Una nota di merito va anche alla perfetta ricostruzione della mitica Gotham City all'interno della stessa Londra.

Fonti relative alle dichiarazioni del regista Christopher Nolan
FILM TV Anno 13 - Numero 26 / Articolo di Enrico Magrelli

©® Annalisa/Luglio 2005
Riproduzione Riservata


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