THE TRUMAN SHOW
(U.S.A. 1998)
di Peter Weir
Jim Carrey
Laura Linney
Noah Emmerich
Natascha McElhone
Ed Harris
Truman Burbank
Hanna Gill/Meryl Burbank
Marlon
Lauren/Sylvia
Christof


Reality Show

Un uomo come tanti, Truman Burbank [Jim Carrey in una notevole performance dalle venature drammatiche, che anticipa l'ottima prestazione in Eternal Sunshine Of The Spotless Mind di Michael Gondry] vive una quotidianità sempre uguale scandita da piccoli episodi abitudinari, circondato da amici e familiari, colleghi e conoscenti.
Tra le pieghe della routine si fa breccia nella sua mente l'idea di progettare un viaggio alle isole Fiji, ma stranamente tutti s'industriano nel tentativo di farlo desistere dal proposito.
A poco a poco il mondo dorato che lo circonda comincia a mostrare le prime crepe. Uno strano oggetto piove dal cielo, l'autoradio improvvisamente rivela segnali inquietanti, suo padre, creduto morto in seguito ad un naufragio, ricompare nelle vesti di barbone e viene misteriosamente fatto sparire.
La moglie persiste nel creare attorno a lui un clima di finta e costruita serenità, cadenzato da continui rimandi ai prodotti di consumo che acquista con solerzia.
La madre minimizza gli eventi e l'amico fidato della sua infanzia filosofeggia sul mondo perfetto in cui hanno la fortuna di vivere, scoraggiando le spinte di evasione di un sempre più confuso Truman.
Sarà la forza del vero amore a spingerlo verso la verità.
Quel finto mondo dorato di affetti e di certezze è in realtà universo artificiale, progettato e costruito attorno a lui a suo uso e consumo fin dalla nascita, quando le telecamere dell'emittente televisiva gestita da Christof, il personaggio del momento, hanno iniziato a filmare la sua vita e a trasmetterla ad un pubblico vorace e delirante, pronto a immedesimarsi in una vicenda reale ma costruita anch'essa a tavolino.

Christof (un sempre più immenso Ed Harris) è il regista di tutto lo spettacolo, Creatore indiscusso di uno show dagli ascolti record, padre artificiale di Burbank che giustifica la sua follia asserendo di aver creato per lui un mondo davvero autentico e sincero, di aver dato a Truman-Uomo-Vero la possibilità di vivere una vita normale, in un'aura protettiva posta al riparo dal mondo reale infido e malato, foriero di sofferenza.

Paradosso geniale della follia televisiva, The Truman Show è al contempo commedia amara che fa riflettere sui limiti che lo spettacolo non dovrebbe mai oltrepassare e satira al vetriolo sull'industria televisiva e cinematografica americana con i suoi reality shows, purtroppo importati recentemente anche a casa nostra.

Le vicende al limite del grottesco costituiscono lo spunto narrativo per evidenziare uno spaccato della società americana con le sue manie e i suoi deliri a buon mercato.

Un Peter Weir in splendida forma, graffiante e sarcastico come non mai, ci mostra con penetrante intelligenza come le pulsioni più autentiche possano essere annullate e appiattite nello standard televisivo, visto anche come catalizzatore di emozioni e sedativo mediatico che soffoca la curiosità e la spinta verso il nuovo.
Nel paradosso del regista, la TV viene equiparata ad una sorta di moderna Inquisizione che monopolizza l'ascolto e che, di conseguenza, riesce a controllare le masse facendo leva sull'ingenuità con cui il pubblico - perennemente inchiodato alla TV - tende a immedesimarsi nel personaggio, illudendosi di vivere emozioni autentiche e di riempire i propri vuoti esistenziali. Nel nome dell'onnipotente dio dell'audience, Christof non esita a spiare la vita di un essere umano con l'occhio inesorabile del Grande Fratello di Orwelliana memoria, per darla in pasto a occhi altrettanto famelici.
Memorabile la sequenza finale del dialogo tra Truman e Christof, che continua a vedere in Truman soltanto una star televisiva anziché un essere umano confuso e incredulo. Dinanzi al silenzio impietrito di Truman, Christof riesce solamente a sbottare in una battuta da antologia: "Truman, devi dire qualcosa, sei in televisione per Dio!!!"

©® Annalisa/Maggio 2005
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