OCEAN’S TWELVE
(U.S.A. 2004)
di Steven Soderbergh
Brad Pitt
Catherine Zeta-Jones
George Clooney
Julia Roberts
Andy Garcia
Matt Damon
Vincent Cassel
Mattia Sbragia
Bruce Willis
Rusty Ryan
Isabel Lahiri
Danny Ocean
Tess Ocean
Terry Benedict
Linus Caldwell
François Toulour
Commissario Giordano
Se stesso

La seconda parte di questa intrigante spy-story rosa è - se possibile - ancora migliore e più divertente della prima.
Un ottimo action-movie condito di illustri citazioni [il cameo del grande Vincent Cassel è da antologia, non solo per come fa affettuosamente il verso a Georges Descrières tratteggiando come da cliché la classica figura di ladro-gentiluomo alla Arsène Lupin], ma anche e soprattutto per il suo fascino magnetico e la sua prestanza fisica da urlo [a 17 anni è stato acrobata in un circo, n.d.R.]

Regia ormai solida, collaudata, impeccabile del nostro Soderbergh che ci auguriamo abbia in serbo un terzo (e forse ultimo) capitolo sui ladri più sexy della storia del cinema (Clooney/Cassel/Garcia sono da urlo) e mettiamoci pure anche Brad Pitt, giusto per accontentare le teen-agers che in sala urlavano in sincrono a ogni sua apparizione…
... Per non parlare della "ladra provetta" Julia Roberts che prende in giro se stessa in contemporanea al super cameo a sorpresa di Bruce Willis (sempre nel ruolo di se stesso) e della stupenda e intensa Catherine-Zeta-Jones (già ladra acrobata assieme a Sean Connery) e qui poliziotta che ha grinta e stile da vendere.

Anche il nostro Mattia Sbragia si è specializzato nei camei americani.
Dopo The Passion of the Christ di Mel Gibson [Sezione Storico] in cui interpretava Caifa, ora lo troviamo assieme ai nostri eroi nella piccola parte del Commissario Giordano.
Grande doppiatore della migliore scuola italiana (di cui dobbiamo essere fieri) Mattia Sbragia [voce indimenticabile di Geoffrey Rush in Shine di Scott Hicks, n.d. R.] ha già fatto alcune rilevanti apparizioni televisive e credo che meriti di lavorare più spesso anche al cinema.

Ritengo in buona sostanza che Ocean's Twelve sia stato uno dei film più innovativi della stagione, soprattutto per le scelte stilistiche del regista Steven Soderbergh, che all’auto-celebrazione dello star-system hollywoodiano ha preferito una raffinata ironia e un sottile sense of humour (sempre più rari di questi tempi purtroppo)

Tutto dipende dall'angolazione con la quale vediamo il film.
Preso come un semplice action-movie o peggio ancora come spy-story ha un peso relativo. Bisogna riuscire a focalizzarne l'autoironia, la tessitura originale e tutta sui generis del plot, il sense of humour di tutte quelle mega star che prendono in giro se stesse, trasponendo sul personaggio i loro tic, le loro manie e le loro gaffes.

Basti pensare ai camei di Julia Roberts (che ricordiamolo: recita un ruolo nel ruolo) e di Bruce Willis, fino alla classe di un Vincent Cassel che non finisce mai di stupire e che da solo ruba la scena a tutto il pur ragguardevole cast.

La sola apparizione di Andy Garcia a mio avviso varrebbe tutto il film, così come gli sguardi istrionici e magnetici di un sempre grande George Clooney.

Da questa più ampia prospettiva, il film di Soderbergh acquista spessore non solo narrativo e recitativo, ma anche e forse e soprattutto dal punto di vista della tecnica registica.

©® Annalisa/Gennaio 2005
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