I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA
(Italia/Francia 2001)
di Pupi Avati
Raoul Bova
Edward Furlong
Marco Leonardi
Stanislas Merhar
Thomas Kretschmann
F. Murray Abraham
Edmund Purdom
Giacomo Di Altogiovanni
Simon Di Clarendon
Ranieri Di Panico
Jean des Cent Acres
Vanni Delle Rondini
Delfinello Da Coverzano
Ugo Di Clarendon

Titolo ridondante, regista di fama, ambientazione nel più alto e tetro Medioevo: tutti elementi che suscitano interesse nel potenziale spettatore, affascinano e spingono ad accalcarsi nelle sale. Eppure talvolta le aspettative troppo alte portano a un'inevitabile delusione. Avati, non dimentico del filone horror dei suoi esordi, ci fa assistere ad uno spettacolo grottesco dalla comicità involontaria.

Ci si aspettava un film epico, avvincente, ricco di significati? Niente di tutto ciò! La recitazione dei pochi, sparuti protagonisti, circondati da uno stuolo di ridicole comparse, è a dir poco vergognosa.
Per non parlare del solito Carlo Delle Piane, ormai abbonato ai film di Avati. Dopo anni e anni di "gavetta" non ha ancora imparato a parlare italiano, ma persiste nel bofonchiare indistinti mugolii in ciociaro.

Le saghe Nibelungiche nonché Arturiane ci hanno abituato a considerare i cavalieri nobili d'animo e leali. Qui invece, i "Cavalieri" incaricati di ritrovare la Sacra Sindone rubata sono rappresentati da uno stupratore, un arrivista, un presunto indemoniato e due timidi fanciulli in erba, che ci si aspetterebbe di veder soccombere al primo fendente, tanto sono gracili e indifesi e che invece giungono al finale della storia (quale storia?) celebrati come veri eroi.

Per non parlare poi degli insostenibili buchi nella "sceneggiatura", nonché delle troppe e troppo compiaciute scene cruente: in buona sostanza dunque, la pellicola di Avati è indicata per chi avesse il gusto dell'orrido (nella peggiore accezione del termine) o per chi gradisse schiacciare un pisolino durante il secondo tempo, mentre è caldamente sconsigliata ai deboli di stomaco, agli impressionabili e ai cinefili con un minimo di sale in zucca.

©® Annalisa/Aprile 2001
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