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(U.S.A. 1997)
di Robert Zemeckis
Jodie Foster
David Morse
Matthew McConaughey
William Fichtner
James Woods
Angela Bassett
John Hurt
Ellie Arroway
Ted Arroway
Palmer Joss
Kent
Michael Kitz
Rachel Constantine
S.R. Hadden

Il regista della trilogia sul “Ritorno Al Futuro”, noto per gli strabilianti effetti speciali più che per i contenuti dei suoi film, riprende il tema dell’indagine spazio/temporale, affrontandolo però in un contesto più serio e impegnato.
Il film verte interamente sull’eterno conflitto tra scienza e religione per spiegare la nascita e i fenomeni dell’Universo. Ellie Arroway (Jodie Foster) rappresenta il rigore scientifico, la razionalizzazione dei riscontri empirici per esporre la teoria sull’esistenza di forme di vita più evolute. Il suo alter ego è rappresentato da un giovane teologo (Matthew McConaughey) che, pur non escludendo la possibilità che l’Universo nasconda nella sua immensità altre forme di vita, sostiene l’esistenza di Dio come unica spiegazione plausibile alla nascita del genere umano, con i suoi conflitti, le sue emozioni, le sue paure.
Il titolo del film ha una doppia valenza: esprime non soltanto l’anelito al contatto con organismi extraterrestri, ma ipotizza un punto d’incontro tra le due opposte dottrine, una forma di compromesso tra cieca fede e scetticismo scientifico. Simbolica in tal senso la presenza, all’interno del team di studiosi diretto da Ellie, di uno scienziato non vedente, capace di cogliere attraverso i sensi quello che sfugge a sofisticati macchinari e ai più elaborati calcoli matematici.
Nel corso della narrazione, le iniziali posizioni dei due protagonisti finiranno per mescolarsi e confondersi: in seguito al lancio sperimentale nello spazio di un disco/navicella alla velocità della luce, alla scoperta di una nuova dimensione spazio/temporale, l’appassionata astronoma dovrà rinunciare alla spiegazione scientifica dei fenomeni osservati, per esprimere attraverso l’emozione il ricordo del suo viaggio nel tempo. La figura del padre, morto d’infarto quando Ellie aveva solo nove anni, è una sorta di Leitmotiv: da lui Ellie ha ereditato la passione per l’astronomia, che finisce per diventare la sua unica ragione di vita. Il finale si presta a molteplici letture, tra le quali l’ipotesi che l’Aldilà possa essere situato nell’Universo stesso, in una dimensione a noi sconosciuta ma allo stesso tempo familiare.

Ottimo il cast, a cominciare dalla brava Jodie Foster, perfetta per la parte, passando in rassegna gli attori di contorno, da David Morse che interpreta un padre bonario e rassicurante, a una seria e volitiva Angela Basset, membro della commissione presidenziale, che sarà preziosa alleata di Ellie, al sempre bravo John Hurt, eccentrico personaggio che finanzia le ricerche della giovane astronoma, fino a James Woods nei panni di un moderno inquisitore. Senza omettere il cameo del vero ex presidente Clinton nella parte di se stesso, che si rivolge ai cittadini americani con il suo abituale tono pacato prima per tranquillizzare, poi per ammonire.

Interessante lo spaccato sulla società americana con i suoi fanatismi e le sue esaltazioni a buon mercato, cui viene contrapposto il coraggio di una donna che ammette di non credere in Dio nel nome della scienza e che alla fine, sempre per amore della scienza e della verità, sarà costretta a rivedere in parte le sue posizioni per controbattere all’inquisitore della CIA.
L’indubbia suspense è frenata da un’astrazione matematica a tratti pedantesca, ma nel complesso il film può considerarsi opera riuscita, allo stesso tempo inquietante e rassicurante, che apre nuovi orizzonti all’esplorazione dell’Universo.

©® Annalisa/Luglio 2001
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