LA VITA E’ BELLA
(ITALIA, 1997)
di Roberto Benigni
Roberto Benigni
Nicoletta Braschi
Giustino Durano
Giorgio Cantarini
Horst Buchholz
Giuliana Lojodice
Amerigo Fontani
Marisa Paredes
Guido Orefice
Dora
Eliseo Orefice
Giosuè
Dott. Lessing
Preside Scuola Elementare
Rodolfo
Madre di Dora

Da dove cominciare per la critica al film? Intanto dalla colonna sonora di Nicola Piovani, dolce, intensa, avvolgente. Le note sottolineano una vicenda comica, allegra e al contempo triste e grottesca.

La parodia del fanatismo fascista e della follia nazista è classica ed esilarante, con situazioni e battute degne della miglior scuola (Chaplin o gli stessi Stan Laurel e Oliver Hardy).
Oltreché una denuncia feroce al nazismo, il film del regista toscano vuole essere la rappresentazione del sacrificio di un padre per la salvezza e la libertà del proprio figlio. Benigni racconta come l'amore paterno non conosca limiti e possa giungere al sacrificio estremo.
Da antologia (una fra mille) la sequenza nel campo di sterminio, dove uno spietato soldato tedesco introduce ai prigionieri ferree regole da caserma, mentre Guido (Benigni) improvvisa un'improbabile quanto comicissima traduzione, trasformandole in severi ammonimenti rivolti al figlio Giosuè.
Guido finge in ogni occasione che la detenzione forzata dei prigionieri sia solamente un innocuo gioco a premi dove a chi totalizzi il maggior numero di punti spetti un carro armato vero, pertanto ammonisce Giosuè a rispettare regole infantili, tipo “Non lamentarsi, non piangere, non chiedere la merenda, non farsi condizionare dagli altri bambini…”

Il cast è di tutto rispetto. Primo fra tutti, l'indimenticato Giustino Durano, nei panni dello zio di Guido.
Horst Buchholz, che si cala magistralmente nel ruolo del nazista.
Giuliana Lojodice, grande attrice di teatro, che delinea sapientemente la figura della preside fascista.
Nicoletta Braschi, moglie di Benigni anche nella vita, lascia meno a desiderare del solito in un ruolo drammatico a lei più consono.

Che altro dire di questo capolavoro? Benignaccio, continua così!

©® Annalisa/Ottobre 2001
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