CHOCOLAT
(GB/U.S.A. 2000)
di Lasse Hallström
Juliette Binoche
Judi Dench
Alfred Molina
Carrie-Anne Moss
Johnny Depp
Lena Olin
Hugh O’Conor
John Wood
Peter Stormare
Leslie Caron
Vianne Rocher
Armande Voizin
Conte di Reynaud
Caroline Clairmont
Roux
Josephine Muscat
Padre Henri
Guillaume Blerot
Serge Muscat
Madame Audel

In un piccolo paesino francese chiamato Lansquenet, in un passato non molto remoto, gli abitanti si accontentano di condurre una vita morigerata, casta, riservata e timorosa delle leggi della Chiesa. Naturalmente tutti conoscono gli affari degli altri, come del resto accade in tutti i piccoli paesi, ma ognuno finge di ignorarli e si accontenta di sussurrare o di spettegolare, all'insegna della tranquillité.
Il conte De Reynaud, sindaco moralista e zelante [un grande Alfred Molina], ogni domenica prepara il sermone che il malcapitato giovane sacerdote dovrà pomposamente recitare alla messa solenne, alla quale tutti i cittadini sono tenuti a partecipare, pena l'esclusione dalla quieta società. 
La vita scorre lenta, sonnacchiosa e monotona, finché, in una fredda giornata invernale, quando un inquieto e fortissimo vento soffia da Nord, due figurine incappucciate di rosso (quasi a suggerirci che la vicenda è in bilico tra realtà e fiaba) bussano infreddolite alla porta di un'anziana vedova, che, all'apparenza burbera e scontrosa, si rivelerà invece una delle prime sostenitrici delle nuove arrivate. Vianne Rocher [una straordinaria Juliette Binoche] e sua figlia Anouk chiedono solamente di poter affittare il negozio vuoto e dimesso dell'anziana signora per avviare una pasticceria, o meglio una…"cioccolateria".

La vicenda si svolge in periodo di Quaresima e di certo non è gradita la presenza di una donna non sposata con figlia illegittima che osi sfidare le leggi della Chiesa aprendo una pasticceria proprio nel periodo di digiuno, violando in tal modo la pubblica morale, difesa a spada tratta dal nostro simpatico e cordiale sindaco. Egli tenterà in ogni modo di screditarla, spargendo cattive voci sul suo conto, redigendo sermoni contro "Satana travestito da innocenti tentazioni", per dissuadere i primi, timidi frequentatori della cioccolateria, che apre i battenti in piena Quaresima sfoggiando vetrine allegre, colorate e soprattutto… appetitose.
Ma il Conte De Reynaud, abbandonato già da tempo dalla moglie, anche se egli la fa credere eternamente in viaggio a Venezia, non riuscirà nell'intento, trascinato suo malgrado nel vortice di allegria e spensieratezza con le quali Vianne finirà per contagiare tutti gli abitanti di Lansquenet.

Un giorno i barconi dei nomadi approdano lungo le rive del fiume e Vianne, incurante dei manifesti sul boicottaggio dell'immoralità, affissi ovunque in paese per allontanare gli zingari, familiarizza con loro offrendo cioccolata e allegria, trovando anche l'amore del loro fascinoso capo [Johnny Depp, che anche nelle vesti di nomade fa la sua figura, n.d.R.].
A questo punto, la sfida di Vianne al sindaco sfiora la tragedia: un devoto cittadino del conte crederà di compiacerlo appiccando il fuoco all'accampamento in piena festa, organizzata proprio da Vianne in onore dell'anziana vedova (alla quale partecipano anche molti compaesani). Fortunatamente tutti rimarranno illesi e pure il sindaco, ormai sempre più imbarazzato e confuso, consumato dal rimorso per l'accaduto, una volta cacciato il colpevole dal paese, finirà per "redimersi" e si convertirà alle gioie del palato.

Agli occhi dello spettatore, coinvolto come raramente capita da una trama scorrevole, avvincente, che diverte e nello stesso tempo commuove, l'happy end è quasi un miracolo, poiché il vento da Nord sul più bello ricomincia a soffiare imperiosamente, quasi ricordando a Vianne che il suo compito non è finito. Vianne, come spiegherà la voce narrante della piccola Anouk, è figlia di una donna di origine Maya, anch'essa nomade e sempre errante di villaggio in villaggio per tramandare un'antica tradizione sotto forma di cioccolata, il cibo degli dèi. Il compito viene trasmesso silenziosamente di generazione in generazione, pertanto s'intuisce che anche alla piccola Anouk potrebbe toccare la stessa sorte. Ma Vianne capisce che Anouk è stanca di girovagare e si ferma a Lansquenet, questa volta accettata e incoraggiata perfino dal conte!

Alla fine del film si avverte una sottile leggerezza, portata dall'omelia pasquale finalmente improvvisata dal giovane prete, stanco della cupa solennità del suo redattore: è come se ognuno si liberasse dei propri fantasmi, di pesanti catene che tenevano legati ad un passato o ad una quotidianità.
Il conte De Reynaud si libera della sua cupa tristezza trangugiando cioccolata nella vetrina di Vianne, che inizialmente voleva distruggere; i compaesani possono vivere in libertà e spensieratezza, abolendo le troppe e restrittive regole che li soffocavano; la piccola Anouk trova finalmente fissa dimora dopo una serie interminabile di peregrinazioni, liberandosi del suo immaginario canguro zoppicante di nome Pantoufle, lo spettro del suo essere senza radici; Vianne stessa viene alleggerita dal peso di una missione interminabile e spezza le catene del passato per vivere finalmente una sua vita: simbolico il lancio delle ceneri della madre all'inquieto "vento del Nord, che finirà per stancarsi" e svanirà nel nulla, lasciando il paese in festa.

©® Annalisa/Marzo 2001
Riproduzione Riservata