IL SANTO
(U.S.A. 1997)
di Phillip Noyce
Val Kilmer
Elisabeth Shue
Rade Serbedzija
Valeri Nikolayev
Henry Goodman
Alun Armstrong
Michael Byrne
Yevgeni Lazarev
Irina Apeksimova
Simon Templar
D.ssa Emma Russell
Ivan Tretiak
Ilya Tretiak
Dr. Lev Botvin
Ispettore Teal
Vereshagin (assistente di Tretiak)
Presidente Karpov
Frankie

Libera trasposizione cinematografica della fortunata serie televisiva interpretata da Roger Moore, la spy story di Phillip Noyce non brilla certo per spessore né per valore artistico, ma rimane pur sempre un buon film d’azione, veloce e avvincente, costruito su una solida sceneggiatura e forte di un cast azzeccatissimo, dai protagonisti fino alle comparse.
Ambientato a Mosca in un futuro non troppo lontano, mette in luce il degrado politico, economico e morale di un intero popolo, soggiogato da despoti accentratori nel corso della storia, dagli Zar a Lenin e Stalin, fino alla caduta del regime che portò allo sfacelo economico e allo sfaldamento politico.
Nel futuro ipotizzato da Noyce, lo scenario storico è dominato dalla figura di Tretiak, un demagogo senza scrupoli che incanta le folle con ridondanti apologie sulla rinascita dell’Impero russo e false promesse di benessere economico, con l’unico scopo di accentrare ogni potere nelle sue mani.
Trafugato il combustibile necessario alla sopravvivenza dei cittadini, il losco speculatore petrolifero tenterà di screditare il presidente sovietico Karpov servendosi di una teoria scientifica avallata da una scienziata inglese, la dottoressa Emma Russel (la splendida e intensa Elisabeth Shue). Tale teoria, denominata Fusione Fredda, fa riferimento alla possibilità di ottenere energia da una reazione chimica che inneschi la fusione nucleare a temperatura ambiente. Tretiak incarica il “Santo” Simon Templar (Val Kilmer) di sottrarre con l’inganno la formula alla dottoressa Russel, al fine di ottenere il definitivo consenso delle folle infreddolite tramite pubblica dimostrazione della validità e dell’efficacia di tale ipotesi. Come da copione, Simon “il mago” s’innamora di Emma: con il suo appoggio riuscirà a tendere una letale trappola a Tretiak, facendo fallire in maniera eclatante i suoi malvagi propositi.


Il film è avvincente, scorrevole, nel complesso godibile e a tratti gradevolmente comico, anche grazie al contributo di validi attori impiegati in ruoli minori, vedi per esempio il maldestro e distratto poliziotto inglese, segugio instancabile del ladro e puntualmente raggirato, come vuole la tradizione (da Sherlock Holmes ad Arsène Lupin fino a Miss Marple, per citare alcuni esempi in cui la mitica Scotland Yard infila una gaffe dietro l’altra sprofondando nel ridicolo).
Notevole l’interpretazione di Valerij Nikolaev, che impersona il figlio cocainomane di Tretiak, agile e accattivante al punto di rubare la scena allo stesso Kilmer, a tratti patetico nei vari travestimenti adottati per confondere i suoi inseguitori. Intensa l’interpretazione della Shue, che riesce a conferire spessore al suo personaggio attraverso connotazioni contrastanti che lo rendono più credibile e umano. Dotata di estrosa intelligenza, Emma Russel è razionale e al tempo stesso emotiva e sensibile, eccentrica e assetata di verità: la Shue incarna alla perfezione la figura di scienziata dalla sensibilità artistica (vedi il monumento a Shelley, luogo d’incontro con Simon Templar).
Il santo ha un background di sofferenza che lo rende più credibile nei suoi eterni cambi d’identità, fino ad essere smascherato e messo a nudo (in tutti i sensi) dalla sua dolce e appassionata amante.
Buone le scenografie di Joseph Nemec III, ottimi i costumi di Marlene Stewart, avvolgente la colonna sonora curata da Graeme Revell e integrata dal contributo dei Duran Duran nel tema principale.

©® Annalisa/Luglio 2001
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