COLLATERAL
(U.S.A. 2004)
di Michael Mann
Tom Cruise
Jamie Foxx
Jada Pinkett Smith
Mark Ruffalo
Peter Berg
Bruce McGill
Javier Bardem
Vincent
Max
Annie
Fanning
Richard Weidner
Pedrosa
Felix

In una Los Angeles cupa e notturna che rimanda alle immagini di Blade Runner, un timido e pacifico tassista (Jamie Foxx) s’imbatte in un sociopatico serial killer (Tom Cruise) che lo costringe ad accompagnarlo da una parte all’altra della città in una sola interminabile notte per poter concludere tutti i suoi “contratti”.

La scelta dell’ambientazione notturna non è casuale, come spiega lo stesso regista: “Adoro la notte. Posso farla diventare più espressiva. Visivamente, non è così intensa come il giorno, non ci sono così tante cose che ti distraggono. Per me è dunque facile concentrarmi su un’atmosfera” resa a tratti tesa e cupa, a tratti morbida e avvolgente, dove i contorni delle cose sfumano e si confondono, i dettagli esterni perdono spessore, facendo risaltare le figure a tutto tondo di due uomini posti loro malgrado l’uno di fronte all’altro, che nel corso della notte instaurano un rapporto complesso, fatto di luci ed ombre, confessioni e segreti, complicità e odio.

Nel frenetico dipanarsi dell’intreccio, ognuno trasmette qualcosa di sé all’altro, quasi in un sadico e perverso gioco di compensazione, in cui il debole si fortifica e riesce a far emergere il lato più aggressivo, mentre il violento prende coscienza dolorosamente e non senza traumi della sua frattura interiore. L’effetto collaterale di un incontro non cercato ma imposto ancora una volta dal destino.

Magistralmente interpretato da un sorprendente Tom Cruise, Vincent il killer diviene complice del tassista, prendendo le sue difese contro il capo sfruttatore che s’intromette a intermittenza via radio ed eliminando piccoli delinquenti di strada che tentano di derubarlo. Ma sempre seguendo la strada sbagliata, quella della violenza fine a se stessa, perpetrata con noncurante e distaccata freddezza. Il killer prova simpatia per il suo opposto e forse proprio questo sentimento - improvviso e inaspettato - lo porta alla frattura, alla crisi, alla presa di coscienza della sua anomalia interiore.

Parallelamente la scelta di un attore famoso come Tom Cruise non è casuale. Il regista aveva bisogno di un volto noto per far sì che lo spettatore potesse avvicinarsi al personaggio.
Michael Mann non giustifica l’assassino ma al contempo neppure lo condanna, svelando progressivamente i drammatici eventi che hanno segnato il suo destino, sviscerandone le motivazioni che conferiscono al personaggio una certa umanità, seppur disturbata.
“Questo non significa” - conclude il regista - “giustificare quello che fa, viceversa non vuol dire che se commette quelle azioni, in esse debba prendere corpo una visione distorta dell’essere umano” che si nasconde dietro le quinte del suo agire. Al regista non interessa pertanto delineare una figura di vilain estremo, quanto descrivere un essere umano nelle sue più torbide sfumature.

Un action movie degno di questo nome, che in un crescendo rossiniano avvince e tiene in scacco fino alle ultime sequenze, avvalendosi anche di un ottimo cast, sulle cui figure di contorno risalta il fascino magnetico di Mark Ruffalo nel cameo del detective sulle tracce dell’assassino. Impeccabili anche Jamie Foxx nel ruolo del tassista e Jada Pinkett Smith nei panni di una procuratrice alla vigilia di un importante processo. Tutti personaggi che s’intrecciano in un unico, drammatico destino con un che d’ineluttabile. Da non perdere.

©® Annalisa
Ottobre 2004
Riproduzione Riservata